MOTOLOGY

Ferite da caduta in moto? Si curano con le staminali

Cadute in moto

Chi va in moto non è esente da cadute che, spesso e volentieri, possono causare più danni di quanto non si pensasse.
Se si parla di professionisti, poi, la lista degli infortunati diventa davvero copiosa e ricca di veri e propri casi che, con quasi dovuta certezza, a noi comuni motociclisti non capiteranno mai.

Dagli Stati Uniti arrivano, però, notizie che ancora una volta vanno nelle direzione dell’impiego di cellule staminali adulte per la cura di ferite e ustioni.

Sarebbe infatti, già in uso un nuovo sistema che, attraverso una «pistola-spray», spara letteralmente le cellule staminali sulla pelle ustionata e che avrebbe già curato con successo una dozzina di pazienti. In questo caso le cellule, anziché essere coltivate in laboratorio, sono prelevate da un lembo di pelle sana del paziente e poi abilmente miscelate in una soluzione specifica che, nebulizzata sulla parte lesa, ne accelera la guarigione.
Visto che le cadute in moto, spesso e volentieri, danneggiano la pelle con abrasioni, bruciature o ferite, chiediamo al Dott. Alfredo Borriello, chirurgo plastico e dirigente dell`Unità operativa di chirurgia plastica dell`Ospedale Pellegrini di Napoli, la valenza di questa nuova scoperta.

Dottor Borriello, come valuta questa notizia?

“Una notizia interessante, che va accolta, però, con cautela. Andrebbero, infatti, verificate le modalità di prelievo e di trattamento delle cellule che comunque devono essere rigorosamente del paziente. Ho qualche dubbio sul mezzo della pistola-spray come metodologia anche se la ricerca procede a passi da gigante e qualsiasi innovazione va tenuta d`occhio.”

Quali sono gli impieghi delle staminali adulte al Pellegrini di Napoli?

“Proprio al Pellegrini proseguono con successo i protocolli di medicina rigenerativa e ricostruttiva basati sulle cellule staminali adulte.
Le strategie sono due: le applicazioni dei fattori di crescita estratti dal sangue del paziente stesso che vengono purificati in laboratorio e utilizzati sulle lesioni a recupero lento come le ulcere vascolari, diabetiche, le piaghe da decubito, oltre alle ferite da trauma o da incidenti, dove la perdita di tessuto è abbondante; oppure le staminali prelevate da grasso corporeo in genere utilizzato in chirurgia estetica nelle operazioni di “lipofilling”, cioè di riempimento, ora invece impiegato per mettere a punto efficaci trattamenti curativi per le lesioni da radiazioni e da traumi”.

In caso di ferite da caduta in moto, come lavorano le staminali?

“Nel nostro reparto trapiantiamo il grasso per il suo prezioso contributo di cellule staminali. Lo centrifughiamo, poi lo iniettiamo ai bordi di una ferita aperta miscelato a fattori di crescita piastrinici. Con questi approcci si riducono i tempi di guarigione, la frequenza delle medicazioni e quindi i costi, e si ottiene, inoltre, una migliore cicatrizzazione”.

Valuta, dunque, positivamente l’impiego delle staminali?

“Considero le staminali adulte una grossa scommessa sul futuro. Permettono davvero alla medicina di essere sempre meno interventistica e più rigenerativa, cioè capace di sfruttare le risorse già naturalmente presenti nell’organismo”.

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