MOTOLOGY

ROAD RACES: INTERVISTA A CAROLYNN SELLS, L’UNICA DONNA AD AVER VINTO SUL TRACCIATO DEL MOUNTAIN COURSE ED ALLA SOUTHERN100

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“CREDETE IN CIÒ CHE FATE, POTRETE RAGGIUNGERE QUALSIASI RISULTATO SE VE LO METTETE IN TESTA”

Il mondo dei motori è un mondo affascinante, pieno di storie incredibili. Nell’universo delle due ruote gli aneddoti non si sprecano, le storie che riguardano donne impegnate nelle competizioni rappresentano un microcosmo che non ha ancora espresso tutto il suo potenziale.

Oggi vi parliamo con La pilota, permettetemi di dirlo: Carolynn Sells. Se vi siete avvicinati da poco al mondo delle road races prestate attenzione alla sua storia, poiché nel 2009 lei ha fatto la storia: è la prima, ed al momento unica, donna ad aver vinto sul Mountain Course, nella Ultra-Lightweight Race quindi rilassatevi e tornate con me lungo il mitico tracciato, in un giorno che ha fatto la storia. L’intervista è stata realizzata alla fine dell’inverno, ora che siamo in pieno clima Manx Grand Prix non possiamo non onorarlo chiacchierando con Carolynn, nel ringraziarla per il tempo che ci ha concesso facciamo i nostri auguri a lei ed al suo compagno Roger Maher per la nascita, settimana scorsa, di due splendide gemelle.

Ciao Carolynn, prima di tutto come stai?
Ciao, io sto alla grande, grazie. E tu come stai?

Molto bene, grazie. Sei stata la prima donna a vincere lungo il Mountain Course, ma prima di parlare di questa grande esperienza, come ti sei avvicinata al road racing?

Mio padre è sempre stato coinvolto nel mondo del motociclismo e quando avevo 5 anni, ha iniziato a correre con le moto Vintage lungo gli short circuit inglesi e la mia famiglia lo seguiva. Nel 1985, quando avevo 12 anni, papà ci portò tutti sull’Isola di Man per il Manx Grand Prix, dove avrebbe gareggiato per la prima volta. Da quella volta, l’ho saltato solo due volte – nel 1987 quando partimmo per una rara vacanza di famiglia e nel 1992, quando andai via di casa.

Il tuo debutto sul Mountain è stato nel 2003, quello steso anno anche tuo fratello debuttava, fu un “affare di famiglia” o hai vissuto quei giorni “per  fatti tuoi”?

Si, sia io che mio fratello eravamo entrambi newcomer nel 2003, lui nella gara Newcomers A sul suo CBR600, più la gara del Senior, mentre io ho gareggiato nella classe Newcomers C sul mio VFR400, più la gara delle Lightweight. Anche mio padre gareggiava sulla sua TZ250 nella Lightweight. Rob vinse due silver replica per il 12° posto nella Newcomers A ed il 45° nel Senior; anche io ho vinto due silver replica per il 4° posto nella Newcomers C ed il 22° nella categoria Ultra Lightweight, più il Lesley Ann Trophy come miglior risultato per un concorrente donna. Papà vinse la sua prima silver replica, quindi si è stato un affare di famiglia!

Nel  2008 sei caduta a Bungalow, mentre al secondo giro eri in terza posizione. Una caduta non è mai una cosa positiva, sul podio virtuale verrebbe da dire “Maledizione,che ho fatto?” Quanto questo ti ha “cambiata” o preparata per il 2009? 

Si non è stato uno dei miei momenti migliori! D’altro canto, penso che mi abbia fatto bene..Volevo partecipare al TT ed avevo deciso che l’anno successivo avrei smesso con le gare e penso che se avessi finito quella gara a podio, allora sarei stata felice e sarei andata avanti e sarei andata al TT. Dopo la caduta ho dimostrato a me stessa che avrei potuto farcela, lo sapevo, dovevo tornare e riprovarci. Da un po’ sapevo di essere capace di essere pronta e non era un’opzione andar via senza provarci un’altra volta, dopo esserci stata così vicina.

 Quando hai pensato “posso vincere”?

