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MOTOLOGY

Incredibile Portimao!

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Una panoramica dall’alto del circuito di Portimao

La SBK torna incredibile a Portimao

Le due gare di Portimao sono state di quelle che lasciano veramente il “segno”, la prima per le badilate di gas e le emozioni in pista, la seconda per i forti contraccolpi sulla classifica.

In una pista che definire stupenda è riduttivo, si è corso con un asfalto super sconnesso che ha reso le gesta dei piloti se possibile ancora più esaltanti del solito.

Ad una pole e una gara 1 combattute a suon di millesimi, con un Sykes in qualifica formato belva da pista, si è aggiunto un Melandri in Gara 1 in pura trans agonistica sulla sua BMW imbizzarrita!
Ha fatto da “pausa” una gara Supersport dai contorni letteralmente gladiatori per purtroppo concludere con una Gara 2 parecchio noiosa, ma con dei colpi di scena clamorosi.

Iniziamo subito a dire una cosa, il piacere assoluto provato durante la Superpole di riuscire a vedere per intero il giro esagerato di Tom Sykes! Piacere puro a colpi di staccate, entrate in curva incredibili e uscite in derapata con il suo stile così unico.

E proprio questo giro visto per intero ci ha fatto ricordare quanto era bella la vecchia Superpole, dove il gesto del pilota lo si vedeva tutto, a colpo secco, capendo bene a che punto era con gli intermedi, e non come adesso dove se va bene vediamo le ultime 2/3 curve perdendo la sostanza.

La Superpole attuale è troppo cervellotica, sarebbe molto meglio fare una sessione eliminatoria e un secondo blocco dove i top 10 entrano come nella vecchia Superpole a colpo secco e solo lì, potendo usare la gomma da qualifica, sarebbe la soluzione perfetta, senza tutto quel casino di gomme da qualifica e gomme da gara mischiate, con la Q3 dove solo in 4 o 5 in genere ancora vere cartucce da sparare.

Ma torniamo alle gare, e Gara 1 è stata proprio da “SBK”, veramente avvincente e con un Marco Melandri gigantesco, che guidando una moto che andava da tutte le parti ha fatto un finale da applausi, una guida maiuscola che non vedevamo da Mosca 2012, quando ormai sembrava lanciato verso il titolo mondiale!

A questa gara dai significati personali per Marco importanti (in una pista storicamente ostica per la BMW) è stata da contraltare una gara 2 disastrosa, si dice per una gomma che, al momento, è ancora in fase di studio dai tecnici Pirelli, Ohlins e BMW, a cui non ha potuto dare una mano Chaz Davies, in difficoltà per tutto il week-end e autore dell’ennesima caduta, in questo caso spettacolare ma, fortunatamente, senza conseguenze.

La BMW rimane comunque tendenzialmente incostante e solo degli acuti la portano là davanti perché è inutile nascondersi, l’ Aprilia è chiaramente la moto da battere, versatile all’inverosimile, potentissima, equilibratissima, ha come suo unico limite il rischio che i due piloti si possano “mangiare” i punti a vicenda, con un Sylvain Guintoli estremamente costante, molto consistente e vero vincitore di questo Round (1 vittoria e 8 podi) e un Laverty molto pericoloso a livello velocistico (quarta vittoria),  un po’ più erratico ma decisamente sfortunato in gara 1 (che molto probabilmente avrebbe vinto).

E qua veniamo al pilota più atteso dopo Donington e grande pericolo per Aprilia, Tom Sykes, che dopo una gara 1 conclusa con un podio in gara 2 ha commesso un errore clamoroso che rievoca l’incubo della sconfitta del 2012 e che mette a rischio la corsa per il titolo 2013.

Eh già, perché l’anno scorso Sykes perse sostanzialmente il titolo con la famosa rottura proprio in gara 2 a Portimao e quest’anno ci ha pensato lui a combinare un vero disastro, cadendo nel giro di allineamento alla prima curva (salendo troppo sul cordolo) e facendo parecchi danni alla moto!

Clamoroso il ridicolo “non” intervento dei commissari di pista, che non solo non avevano voglia di aiutarlo a spingere la moto, ma lo hanno in alcuni casi addirittura ostacolato facendolo pure cadere, robe da pazzi!

Tom in questo frangente da “panico” ha dimostrato una forza fisica e una determinazione unica, e il bellissimo applauso di tutta la corsia box all’uscita di Sykes dopo il lavoro frenetico dei meccanici per 10 minuti da incubo è stato un momento toccante, questo è sport!

Da stigmatizzare ancora il regolamento della moto unica, che in questi frangenti ritengo addirittura pericoloso, con i meccanici in lavoro frenetico per riportare in pista una moto con il rischio di non essere a posto con fiumi di cablaggi da connettere in pochi minuti, e non è il caso di scherzare con queste cose; quattro moto erano troppe, due sono troppo poche, sarebbe meglio fare con 3 moto (tipo F.1 del passato), con il classico muletto a disposizione dei piloti solo in casi di non rientro del mezzo già pronto e mal che vada solo da settare, mi sembra la scelta più saggia, economicamente sostenibile e sicura, per piloti e meccanici.

Una Kawasaki che comunque è sembrata anche lei leggermente in difficoltà a Portimao, con la velocità di punta, con l’anti wheeling e nel finale di Gara 1; da contraltare un Loris Baz niente male e consistente, anch’esso dotato di uno stile di guida da vera SBK.

La parziale sorpresa del week-end è stata invece la Ducati, che in qualifica e gara 2 ha mostrato qualche interessante segno di ripresa con un Carlos Checa decisamente migliorato a livello fisico.

La completa estromissione dell’air restrictor dalla Panigale 1199 a partire da Imola potrebbero dare una grossa mano in più in una pista storicamente amica delle Ducati con telaio a traliccio.

Rimane comunque una moto ancora acerba e probabilmente con enormi spazi di miglioramento, speriamo sia solo l’inizio di un costante progresso per raddrizzare un rapporto tra Ducati e Alstare iniziato male e che continua in maniera un po’ tesa.

Un ringraziamento vero all’eroico Leon Haslam, che stoicamente ha provato a correre gara 1 arrendendosi al dolore e che saggiamente non ha corso gara 2.

Bravissimo Jonathan Rea in Gara 2, ha fatto un miracolo a stare in orbita Aprilia e andare sul podio con una moto palesemente inferiore, in rettilineo in maniera esagerata, ho la sensazione che ha fine anno vorrà cambiare aria…

Complessivamente pessime le prestazioni delle Aprilia private in una pista molto favorevole, con un Giuliano che fa sempre troppi errori e un Fabrizio più costante ma sempre in difficoltà e alla fin fine sulla stessa falsariga a livello di punti; curiosa su questa pista la enorme differenza di performance tra le Aprilia ufficiali e quelle private, solo questioni di set-up e di pilota ?

Ci rivediamo fra tre settimane a Imola, in cui tutti ci aspettiamo due gare veramente avvincenti, il nuovo regolamento 2014 stilato dalla Dorna, una Ducati SBK degna di questo nome e il ritorno di un grande della SBK, Noriyuki Haga!

Per Motology.it Bruno Lomele

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