MOTOLOGY

Test SBK a Phillip Island: Checa domina, Melandri controlla, gli altri inseguono.

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Si sono conclusi i test ufficiali Superbike in vista della stagione 2013 che prenderà inizio questo week end a Phillip Island.
Sono stati due giorni caratterizzati da condizioni meteo bizzarre. Lunedì protagonista assoluto è stato il sole con una temperatura nell’aria che ha superato i 37 gradi, mentre quella della pista è progressivamente aumentata fino a far segnare il ragguardevole valore di 56 gradi! Martedì le condizioni si sono completamente rovesciate con temperature più che dimezzate e pioggerellina intermittente al mattino.
La tenuta delle gomme in ottica gara è stata la maggior preoccupazione di gran parte dei piloti. Sia in condizioni di caldo torrido, che in condizioni più fresche si è riscontrato un importante calo prestazionale nel volgere di pochi giri.
Da segnalare la prova effettuata da entrambi i piloti Honda del nuovo pneumatico intermedio sviluppato dalla Pirelli per rispondere alle esigenze emerse nella sfortunata stagione 2012. Si tratta di uno pneumatico scolpito con la stessa mescola dura del tipo SC2.
Martedì mattina, con la pista umida, tutti i team hanno avuto modo di verificare il funzionamento del faro posteriore, la cui accensione è diventata ora obbligatoria in caso di pioggia.
Il più veloce di tutti è stato Carlos Checa, ma all’ottima performance hanno contribuito due fattori di non poco conto. In primis, Phillip Island è da sempre una pista particolarmente adatta alla bicilindrica di Borgo Panigale, soprattutto quest’anno che non è più penalizzata in termini di peso. Il secondo fattore importante è stato il drastico abbassamento delle temperature che ha interrotto un fastidioso problema di perdita di potenza del motore. In ogni caso, il pilota spagnolo è apparso soddisfatto e rinfrancato dai tempi fatti segnare.
Marco Melandri ha fatto registrare la seconda miglior prestazione della due giorni di test, ma diversi sono i problemi che affliggono il ravennate. Le condizioni fisiche sono quelle a destare le maggiori preoccupazioni, con l’insorgere di un fastidioso problema ai tendini della spalla destra che limita la tenuta sulla distanza di gara. In Australia è ricomparso inoltre l’annoso problema del chattering. Questa volta, tuttavia, il fenomeno si propone stranamente in uscita di curva e non in ingresso come lo scorso anno. Sensazioni confermate anche dagli altri due piloti BMW, Chaz Davies e Ivan Clementi, tra l’altro entrambi molto distanti da Melandri.
Leon Camier, nonostante le precarie condizioni fisiche conseguenti alla caduta nei test privati della scorsa settimana, ha fatto segnare un incoraggiante terzo crono, ottenuto peraltro nella giornata del caldo torrido, a conferma della seconda giovinezza che sta vivendo la Suzuki.
Tom Sykes, anch’esso convalescente dopo l’incidente nei test privati della scorsa settimana, è apparso più a suo agio con le temperature fresche del secondo giorno. Nonostante la piccola frattura al radio, il britannico è sempre stato veloce completando la bellezza di 99 tornate.
Particolarmente efficace, ed in ottimo stato di forma, è apparso Michel Fabrizio. Nota positiva dei test, il romano con il 4 tempo assoluto è il primo pilota Aprilia nella classifica della due giorni.
Bene anche i piloti di casa Honda, con Leon Haslam particolarmente a suo agio con le temperature torride del lunedì. Jonhatan Rea ha invece preferito il fresco del martedì per esprimersi al meglio.
Bisogna arrivare all’ottava e decima posizione per trovare i due piloti ufficiali Aprilia, Laverty e Guintoli. Tra loro il compagno di marca Davide Giugliano, autore tra l’altro di un incontro/scontro in pista con Michel Fabrizio all’ingresso della Siberia. Dell’intemperanza dei due, l’unico a farne le spese è stato Giugliano, finito contro le gomme all’esterno della Siberia, ma senza riportare danni fisici e alla moto.
Il premio “stakanovista” è andato al giovane Baz autore di 113 tornate e di un modesto quindicesimo posto finale.
Max Neukirchner è stato autore di un terribile high side nella prima sessione di prove. Grande apprensione per la botta alla schiena, ma successivi esami clinici hanno escluso qualsiasi complicazione per il pilota, tenuto a riposo dal team per il resto dei test.
Ayrton Badovini, reduce dall’incidente nei test privati della scorsa settimana e ancora dolorante per la contusione epatica rimediata, si è limitato ad un semplice “check bike” in vista del weekend di gara.

Daniela Benazzi per Motology


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