MOTOLOGY

KTM 1290 Super Duke R ABS

I dati numerici parlano della naked più estrema mai proposta, grazie a 180 cv per 189 kg di peso e all’ elettronica al top. Adrenalina allo stato puro ma anche una facilità di guida inaspettata. È il nuovo riferimento della categoria, costa 15.650 euro

Misano Adriatico – L’idea che sta alla base del progetto della KTM 1290 Super Duke R ABS è tanto chiara quanto efficace: gli amici di KTM volevano stravolgere il settore delle naked sportive, proponendo una moto capace di imporre il nuovo riferimento del segmento. Ci sono riusciti? Motore bicilindrico da 1.301 cc capace di 180 cv e 144 Nm di coppia, 189 kg di peso a secco, mappature regolabili, controllo della trazione e Abs di serie. Se questi dati non bastassero, è bene considerare inoltre che a Mattighofen hanno pensato di condensare il tutto in una ciclistica agile ed intuitiva, capace di mostrare il “dente avvelenato” tra i cordoli quanto di mettere a proprio agio il pilota. L’abbiamo provata a Misano, e proprio grazie al test sul circuito dedicato a Marco Simoncelli possiamo dare una prima, rapida risposta. Si, obiettivo raggiunto.

Telaio a traliccio e ciclistica regolabile

Passando in rassegna i dati tecnici della nuova KTM 1290 Super Duke R si rimane subito colpiti da un particolare: il telaio a traliccio in tubi d’acciaio, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non vanta misure di interasse contenute, e con i suoi 1.482 mm e l’inclinazione del cannotto di sterzo a 24.9° sottolinea la ricerca da parte dei tecnici della stabilità, piuttosto che la maneggevolezza. Il telaietto posteriore, anch’esso costruito in tubi d’acciaio, è parte integrante del design, parimenti al minuscolo codino che ne copre solo l’estremità superiore. Il forcellone è un monobraccio in alluminio con capriata di rinforzo, tanto bello da osservare quanto massiccio nell’aspetto, e tra le chicche presenti è doveroso sottolineare la regolazione della tensione della catena tramite eccentrico e ancora la  presenza della corona a smontaggio rapido. In tema di sospensioni, KTM ricorre ad elementi WP (Marchio nell’orbita del gruppo austriaco), con una forcella pluriregolabile da 48 mm con idraulica e molla separate e un monoammortizzatore, anch’esso pluriregolabile, vincolato direttamente al forcellone senza sistema progressivo. La frenata è garantita da un impianto Brembo composto da due dischi da 320 mm lavorati da pinze monoblocco tipo M50 a quattro pistoncini, mentre al posteriore troviamo un disco singolo da 240 mm con pinza a due pistoncini. Il sistema ABS 9M+, fornito anch’esso da Bosch, è di tipo a due canali (senza frenata ripartita) con la possibilità di disinserimento o ancora l’opzione per limitare l’intervento solo ai dischi anteriori, per consentire le derapate in stile Motard. Il peso dichiarato per la 1290 Super Duke R è di 189 kg a secco.

Motore ed elettronica: razionale esagerazione
Il propulsore della Super Duke R è un V2 di 75° da 1.301 cc. Derivato da quello della sportiva RC8, i tecnici austriaci sono intervenuti aumentando alesaggio e corsa, portando i valori fino a 108 x 71 mm. Il rapporto di compressione è di 13,2:1 e i corpi farfallati, rispetto alla sportiva carenata da 1200 cc, sono passati da 52 a 56 mm. La lubrificazione è come da tradizione a carter secco e il cambio a sei rapporti sempre in presa, con sistema  antisaltellamento per la frizione. Il risultato è mostruoso: 180 CV di potenza massima a 8.870 giri e 144 Nm di coppia a 6.500 giri. Mai nessuna naked si era spinta a tanto, anche se va detto che la gestione elettronica è  adeguata a cotanta prestanza: La centralina Keihin prevede tre impostazioni di mappatura, ovvero Sport, Street e Rain, con le prime due capaci di fornire potenza massima (cambia però la risposta del comando del gas, più dolce nella taratura stradale) e la mappatura Rain che limita la potenza a 100 cv.Il Traction Control è invece regolabile su 3 livelli di intervento, così da poter confezionare un set-up adeguato ad ogni esigenza.

