MOTOLOGY

SIPARIO SULLA 24 ORE DI LE MANS

SIPARIO SULLA PRIMA TAPPA DEL CALENDARIO

È calato il sipario sulla 24 ore di Le Mans, prima tappa del mondiale endurance.
Ci si potrebbe limitare ad una lettura della classifica finale, ma non si renderebbe giustizia al grande evento che è stato.
La vittoria finale è andata al team F.C.C. TSR Honda France con Josh Hook, Freddy Foray e Alan Techer. Secondo il team Honda Endurance Racing, con Gregory Leblanc, Sebastien Gimbert e Erwan Nigon. Terzo il team Wepol Racing by penz13.com con Michael Laverty, Christian Iddon e Danny Webb. Nella categoria stock a vincere il team 3ART – Moto Team 95 con Pepijn Bijsterbosch, Matthieu Lussiana e Alex Plancassagne.
Chi mastica il mondiale endurance avrà notato l’assenza dal podio del team GMT94 Yamaha, con David Checa, Niccolò Canepa e Mike Di Meglio. Quando erano trascorse 18 ore di gara la caduta del pilota spagnolo con danni evidenti alla R1, mentre dominavano con 5 giri di vantaggio. La caduta avviene dalla parte opposta dei box e, da regolamento, il pilota deve riportare lui la moto ai box. Checa arriva sfinito, subito sorretto da due componenti del team, mentre i meccanici si lanciano in un lavoro frenetico di riparazione dei danni. Torna in pista Canepa, che riesce a recuperare due posizioni e salire in nona posizione. Purtroppo nello stint successivo a cadere è il francese Di Meglio. Tutto da rifare. Alla fine tagliano il traguardo in decima posizione, ma gli applausi per l’intero team non possono sprecarsi.

Nel team penz.13 la scivolata nella prima ora di Laverty fa retrocedere dal 23° al 39° posto. Anche il team tedesco lavora contro il tempo e risale la classifica. Anche Webb vittima di una scivolata, che provoca la lussazione della spalla. In suo aiuto prima Iddon che prolunga il turno di notte per permettergli di riposare di più. Sul finale Laverty ed Iddon dividono equamente il tempo per coprire lo stint finale previsto per Webb. La tensione di questa gara l’ha spiegata nel corso della lunga gara Iddon quando ha scritto “qualsiasi rumore o vibrazione della moto l’ho vissuto con terrore mai provato prima“. Mentre Laverty compiva l’ultimo turno invece “Non ho idea di quanti turni ho fatto, so solo che ormai manca poco, Michael portala a casa“.
Un’altra realtà che ha incarnato in pieno lo spirito familiare dell’endurance è stato il team No limits Motor con Luca Scassa, Christian Gamarino e Michael Mazzina. Nel corso della diciannovesima ora Mazzina avverte un problema alla moto, il team pensa alla batteria. Entra in pista Scassa, che poco dopo segnala un problema, rientrato pensa un problema alla catena, che viene prontamente sostituita. Non passano molti giri che Scassa rientra, problema al cambio, persa la seconda marcia. Di nuovo lavoro contro il tempo, non potendo sostituire il cambio si lavora su altro, ad esempio eliminando l’elettronica. Il team conclude la gara diciannovesimi assoluti ed ottavi in classifica della stock.
Tutti i piloti hanno lamentato un fastidio per le condizioni dell’aria, alterata dalle numerose grigliate che hanno avuto luogo tutto il periodo e che provocava bruciore agli occhi.
Queste sono solo alcune delle storie che vissute in questo lungo emozionante weekend, per questo la categoria scelta è Rock people, perché i successi dei team, in questa categoria più che mai, non possono avvenire se non si sposa a 360° la filosofia della collettività.

Credits EWC

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