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MOTOLOGY

IL CASCO, SALVAVITA MA CON STILE

Per chi come me ha vissuto gli anni 80/90 ha visto l’utilizzo del casco come sia stato percepito, purtroppo da molti e per molto tempo, come un obbligo, un ostacolo alla libertà. Nel corso degli anni, in concomitanza con un codice della strada più rigido, si è anche prestata più attenzione alla cura che i piloti, in particolar modo i centauri, riservano alla ricerca del design “giusto” per il proprio casco.

La grafica che si sceglie racconta una storia, capita che i piloti pensino ad occasioni significative della propria vita (agonistica e non) e le immortalino su di esso, come fosse un tatuaggio. Qualche pilota rimane fedele ad un’idea , divenendone involontariamente il “rappresentante”; sviluppandola nel tempo, come fosse un cammino di crescita e consentendo a chi lo sostiene (e non) di riconoscerlo facilmente, anche nel bel mezzo della bagarre. Altre volte si preferisce utilizzare uno schema “semplice”, dettato da un puro apprezzamento estetico, che comunque ne diviene il marchio di fabbrica.

Il ricominciare dei campionati coincide anche, per molti, con la presentazione dei nuovi design, così come accade per le livree dei team.

Alcuni design sono parte della storia e si riconoscono a colpo d’occhio, per citare qualche esempio “al volo”, il sole-luna di Valentino Rossi, il nero con la “x” arancio fluo di Jorge Lorenzo,  il semplice giallo e nero di Joey Dunlop o ancora il giallo en nero, con colomba sulla calotta di Guy Martin (di cui esiste e si riconosce la variante blu – fuxia in omaggio alla Britten) o l’ultimo dedicato all’impresa nel Wall of Death. Nel mondo della formula 1 indimenticabili quelli di due  leggenda come Ayrton Senna o Michael Schumacher.

Ho provato a chiedere “tre aggettivi” a chi fa il pilota di professione, sul proprio casco, risposta: leggero, fluo, comodo; perché il casco è parte dell’abbigliamento tecnico, ma anche un’estensione della nostra personalità che deve essere indossato con orgoglio, ricordandosi che rientra nella categoria di beni per cui risparmiare non è sempre una buona idea..

Non importa se si sceglie un semplice monocromatico o una replica o un disegno personalizzato, che ci renda unici, l’importante è non dimenticare mai che è il suo corretto utilizzo (e manutenzione) ad identificarci. E voi? Per quale soluzione avete optato?

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