MOTOLOGY

Yamaha Fazer 8: la moto per tutti

Intuitiva per i neofiti, semplice per gli esperti: Yamaha Fazer 8 è una sport touring leggera che può accontentare un pò tutti

Un vero e proprio test urbano non l’avevamo mai fatto, ma visto il proliferare di mezzi a due ruote per le strade cittadine, abbiamo deciso di verificare il comportamento di una sport touring di categoria media: la Yamaha Fazer 8.

Allestita con scarico Akrapovic, ABS e configurazione sport, la Yamaha Fazer 8 in nostra dotazione ha, di primo acchito, una buona impressione a livello estetico.

La seduta è, per il pilota, confortevole e ben sagomata e i fianchi snelli del serbatoio con telaio stretto nella zona mediana ci permettono un buon inserimento nella moto.

I primi freddi iniziano a farsi sentire, così prestiamo più attenzione al cupolino e alla mezza carena: il risultato nel contesto cittadino è positivo, mentre sull’extra urbano un pò di passaggio d’aria si avverte, ma comunque la pressione è alleggerita al punto da viaggiare senza troppa fatica.

YAMAHA FAZER 8: LA PROVA IN CITTA’

Alzi la mano chi di voi sceglie di comprare una moto per andare a provarla in pista … siamo partiti da questa considerazione per decidere di organizzare un test un pò diverso dal solito: perché non provare il comportamento di una moto in città?

Certo un 4 cilindri in linea trasversale a 4 tempi da 779 cc di cilindrata potrebbe risultare un pò “strozzato” nel traffico urbano, ma chi acquista una moto la usa, tendenzialmente, per gli spostamenti  quotidiani casa-ufficio, ufficio-palestra e via dicendo con tutto quel che ne comporta.

Come dicevamo in apertura la seduta della Yamaha Fazer 8 è comoda e manubrio e pedane definiscono una posizione di guida con il busto moderatamente inclinato in avanti e schiena rilassata.

Il motore si avvia prontissimo e frizione e cambio compiono il loro dovere con prima marcia davvero morbida.

Il comportamento in città è buono: la moto è agile, facile da guidare e, visto l’ingombro contenuto,  le gimkane al semaforo si fanno senza problemi così come si gestiscono in tranquillità le asperità del terreno (binari del tram compresi).

A proposito di semaforo, l’unico appunto che ci sentiamo di fare è proprio nella ripartenza da fermi:  c’è una leggera incertezza all’avvio (al punto che gli scooter vanno via filati), cosa che, però, si recupera allo spalancare del gas.

Vogliamo approfondire questo effetto on-off nell’erogazione e decidiamo, quindi, di lanciare la nostra Yamaha Fazer 8 su un tracciato extra-urbano fortunamente sgombro dal traffico.

YAMAHA FAZER 8:  LA PROVA EXTRA URBANA

La guidabilità rimane buona e la coppia, pur a bassi regimi per un quattro cilindri (parliamo di 4000 giri) è davvero sostenuta.

Certo il top del motore si raggiunge a regimi più alti (la coppia massima di  8,4 kgm è erogata a 8000 giri), ma già tra i 5 e i 6000 giri il divertimento è assicurato.

La tenuta in curva è soddisfacente anche se l’ammortizzatore posteriore potrebbe essere migliorato soprattutto in uscita dove la moto tende un pò ad allargare la linea.

La forcella è, invece, tarata nel modo giusto cosicché ci si affida all’anteriore senza troppi problemi grazie anche alla conformazione snella dei fianchi della Fazer che permettono un lavoro di gambe, anziché di braccia.

Sempre grazie alla sua ergonomia, la Fazer aiuta a non caricare i polsi in fase di decelerazione con conseguente buon controllo della moto anche in frenata.

I freni montano all’anteriore un doppio disco flottante in acciaio da 310 mm con pinze monoblocco a 4 pistoncini differenziati e al posteriore disco singolo in acciaio da 267 mm con pinza flottante a singolo pistoncino. Il comportamento è buono e la frenata precisa anche se, nella fase finale, la moto si scompone un poco; la potenza dei dischi anteriori è buona a patto che la leva sia premuta con decisione.

Ci piace l’accelerazione con spinta robusta e regolare fino al valore di coppia massima.

CONCLUSIONE

La Yamaha Fazer 8 è, in conclusione, una moto facile e alla portata di tutti.

I neofiti non devono farsi intimorire dalla cilindrata, poiché la potenza arriva solo se la si cerca; la ciclistica, poi, è intuitiva anche per chi è alle prime armi e di estrema facilità per i più esperti.

Nulla da appuntare sul motore che è un gioiellino, così come sul telaio.

Qualcosa si potrebbe migliorare, ma il risultato finale è comunque più che positivo.

Test Motology: passato!

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