Non voglio sembrare presuntuosa, ma nel profondo già da un po’ lo sapevo di averne le capacità, ho concluso al 4° posto alla mia prima gara da newcomer, quindi sono stata la prima donna a finire nella top 10 della gara principale (cioè non quella riservata ai newcomer) il secondo anno, quando ho finito all’ottavo posto nella Ultra Lightweight del 2004, quell’anno per la prima volta ho guidato anche un CBR600, con il quale mi son trovata molto bene dopo. Nel 2004 ho anche iniziato a gareggiare in Irlanda, ma quando ho avuto un una caduta abbastanza grave alla Tandragee nel 2005, mentre ero al quarto posto mi sono fatta un po’ male. Dopo questo ho vinto l’ International Southern100 e sono stata la prima donna a farlo, ma ho avuto molta sfortuna e problemi meccanici al Manx ed un “DNF” (“did non finish”, non ha concluso nda) nella Ultra Lighweight a Ramsey Hairpin per un guasto elettrico. Il 2006 è stato migliore, ma avevamo costruito una nuova RVF400 e stavamo avendo problemi di gestione e anche per due volte ho rischiato di perdere l’anteriore, una volta a Ramsey Hairpin ed ancora a Gooseneck, picchiando in piega all’ultimo giro, ho comunque concluso al nono posto. Nel 2007 mi sono qualificata quarta con l’RVF, ma di nuovo problemi meccanici mi hanno costretta a saltare la gara, questa volta con una pompa della benzina morta al primo giro. Nel 2008 ho disputato una stagione intera in Irlanda con l’ RVF400 ed il CBR600 e tornando al Manx Grand Prix, mi sono qualificata seconda con la 400 e diciottesima con il 600, ma beh, sappiamo cosa è successo alle mie speranze di podio quell’anno! Nel 2009 avevamo una FZR400 per la Ultre Lightweight, preparata da Paul Morrissey Racing e sapevamo fosse una moto veloce, così, ad essere sincera, era una strana sensazione, ma sapevo avrei potuto vincere la gara ed ero tranquillamente molto confidente, ho solo impiegato il tempo per il giusto set up per me. Il fatto con l’Isola di Man è che, poiché è una gara così lunga, ogni cosa deve andare nel giusto ordine per vincere, non è solo questione di abilità, devi avere anche un po’ di fortuna. Ci sono arrivata recentemente, che in sette anni di corse al TT Course, quattro volte ho concluso nella top 10 con le 400cc e le altre 3 DNF. Credo che nell’ultimo paio di anni, stavo aspettando il giorno in cui tutto andasse per il verso giusto. 

 Nel 2009 il sogno è diventato realtà…come ricordi quel giorno?

Il giorno di gara e ci svegliamo in condizioni prevalentemente asciutte, che era buono dopo la pioggia precedente della settimana. Sapevo che c’erano pozzanghere da Laurel Bank a Glen Helen, più altre dopo Handleys e vento molto forte lungo la montagna. Credo che prima che la strada fosse chiusa un motociclista fosse stato sbalzato dalla sua Ducati Monster a Windy Corner. Avevo messo un cambio più corto rispetto alla settimana di prove, sapevo che la piccola avrebbe lottato lungo la montagna con il vento forte, in più la sera prima chiesi a Damian (mio sponsor) di montare le Pirelli Supercorse, anziché le Pirelli Diablo che avevo usato durante le prove, sarei stata più felice con le intagliate per i tratti umidi. Ero un po’ nervosa al parco chiuso, specialmente quanto ho notato che c’era un po’ di “panico” attorno la mia moto. Intanto si andava avanti, il ritardo era di mezz’ora, mentre una spazzatrice puliva con le sue spazzole metalliche. Grandioso…in effetti c’era questo tempo, mentre questo piccolo ritardo mi è servito per rilassarmi e smettere di essere nervosa. Arriva il momento di andare e mi sono messa in fila verso la linea di partenza con il mio amico, Ross Johnson ci siamo stretti la mano, pronti per andare. Ci siamo diretti verso Bray Hill con me al comando da Quarterbridge fino alla fine del nostro primo giro, abbiamo preso Dan Hobson abbastanza velocemente e lo abbiamo sorpassato prima di buttarci verso Ballacraine. Ho affrontato la strada con prudenza nei tratti bagnati a Lauren Bank e Ross mi ha passata all’interno e andava bene e allora ho guardato il mio cartello al 13° tratto che diceva P7, ero abbastanza rassicurata e mi sono concentrata sul mantenere un buon ritmo ed “eliminare” una delle 400 davanti a me, passando Tim Sayers a Ramsey. Proseguendo verso Gooseneck, Tim mi ha passata all’interno, ma non c’era nessuno e l’ho ripassato in uscita. Proseguendo verso la collina, ho notato che la moto di Ross fumava dallo scarico e non sembrava messo bene, così l’ho passato andando verso Guthries ed ho indicato il posteriore della mia moto per fargli sapere che aveva un problema. Verso la montagna, ho passato mio padre a Bungalow Bridge ed era molto ventoso, andavo larga in posti come Brandywell, il tratto adeguatamente chiamato Windy Corner (angolo ventoso nda) ed il 33° miglio, con me che diminuivo un’ulteriore marcia a Windy in maniera tale da mantenere la moto piantata e poter guidare, così da non dover esser spazzata via dalla corsa. Ho finito il giro con un costante 21.minuti e 48.55s, con una velocità media di 103.801mph. 

