MOTOLOGY

FOCUS ON: TROY BAYLISS

Nome: Troy Andrew Bayliss
Nazionalità: australiana
Nato a: Taree
Data: 30 marzo 1969 (49 anni)

 

 

Quest’anno correrà nel Campionato Australiano SBK (ASBK)

Team : DesmoSport Ducati
Moto : Ducati 1299 Panigale Final Edition

 

SBK

Stagioni corse : 1997 – 1998 – 2000 – 2001 – 2002 – 2006 – 2007 – 2008
Gare corse :
158
Vittorie : 52
Numero podi : 94 (52 primi posti, 29 secondi posti, 13 terzi posti )
Numero titoli mondiali : 3 (2001, 2006, 2008)

MOTOMONDIALE

Stagioni corse : 1997 – 2003 – 2004 – 2005
Vittorie : 1 ( Valencia 2006 )
Numero podi : 5 ( una vittoria, quattro terzi posti)

 

Carriera

Uno come Troy Bayliss non può avere una carriera che si può definire normale.
In Australia, in giovane età inizia a “giocare” in moto correndo gare di motocross e dirt track.
La passione però viene smorzata dopo poco a causa dei pochi soldi da investire in questo costoso divertimento.
Cresce e diventa carrozziere. Ma il suo sogno e la sua devozione verso le moto lo premiano: a 23 anni riesce a rientrare nel mondo delle corse iscrivendosi al campionato australiano nella classe 250 Supersport e l’anno successivo nella classe 600.
Nella sua seconda stagione nel campionato australiano si classifica sesto, l’anno successivo secondo. Ed è proprio grazie a quest’ultimo risultato che il Team Kawasaki Australia lo porta in Superbike, dove ottiene il terzo posto in campionato.
A 28 anni fa il salto nel mondiale, partecipando come wild card al round australiano di Phillip Island. Troy conquista la Top5 in entrambe le manche.
A fine anno viene chiamato a gareggiare nel mondiale per sostituire un pilota, sempre nel gran premio d’Australia. Per tutta la duratadella gara lotta per il podio, ma alla fine termina la corsa in sesta posizione.

Le sue grandi prestazioni cominciano a interessare i team europei.
Il team GSE Ducati lo contatta per correre il BSB e l’australiano non ci pensa un attimo ad accettare la proposta.
Nel 1998 corre la sua prima stagione dove prende familiarità con piste, con la nuova moto ed il team. Termina la sua prima stagione in ottava posizione.
L’anno dopo, il campionato è letteralmente nelle sue mani. Con 7 vittorie e 14 podi totali, si laurea campione BSB della categoria Superbike.

Nel 2000 cambia continente e corre nel campionato AMA, sempre in sella ad una Ducati.
Nello stesso anno però avviene il terribile incidente che ha messo la parola fine alla carriera di Carl Fogarty sul circuito di Phillip Island.
Bayliss viene subito chiamato dalla squadra ufficiale Ducati Corsi per sostituire il campione inglese.
Esordisce in Giappone dove le cose non vanno come previsto: due ritiri causati da due cadute alla prima curva.
Ducati decide di dargli il ben servito, facendo entrare Luca Cadalora al suo posto. L’italiano però non fa meglio dell’australiano.
Ducati quindi decde di dare una seconda possibiltà a Bayliss che, sul circuito di Monza, riesce a lasciare un segno importante.
Impossibile da dimenticare il suo sorpasso su 5 persone alla prima variante.

Conclude entrambe le gare ai piedi del podio, lasciando impressionati i vertici Ducati che, infatti lo confermano e lo ingaggiano per il resto della stagione.
Chiude la sua prima stagione al sesto posto, ottenendo nove podi e due vittorie.

La stagione 2001 inizia in sella alla Ducati 996 R del team Ducati Infostrada.
Bayliss sale sul podio 15 volte, ottenendo il titolo mondiale prima del termine della stagione.
Il 2002 la stagione parte in maniera perfetta: si aggiudica le prime 6 manche, ottenendo il pieno dei punti.
Poi però Colin Edwards riesce a risalire durante il campionato; l’americano mette in fila 9 vittorie consecutive che però non lasciano scampo a Bayliss che, seppur con grande margine si vede superare proprio nel giorno in cui ad Assen cade e firma uno 0 sulla sua classifica.
Il mondiale si chiude ad Imola dove Bayliss si trova a rincorrere Edwards per un punto.
I due regalano uno spettacolo indimenticabile: una lotta leale ma serrata che però vedono solo un vincitore.. in Edwards.
Bayliss perde lo scettro di campione del mondo e deve accontentarsi del titolo di vice campione del mondo.

