MOTOLOGY

Femore rotto per Jonathan Rea e accusa ai marshals

Jonathan_Rea_Honda_001

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Jonathan Rea, che rimedia la frattura del femore nell’incidente al Nurburgring, accusa i marshals

Altra questione da affrontare in commissione gara è il “j’accuse” di Jonathan Rea scaturito dopo l’incidente che lo ha visto coinvolto in prima persona sul tracciato del Nurburgring.

Tornando alla cronaca di gara 1: mancavano due giri al termine della competizione quando la moto di Federico Sandi (Kawasaki Pedercini) ha perso olio in pista causando la brutta caduta di Jonathan Rea prima e di Leon Camier a seguire.
Risultato dell’incidente: femore sinistro rotto per Rea e contusione cervicale per Camier, la cui Suzuki non solo ha rischiato di colpire il pilota Honda già a terra, ma gli stessi marshals a bordo pista.

L’incidente ha dato il via ad una ridda di polemiche che sono partite dalla mancata presenza degli air fence fino a quella sollevata dallo stesso Jonathan Rea che ha dichiarato: ” E’ incredibile quello che è successo con le bandiere … in curva 6 era stata esposta quella che segnalava la presenza d’olio in pista, in curva 7 nessuna bandiera e, dunque, sono andato alla 8 spingendo al massimo” …
In sostanza, dice Rea, se le segnalazioni fossero state corrette sia lui che Camier avrebbero potuto evitare la caduta.

A tener banco è, ancora una volta, la questione sicurezza.

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