Al secondo giro, ho spinto un po’ di più, ora che sapevo com’erano le condizioni nei vari posti e ancora una volta al tredicesimo miglio la board diceva, sesta P6, ma sapevo che non mi sarei fermata per far rifornimento, così ero felice per la posizione in cui mi trovavo e mi sono concentrata di più benché fossi alle prese con parecchie 250cc lungo la strada. Quando sono passata per Ramsey, aveva piovuto, quindi era abbastanza scivoloso ma ci sono passata “in punta di piedi” ed ho guidato fino alla montagna, finendo il giro al terzo posto con un tempo di 21minuti 32.06s, alla velocità media di 105.126mph. all’inizio del terzo giro, ho dovuto ricordare a me stessa che stavo andando dritta, senza fermarmi, e sono passata dalla tribuna (della partenza/traguardo nda) chiedendomi cosa stessero dicendo dal momento che ero in scia ad un altro pilota. Sapevo di essere al comando quando le persone hanno iniziato ad essere molto entusiaste sul tracciato mentre proseguivo il giro. Al tredicesimo miglio ho visto la mia board che diceva P1 +40..Eccellente! ero dove volevo essere ed ho passato il resto del giro cercando di essere consistente come potevo ed ho percorso la mia strada sulla montagna. Ho anche incrementato il ritmo ed ho finito il giro in 21minuti 03.68s, con una velocità media di 107.486mph. 

Durante il quarto giro, c’erano persone che salutavano e applaudivano, sostenendo delle indicazioni P1 “arrangiate” e anche altre persone che stavano dando indicazioni ad altri piloti, mi davano informazioni. Ho guadagnato altri 9 secondi da Grandstand a Glen Helen (9 miglia)e sono andata verso il tredicesimo miglio ed ho visto un altro P1 +..qualcosa, perché mi stavano indicando di andare piano, ma ho pensato no.. ero veramente felice del ritmo con il quale correvo, non stavo spingendo molto ed ero preoccupata che stesi andando piano, che potessi perdere la concentrazione, così ho continuato parlando a me stessa ed alla moto lungo tutto il tracciato. Nel corso di quest e dell’ultimo giro ero prevalentemente da sola, che è cioè che amo del TT Course, perché posso concentrarmi sulle mie traiettorie e mantenerle pulite e precise. Ero determinata a non voler festeggiare troppo presto, non volevo tentare la storte, ma vedevo un sacco di persone con i pollici in su lungo il tracciato e allora, uscendo da Governor’s Dip, ho fatto al mio compagno Gary ed ai marshal un cenno con pollice in su e mi sono diretta verso la fine. Il mio ultimo giro è stato il più veloce, con una media di 107.780mph e concludendo con un vantaggio di 62 secondi sul pilota che mi seguiva, Mike Minns, con Wayne Kirwan al terzo posto. Giungendo sulla linea del traguardo ho provato una sensazione unica al mondo, la migliore che non si proverà più, perché c’è solo una prima volta ed è grandiosa! Cadere al parco chiuso comunque, non è stato il modo migliore per concludere la gara, ma in fondo abbiamo riso tutti! Scesa dalla moto tutti si congratulavano con me abbracciandomi e acclamandomi, era tutto così confuso, persone che mi abbracciavano, da ogni parte, chi mi fotografava, chi mi urlava qualcosa. Chris Kinley e Tim Glover mi intervistarono chiedendomi se volessi l’Inno Nazionale Mannese, era un grande onore essere in cima al podio. Gli eventi del dopo gara non li ricordo molto, ma è stata la sensazione migliore che difficilmente eguaglierò! Ho guardato ai miei intertempi dei giri 3 e 4, negli ultimi quattro settori sono stati identici ad ogni giro, con un margine di qualche millesimo di secondo, penso di essermi organizzata per essere abbastanza consistente. Finendo con un margine di 62 secondi, vuol dire che se anche mi fossi fermata per un rifornimento impeccabile,avrei comunque potuto vincere con un margine di 10-15 secondi, buono a sapersi. Volevo vincere la gara, primo e soprattutto, come pilota e per chi ha lavorato duramente per essere lì, così vicini negli ultimi due anni, ma essere la prima donna a vincere lungo il TT Course è un grande onore ed è qualcosa che nessuno può mai togliermi, un onore che ho preso a braccia aperte.

