MOTOLOGY

Aprilia RSV4 R ABS: TUTTO SOTTO CONTROLLO

Maneggevolezza, precisione di guida e prestazioni estreme, imbrigliate da una gestione elettronica sofisticata e facile da interpretare. Con la V4 di Noale ti senti capace di tutto! Prezzo: 18.810 Euro (cim)

San Martino del Lago (CR) – Si scrive RSV4 R, si legge Superbike: la quattro cilindri a V di Noale è stata capace di vincere due titoli mondiali tra le derivate di serie (2010 e 2012) e di imporsi come una sportiva gustosa e appagante, forte di soluzioni tecniche sofisticate in grado di rendere le sue strabordanti prestazioni – quasi- alla portata di tutti. 184 cv e 117 Nm di coppia descrivono infatti solo parzialmente le qualità della RSV4 R, che con l’adozione della gestione elettronica aPRC e del sistema ABS Bosch 9MP, già nel 2013 si è confermata come una delle moto più evolute della categoria. ”Squadra che vince non si cambia” recita il famoso aforisma del tecnico calcistico Vujadin Boskov, e Aprilia ha fatto sua questa filosofia presentando la versione 2014 della sua sportiva RSV4 R ABS: nuove grafiche, tutto qua, perché del resto non si sentiva il bisogno di alcun intervento, considerato l’asfittico settore specifico delle moto sportive ad altissime prestazioni e il livello di assoluta competitività raggiunto nei confronti dell’agguerrita concorrenza. Disponibile nelle monocromie rosso o nero, la RSV4 R ABS resta quindi invariata, confermandosi come modello d’accesso alla gamma RSV, con la versione Factory quale punta di diamante. Quindi questa RSV4 R rappresenta il modello “base”? tutt’altro, e sulla pista di San Martino del Lago abbiamo avuto la conferma di quanto questa definizione possa trarre in inganno.

Elettronica: impossibile chiedere di più

Con il suo pacchetto aPRC (Aprilia Performance Ride Control), ovvero controllo di trazione, assistenza alle partenze, anti-impennata e cambio elettronico, tre anni fa la Casa veneta costrinse molti concorrenti ad adeguarsi, imponendo tra le maxi sportive un nuovo standard a livello di gestione elettronica.come già fece nel 2006 con il Ride by Wire sulla Shiver 750. Il sistema viene confermato in blocco e già dallo scorso anno reso disponibile di serie su tutti i modelli R e Factory. Con l’ultimo upgrade, i tecnici sono intervenuti per ottimizzare i parametri di controllo, con il risultato di ottenere un “pacchetto” settabile e calibrabile dal pilota con estrema precisione. Il Traction Control, ad esempio, lavora tramite l’acquisizione dei dati relativi alla velocità del veicolo, allo slittamento della ruota motrice e all’angolo di piega, riuscendo a fornire comunque al pilota una minima percentuale di slip del pneumatico in condizioni al limite dell’aderenza, per mantenere al massimo livello la sensibilità sul comando del gas. Il sistema è inoltre auto-calibrabile, ovvero si adegua autonomamente all’impiego di pneumatici di diverso tipo, marca e costruzione. Davvero difficile chiedere di più ad una sportiva stradale.

Contestualmente a questa evoluta gestione elettronica, la RSV4 R adotta di serie il sistema ABS Bosch 9MP, che coniuga un peso contenuto in soli 2 kg con la praticità di un intervento settabile su tre livelli di intervento, oltre che totalmente disinseribile. Ognuna di queste 3 configurazioni può essere combinata con una delle 3 mappe del motore, per permettere a piloti di diversa esperienza e capacità di trovare la migliore combinazione. La centralina dell’ABS trova posto sotto la sella, e il sistema porta con sé anche l’impiego delle pinze Brembo monoblocco M430 all’anteriore. Venendo alla parte tecnica, il propulsore V4  a 65° vanta  184 cv a 12.500 giri, mentre la coppia arriva ora a 117 Nm a 10.000 giri. Numeri elevati, anche se non di riferimento assoluto per il settore. Anche il telaio a doppio trave in alluminio rimane invariato nelle quote e nelle dimensioni, considerato che già nel modello 2013 il motore e il pivot del forcellone erano stati oggetto di un abbassamento di 5 mm con l’obiettivo di ridurre l’altezza del baricentro, così da contrastare gli alleggerimenti del posteriore in staccata.

 

Motore sempre disponibile e una guida da vera superbike

 