Nel 2003 la Ducati lo ingaggia per correre il mondiale MotoGP, in sella alla Desmosedici GP3, al fianco di Loris Capirossi.
Ottiene tre podi nella sua prima stagione e sfiora la top5 in campionato, classificandosi sesto.
Nel 2004 cambia la Desmosedici in versione GP4 che, invece che migliorare la moto, sembra peggiorarla.
Bayliss fatica ad ogni GP e riesce a centrare un podio solo a Valencia, nell’ultimo gran premio stagionale.

Per la stagione 2005 la Ducati decide di sostituire l’australiano con Carlos Checa.
Bayliss è così costretto a cambiare moto e team, andando con Camel Honda.
Il feeling con la moto fa fatica a comparire e, anche a causa di un infortunio, termina la sua stagione prima del previsto.
L’anno dopo decide di tornare “a casa sua”, in Superbike.
Torna con Ducati, a bordo di una 999.
Pur essendo una moto vincente, presenta qualche problema sulla velocità di punta e sulla potenza rispetto alle rivali giapponesi.
Bayliss riesce comunque a conquistare il titolo mondiale con tre gare d’anticipo.
A fine stagione viene richiamato a sostituire, in MotoGP, Sete Gibernau nel GP di Valencia.
E’ l’anno del titolo conteso fra Rossi ed Hayden. Bayliss parte e vince, stravince su una moto diversa da quella precedentemente guidata, con pneumatici mai usati.. non lascia nemmeno un giro agli altri piloti
Dietro di lui Loris Capirossi.
Bayliss conquistando la sua prima gara in MotoGP fa la storia. E’ il primo pilota nella storia del motociclismo a vincere una gara sia in MotoGP che in SBK nella stessa stagione, ed è il primo campione del mondo Superbike a vincere in MotoGP.

Nel 2007, da campione in carica, fatica a tener testa alle giapponesi.
Lotta sempre e comunque, come è nel suo stile.. fino al round inglese di Donington Park.
A causa di una caduta perde due falangi del mignolo della mano destra.
Storica la sua richiesta ai medici della Clinica Mobile: “tagliatemi anche il dito, io devo correre in gara2” – epico.
La stagione, pur pregiudicata, continua a buon livello: conquista sei gare ed altri cinque podi.
La fine della stagione lo relega al quarto posto in classifica mondiale.

Il 2008, per chi l’ha vissuto (come la persona che scrive) è forse l’anno più bello di Troy Bayliss.. sicuramente il più emozionante.
Inizia la stagione a bordo della nuova Ducati 1098R che verrà portata al successo proprio grazie a lui.
Vince infatti la prima manche del round del Qatar, e poi si riconferma in entrambe le gare a Phillip Island, ad Assen, a Brno. Poi una vittoria a Donington e una a Magny-Cours.
A Portimao, ultima gara stagionale e di carriera di Bayliss, The Legend riesce a fare doppietta.
Storico il suo giro d’onore con la maglia celebrativa e senza casco.. con le lacrime a rigargli il volto e a rendere ancora più brillanti i suoi già splendidi occhi azzurri.
Splendida conclusione di carriera e meraviglioso modo per festeggiare il terzo titolo iridato. In suo onore, la Superbike ha ritirato il numero 21 che, sotto gentile concessione, è stato riutilizzato da John Hopkins durante la stagione 2012.

Il pilota più amato di tutti i tempi dai tifosi Ducati: un po’ per il personaggio che Bayliss è, un po’ per il campione che è stato ed un po’ anche per l’immenso ed unico legame che si è creato fra la rossa di Borgo Panigale e il campione australiano.

Ma.. si sa, un campione anche se si ritira non riesce mai a togliersi dalla testa la possibilità di un ritorno.
Dopo anni passati da collaudatore e sviluppatore delle moto per il mondiale Superbike, nel 2015 Bayliss è tornato in pista.
Ha corso il round di Phillip Island e di Buriram come sostituito di Davide Giugliano per il team Aruba.it Racing Ducati-SBK a bordo della nuova Ducati Panigale R.
Conclude in tredicesima piazza in gara1, e alla giovine età di 45 anni, 10 mesi ed 8 giorno diventa il secondo pilota più anziano a centrare dei punti nel mondiale SBK.
Nel secondo round, quello thailandese, si posiziona nono ed undicesimo.. e annuncia il suo definitivo ritiro.

Nel 2008 il caro e buon vecchio Troy aveva anche dichiarato: “mi devo ritirare davvero. Se torno alle corse Kim (la moglie) mi ammazza”.
Nel 2018 Troy Bayliss ha iniziato la sua stagione nel campionato Australiano Superbike.. ed eppure Kim non ha chiesto nè il divorzio, nè ha cercato di fermarlo.
E tanto per info, ha ottenuto un secondo posto nella sua prima gara.
Quando si dice che la passione supera ogni cosa…
E noi, I FIGLI DI TROY, non possiamo che esserne più felici.

 

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