 Lo scorso anno Simona Zaccardi mi ha detto che “L’Isola Di Man è qualcosa di pazzesco, dopo il Manx tutte le altre gare sembrano noiose!”, sei d’accordo con lei?

Non credo che sia pazzesco, ma ci sono stata così a lungo, ma SI, rende tutte le altre gare noiose! Ok forse non tutte..ma assolutamente gli short circuit diventano noiosi dopo averci corso! Adoro le road races e certamente non potresti descrivere qualcosa come gli altri tracciati stradali Irlandesi o dell’Isola Di Man come noiosi, ma nessun altro è così tecnico e veloce come il TT Course.  

Sei ancora innamorata del Mountain, sei direttrice del Manx Motorcycle Club, com’è farne parte? Esser dietro le quinte? E cosa significa?

Si lo sono! Amo il tracciato e la sensazione che provi correndo su di esso e mi manca terribilmente, ma noi (io ed il mio fidanzato Roger Maher) volevamo una famiglia ed ora abbiamo una bimba di due anni ed un altro in arrivo (in realtà al momento dell’intervista Carolynn non sapeva ancora di essere inattesa di due gemelle nda), quindi i miei giorni da pilota sono finiti. Già nel 2010 ero nel Rider Liaison Officer per il MGP e quindi nel 2012, sono stata invitata a diventare direttrice del Manx Motor Cylce Club che organizza le gare del Manx Grand Prix e se inizialmente ero un po’ riluttante, sono onorata di far parte dell’organizzazione per lavorare per assicurare un futuro al Manx Grand Prix ed ai suoi partecipanti. Lavoro con molti newcomer prima che prendano parte alle gare e li porto lungo il tracciato durante i weekend organizzati dalla Hailwood Fondation. Cerco anche di aiutare le persone il più possibile durante le gare, ci sono un sacco di cose da imparare.

Che consigli vuoi dare ai prossimi newcomer?

Fate i vostri “compiti a casa” e venite con una moto che conoscete molto bene, così che possiate concentrarvi per imparare il tracciato. Iniziate lenti ma costanti, aumentando la velocità non appena imparate il tracciato durante le prove.

Qualcuno pensa che il Manx Grand Prix sia “inferiore” al TT, io non sono d’accordo, poiché il tracciato è lo stesso, ma ricordo che una volta hai detto di preferire il Manx al Tourist Trophy.

Si perché io sono veramente cresciuta con il Manx. La prima volta che ci son venuta era il 1985 ed avevo 12 anni, durante la nostra vacanza familiare annuale, ogni anno per aiutare papà a correre, da allora l’ho mancato solo due volte, direi che è una lunga storia! Nel Manx Motorcycle club ci sono persone che aiutano con le gare, tipo gli scrutinatori, che ricordo da quando ero bambina, da quando aiutavo mio padre. Così, è stato bello essere dalla parte di chi gareggiava, aiutando mio padre, facendo la marshal quando sono cresciuta, tornaci per partecipare ed ora essere nella commissione degli organizzatori. Non sono andata al TT fino al 2000, così anche se penso che correrci sia fantastico ed aiuto il mio fidanzato quando ci corre, semplicemente non mi trasmette la stessa passione. Non credo che il Manx sia inferiore, come tale, le 1000cc quattro tempi non sono permesse per iniziare, così ci saranno sempre delle grandi differenze di velocità. Il giro record al Manx è di 122.28mph su una 750cc e resiste dal 2005. Al TT quell’anno il giro record è stato di 127.68mph, solo 5.4mph di differenza, nonostante le cilindrate diverse. Ovviamente negli ultimi anni le velocità al TT sono state più veloci e questo fa sembrare il giro record del Manx più lento ora. Escludendo la presenza di piloti professionisti al TT, credo che il grande divario sia la possibilità economica dei team presenti al TT, paragonandoli a quelli presenti al Manx Grand Prix, ovviamente la media di un pilota al MGP è anche in proporzione ad un budget inferiore. Per esempio il giro record al Manx su una 400cc e solo di 3mph più lento del TT, molto poco in fin dei conti e probabilmente è il miglior paragone che si possa usare per giudicarli.