Pista bagnata, cielo grigio e 184 cavalli scalpitanti che ti attendono ad ogni manata sul gas: ce n’è a sufficienza per rimandare il test, salvo che la moto non sia una RSV4 R. All’inizio del test, delle tre mappature disponibili per il motore – Rain, Sport e Track – l’istinto di conservazione ci fa scegliere per il primo approccio l’opzione più conservativa. La titubanza iniziale però scompare nel giro di poche curve: l’ultima evoluzione del sistema aPRC garantisce un controllo assoluto, con un’erogazione dolce e lineare – la mappa Rain taglia circa il 25% di potenza – e soprattutto una sensibilità esemplare del controllo della trazione. Tempo due giri e passiamo rapidamente alla mappatura Sport – che assicura piena potenza ma anche una risposta meno brutale del comando del gas –  e degli otto livelli di intervento del Traction Control scendiamo rapidamente dalla regolazione 6 a 5, per poi passare ancora alla 4 e alla 3. Per ogni livello una risposta via via meno invasiva, che rimane dolce nell’intervento come se il pilota sfiorasse appena il comando del freno posteriore. Il sistema taglia la potenza principalmente tramite la regolazione dell’apertura delle farfalle, arrivando a variare l’anticipo solo nei casi limite. Nella sostanza, ci si accorge della presenza del controllo elettronico solo dalla spia sul cruscotto che si accende ogni qual volta le centraline precludono un eccessivo slittamento della ruota motrice. Questo, in termini di guida, si trasforma in una confidenza assoluta, capace di sollevare il pilota dal timore reverenziale dettato dalla spinta veemente del motore praticamente ad ogni regime. Anche il sistema Anti-wheeling svolge al meglio la sua funzione, anche se delle tre tarature disponibili le soluzioni 3 e 2 risultano eccessivamente castranti nelle accelerazioni fuori dalle curve. Meglio la regolazione1, che consente anche di prodursi in piccoli wheeling tra una curva e l’altra che però non mettono mai in crisi la stabilità e l’esecuzione delle traiettorie. La pista si asciuga ma manteniamo le gomme rain per precauzione. Decidiamo di passare ugualmente alla mappa Track, con il controllo della trazione sul livello 2 e tanta voglia di vedere cosa succede. Anche in queste condizioni, la RSV4 R si conferma come una delle sportive più facili ed immediate nella guida. Sembra di starci in sella da sempre e non è un modo di dire: maneggevole e rapidissima negli ingressi in curva, offre il supporto di un avantreno rigoroso nelle traiettorie quanto facile da indirizzare o correggere. Mai una reazione brusca, mai la percezione che “chiuda”, solo qualche alleggerimento sotto la spinta brutale del motore che porta a leggere oscillazioni dello sterzo in accelerazione. Con un assetto da bagnato, gomme rain e una pista solo umida, viene comunque da pensare che con qualche “click” sulle sospensioni il tutto torni a posto, tanta è la solidità che la sportiva di Noale mostra in ogni frangente. A proposito del motore, il quattro cilindri stupisce una volta di più: se snocciolando la scheda tecnica relativa ai dati di potenza e coppia non viene da gridare al miracolo, è guidandolo che si apprendono tutte le sue doti migliori: pieno e regolare fin dai bassi regimi, già da 5.000 giri diventa vigoroso e sfruttabile, con un ulteriore impulso passati i 10.000 giri che porta spesso a “sbattere” contro il limitatore. Il tiro ai bassi e medi regimi può essere tranquillamente paragonato a quello di un bicilindrico, mentre la grinta con cui prende i giri in alto ha l’inesauribile possenza tipica dei quattro cilindri. Ne consegue una renge di utilizzo davvero ampio, con la possibilità di sfruttare spesso un rapporto un po’ più lungo del dovuto concentrandosi solo sulla migliore traiettoria, andando a sfruttare una regolarità di erogazione che comunque ci spara fuori dalle curve come una fionda. Davvero gustoso, anche considerando che successivamente si può fare affidamento su un cambio elettronico pressoché perfetto per precisione e rapidità, che consente di sparare dentro le marce senza remore a gas spalancato fino all’approssimarsi della curva successiva. A tal proposito, sul lungo rettilineo della pista di Cremona abbiamo visto 260 km/h indicati, il tutto senza nemmeno aver inserito la sesta marcia. Non male, che dite? In fondo al rettifilo, quella che potrebbe essere una staccata molto impegnativa – la curva che segue si affronta in seconda a circa 60 km/h – si trasforma invece in un piacere assoluto. Le pinze anteriori mordono con decisione, ma l’ABS, minimamente avvertibile nelle tarature 2 e 3, risulta praticamente inesistente, lasciando al pilota la piena gestione della elevata potenza frenante. Sotto la spinta decelerante si solleva leggermente il posteriore, ma anche qui vale il discorso relativo all’assetto, considerato tra l’altro l’ottimo funzionamento della frizione antisaltellamento che permette di scalare le marce in rapidissima sequenza come fosse l’ultima frenata di un GP.  Un difetto della RSV4 R? Un leggero effetto “on/off” del comando del gas, inavvertibile ai bassi regimi ma presente quando il motore trotta a rotazioni superiori. Punto, null’altro. E non esageriamo.

 

I Punti chiave del test in pista: La RSV4 R è una moto da corsa vera: la maneggevolezza non teme confronti, e lo stesso vale per la sicurezza che infonde quando sei lì, ginocchio a terra alla massima piega, aspettando l’attimo giusto per spalancare il gas. L’elettronica sofisticata ti lascia percepire nel dettaglio cosa accade sotto alle ruote, senza filtrare nulla ma intervenendo solo quando realmente necessario. Ci vuole confidenza per “settarla” a dovere, visti i numerosi parametri, ma una volta trovata la combinazione giusta non ce n’è per nessuno. In rettilineo probabilmente paga qualcosa, ad esempio, alla BMW S1000, ma questa è una moto che “dà gusto” nella guida come poche altre.

 

I consigli di Leslie: Sembra facile ma non lo è, o almeno non del tutto. Fin dal primo contatto la Superbike Aprilia è capace di regalare grande confidenza, ma sfruttarla davvero è un’altra cosa. Come tutte le maxi sportive ha un limite molto elevato tra i cordoli, sottolineato da una rapidità nell’esecuzione dei comandi che talvolta può spiazzare. Spingendo forte bisogna mettere in preventivo qualche alleggerimento dello sterzo in accelerazione, comunque mai eccessivo. Non affatica fisicamente ma ci vuole concentrazione.

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