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MOTOLOGY

SBK a Donington: ritorno al futuro

Donington: su una pista storica per la Sbk, si parla di futuro

Questo fine settimana il Mondiale SBK farà tappa a Donington; ritorno in un luogo fondamentale per la storia SBK, dove nel 1988 si corse la prima gara del campionato delle derivate dalla serie e dove, l’anno scorso (25 anni dopo), vi fu la clamorosa rottura nell’ultimo tavolo di mediazione fra la Infront guidata da Paolo Flammini e la Dorna di Carmelo Epzeleta. Tavolo che portò, alla fine dell’anno, al controllo del campionato da parte della Dorna con l’estromissione dei Flammini, storici organizzatori del campionato Sbk fin quasi dall’inizio.

Tornando ai giorni giostri, sempre a Donington dovrebbe tenersi, nel week-end, l’ennesima riunione dei Costruttori per decidere il futuro del Mondiale SBK a livello regolamentare, un momento cruciale per la storia e il prestigio di questo campionato amatissimo dagli appassionati. Tutto ruoterà intorno ad una forte riduzione dei prezzi, ma anche al mantenimento del vantaggio tecnologico delle case ufficiali che non avranno nessuna intenzione di perdere la supremazia prestazionale per mano del nuovo regolamento. Quello che ne scaturirà ci farà capire il reale interesse da parte di Dorna per questo campionato.

Per quanto riguarda le gare a Donington, si ritorna su quella pista che ha visto, nel 2012, uno dei round più spettacolari della storia SBK, con 5 piloti (Melandri, Haslam, Sykes, Rea, Biaggi) che se le diedero letteralmente di santa ragione in entrambe le manche e con un finale clamoroso in gara 2, dove il celeberrimo strike di Rea all’ultima curva ai danni di Haslam e Melandri lasciò un po’ l’amaro in bocca dopo due gare così belle e sportive. A onor del vero, se un incidente del genere fosse occorso in MotoGp, gli strascichi sarebbero durati anni e anni.
Da rammentare che Marco Melandri, vincitore in gara 1 dopo una vera battaglia a colpi di staccate, si aggiudicò a Donington la prima gara della storia BMW in SBK.

Dopo 4 round le due gare di Monza hanno fatto capire i valori in campo del campionato, con Guintoli e Laverty su Aprilia che si giocheranno il campionato con Sykes (Kawasaki) e Melandri (BMW).

Aprilia è chiaramente la moto da battere, con un Laverty in decisa ascesa di prestazioni e un Guintoli costante, ma un po’ troppo passista per essere a inizio campionato.

Tom Sykes sarà il pilota più atteso per questo round, amatissimo dagli appassionati per la sua simpatia e per il suo stile di guida da puro pilota SBK, è fortissimo in pista ma ha un mezzo leggermente meno performante come dimostra il compagno di squadra; la sua grinta e la spinta del pubblico di casa potrebbero, però, fare la differenza.

Marco Melandri, grazie al ritorno al telaio 2012, a Monza sembra aver cancellato un inizio di stagione da incubo ed è ora pronto a tornare in lizza per la lotta al titolo.

Enorme punto di domanda per la Ducati che, dopo le forti polemiche di Monza fra Batta e Gobmeier, per cercare di uscire dalla grossa crisi nella quale si trova a Donington metterà in campo, oltre ai titolari Carlos Checa e Ayrton Badovini, anche Niccolò Canepa per testare in gara pezzi evoluzione.

Purtroppo la grave situazione Ducati in SBK non è altro che l’onda lunga del disastroso progetto sportivo strategico di Del Torchio, che nel 2010 decise la chiusura del team ufficiale SBK per veicolare tutte le risorse sul progetto MotoGp Valentino Rossi 2011-2012 e che, alla fine dei conti, ha danneggiato pesantemente sia la Ducati in Motogp sia in SBK, dove Ducati si presenta con una moto rivoluzionaria ma che è di fatto molto acerba.

Outsider da non sottovalutare saranno Chaz Davies, fortissimo in sella alla BMW ma decisamente troppo incline alle cadute negli ultimi due round, Davide Giugliano anch’esso potenzialmente forte ma sempre a rischio di sbavature importanti in gara e infine Michel Fabrizio, che a Donington avrà una risposta definitiva sul suo adattamento con la RSV4 finora decisamente incostante e sempre un po’ in difficoltà con la messa a punto.

A Donington dovremmo rivedere in pista Leon Haslam con la CBR del team Pata, fermo da tre settimane a causa del grave incidente di Assen, sempre se i medici daranno l’ok per tornare in pista. Rivedremo in pista anche Alex Lundh sulla Kawasaki del team Pedercini, mentre esce di scena il team Liberty che aveva corso gli ultimi tre round con Mark Aitchison e la Ducati 1198 (clicca qui per la news completa sull’abbandono del Team Liberty). 

Per Motology Bruno Lomele [wzslider]

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