MOTOLOGY

PENSIERI SUL TOURIST TROPHY

PENSIERI SPARSI

Ogni tanto lo sapete, ho bisogno di dar voce ai miei pensieri.

Il Tourist Trophy è l’appuntamento per eccellenza delle corse su strada, nonostante si svolga quasi all’inizio della stagione. Rappresenta nello stesso tempo l’obbiettivo dell’anno, attorno al quale ruotano il lavoro, gli sforzi e le speranze di piloti/team/addetti ai lavori/sostenitori.

Nonostante il calendario dica che siamo in primavera, la neve fa ancora capolino sulle montagne, per lo meno questo è ciò che vedo. La stagione di gare è ormai alle porte.

Lanciarsi su pronostici non è mai facile e fra i pensieri che affollano la mia mente sto imparando a non farlo più, per due motivi.

Il primo è semplicemente razionale: a che pro? La speculazione piace a tutti, intavolare discorsi fatti di ipotesi, che verranno più o meno disattese, è uno sport che in questi tempo in molti praticano. Ma ma è veramente questo a cui abbiamo ridotto il nostro sport? Giudizi pensando di possedere la verità assoluta, senza conoscere come stiano le cose, cosa accade all’interno di un team e nella vita dei piloti?

Il secondo l’ho imparato in questi ultimi anni, in cui ho potuto conoscere meglio qualche pilota, poterlo considerare un amico. È davvero necessario unirsi al coro del “punto su di te”, che non fa altro che aumentare la pressione in un contesto, quello del Tourist Trophy in particolar modo, già intenso, senza che dall’esterno ci sia ulteriore pressione? Come se nessuno volesse arrivare sul gradino più alto del podio, come se “l’importante è partecipare” fosse veramente ciò in cui si crede, vi sfido a trovare un pilota che possa affermarlo senza mentire (e meno male).

Lo sapete, ogni tanto ho il bisogno di dire la mia, come se un turbinio di pensieri sul mondo delle road race debba per forza di cose essere esternato. Non è il solo articolo di questo tipo in arrivo, ne ho già un in cantiere molto più polemico, pazienza. Amo troppo questo mondo per non difenderlo insieme ai suoi protagonisti.

Credits Martyn Wilson per Pitlane Photography che ringraziamo

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