Comoda e facile, ma se giri il gas…
La KTM 1290 Super Duke R è accogliente come non ci si aspetterebbe, capace di ospitare piloti di ogni taglia, con l’unico vincolo dato dalla sella alta (835 mm). Manubrio ampio, serbatoio correttamente profilato e seduta soffice sembrano voler “ingannare” circa le potenzialità di questa moto, con il plus fornito dalla possibilità di regolare i comandi del cambio e del freno posteriore. Il motore pulsa vigoroso ad ogni accenno sulla manopola del gas, e la spinta è tanta: prima, seconda, terza e quarta, il bicilindrico KTM sfodera una veemenza imbarazzante, tanto che risulta difficile intuire se si stia usando la marcia corretta. La rapportatura finale è decisamente corta, tanto che sul rettifilo che conduce al curvone principale riusciamo a mettere la sesta marcia e sfiorare i 250 km/h (!) prima di tuffarci nel curvone. Quando giri la manopola la Super Duke R aggredisce l’asfalto con un piacevole sound di aspirazione che contribuisce a sottolineare il carattere da vera racer. Attenzione però, perché se noi per primi ci saremmo aspettati di dover domare un cavallo imbizzarrito, in realtà la Super Duke R sa essere decisamente affabile. Basta non esagerare. Si lascia guidare anche in souplesse, all’occorrenza, mostrando anche una grande agilità e un livello di vibrazioni mai fastidioso. Il motore, tanto per fare un esempio, a 130 km/h sonnecchia a poco più di 3.000 giri… Poi, una volta deciso di fare sul serio, è sufficiente richiamare il comando dell’acceleratore per entrare in una dimensione parallela, fatta di galleggiamenti dell’anteriore fino in quarta marcia e rettilinei che si accorciano in un istante. L’allungo arriva  ad oltre 10.000 giri ed è entusiasmante la rabbia con la quale il bicilindrico arriva a sbattere contro il muro del limitatore. La sensazione netta è che possa anche arrivare ben oltre. Peccato solo che il comando del cambio sia un po’ duro e non sempre preciso, ma ci si abitua presto. Provvidenziale l’intervento dell’elettronica, che limita le impennate e consente di “fare strada” senza puntare inutilmente il cielo ad ogni manata di gas. Sesta piena, il curvone di Misano di avvicina: allarghiamo sul cordolo prima di impostare la traiettoria, buttiamo un occhio sul tachimetro che segna 249 km orari. Mani salde su manubrio, ginocchio sul cordolo e precisione millimetrica: la forcella affonda con decisione trasferendo qualche vibrazione alla massima piega, riconducibile ad un set-up non appositamente studiato per la pista ma facilmente modificabile grazie alle molteplici possibilità di regolazione.  Sfioriamo il gas e ci troviamo letteralmente catapultati alla curva successiva. Appena il tempo di accarezzare i freni, via due marce, ancora un colpo di gas e un’altra spinta impressionante che ci porta al tornantino. Entriamo coi freni “in mano”, l’ABS non si avverte e l’intervento pastoso e modulabile  dell’impianto permette di assecondare una traiettoria impeccabile. Piega massima, spalle all’interno della curva, sfioriamo l’acceleratore e interviene in controllo di trazione. Solo un istante, giusto per “rimettere le cose a posto” e consentire al pneumatico posteriore di mordere a dovere l’asfalto fiondandoci alla curva successiva. L’anteriore si alza ma la linea impostata non ne risente. È agile la Super Duke R, tanto che cambiamo direzione in un attimo per lasciarla scorrere dentro la svolta che segue. La velocità di ingresso è fulminea, si stenta a credere d’essere in sella ad una naked. Sembra una Superbike, tanta è la precisione messa in mostra. Chiude le traiettorie col pensiero, in una frazione di secondo ci troviamo di fronte l’ultima curva: la affrontiamo in terza, il motore cala di giri ma non è un problema: nel punto di corda della curva ruotiamo la manopola e riecco una “botta” di coppia pronta a toglierci d’impiccio senza batter ciglio. Comincia un altro giro e c’è da credere che sarà un’altra esperienza da ricordare a lungo.

Il parere di Leslie

Se siete dei neofiti, o ancora se state pensando di tornare in sella dopo un periodo di “pausa” e volete farlo con una moto davvero esclusiva, date retta me e guardate altrove. La nuova Super Duke R è una moto tremendamente efficace e spinta da un propulsore capace di strappare le braccia dalle clavicole ad ogni accelerazione, pertanto richiede nervi saldi, malizia e una buona dose di autocontrollo. Per contro però, se avete esperienza e non vi spaventano le prestazioni, non pensate alla super naked KTM come ad una belva inguidabile: discretamente comoda, nonostante l’assenza di protezione aerodinamica, la Super Duke R è facile e intuitiva, gestibile anche alle basse andature e piacevole anche se non si cerca il tempone tra i cordoli. Poi, messe da parte le buone intenzioni e il senso civico, potrete ruotare il gas e trovarvi a fare chilometrici monoruota anche fino in quarta marcia. Solo se lo vorrete però, e questo è il bello!

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