Ultima domanda. Le donne motocicliste non sono ancora molte, cosa vorresti dire ad una ragazza che vuol correre?

Forza!!!credici che puoi raggiungere qualsiasi cosa se lo vuoi, se te lo metti in testa!

Ringrazio ancora Carolynn per il suo tempo, per ciò che le sue parole mi hanno insegnato e per essere una fonte di ispirazione; spero che sia stato così anche per voi.

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ROAD RACES: INTERVIEW WITH CAROLYNN SELLS, THE ONLY ONE WOMAN TO WIN ON THE MOUNTAIN COURSE AND ON THE  SOUTHERN100 “YOU CAN ACHIEVE ANYTHING YOU WANT, IF YOU PUT YOUR MIND TO IT”

 

Road racing world is amazing, a lot of stories around it, but in this universe there’s a story a want you know, because stories about women are still few.  Today is the day to talk whit The rider, let me say so, Carolynn Sells. If you still don’t know so much about road racing, don’t worry, but pay attention please because she’s actually the only one woman who won on the Mountain Course. In 2009 she made the history, on the Ultra-Lightweight Race she has been the first woman on the first place. So relax and come back with me on the Moutain Course, in a historical day.

We made this interview at the end on the winter, now the Manx Grand Prix in on and it0’s our duty to honor it talking with Carolynn and thanking her again for the time. At the moment we do our best wishes to her and is fiancé Roger Maher on the birth of her twin daughter

Hello Carolynn. First of all how are you?

Hi, I’m great thank you. How are you?

You have been the first woman in the Mountain Course to win, before to talk about this great experience how did you approach road racing?

My dad was always into motorcycles and when I was 5, he started racing Vintage bikes on short circuits in the UK and we all used to go, as a family. In 1985, when I was 12, dad took us all to the Isle of Man and the Manx Grand Prix, where he was competing for the first time. Since then, I’ve only missed 2 years – 1987 when we went on a rare family holiday and 1992, when I moved out of home.

Your debut on the Mountain was in 2003, that year there was your brother too as newcomer, “family affair” or you lived those days on your “own”?

Yes, my brother and I were both newcomers in 2003 – he was in the Newcomers A race on his CBR600, plus the Senior and I raced in the Newcomers C class on my VFR400, plus the Ultra Lightweight race. My dad was also racing his TZ250 in the Lightweight. Rob won two Silver Replica’s for 12th in Newcomers & 45th in the Senior, I got two Silver Replica’s for 4th in the Newcomers and 22nd in the Ultra Lightweight, plus the Lesley Ann Trophy for the Best Performance by a Female Competitor. Dad also won his first ever Silver Replica, so it really was a family affair!

 In 2008 you crashed at Bungalow, when you were in third position during the lap 2. A crash is never a good thing, but on virtual podium you could say “damn! What I’ve done?? how this “changed” or prepared you for the 2009?

Yes, that wasn’t one of my finer moments! On the other hand, I think it did me good… I had been wanting to do the TT and I had also decided I was going to finish racing in the next year or so and I think that if I had finished that race somewhere on the podium, then I might have been happy with that & moved on & given the TT a go. After the crash & proving to myself that I could get right up there, I knew I had to go back and give it one more go. I had known for a while I was capable of being right up there & it wasn’t an option to walk away without another try, after being so close.

When you thought “I can win!”?

I’m not being cocky, but I’d known deep down for quite a long time that I had the ability, I was 4th in my first race as a Newcomer, then I was the first woman to finish in the top 10 of a main race (i.e. not a newcomers race) in my second year there, when I finished 8th in the Ultra Lightweight in 2004, I also raced a CBR600 for the first time that year, so I was feeling pretty confident after. I started racing in Ireland in 2004 also, but then I had quite a big crash at Tandragee in 2005 whilst running in 4th and beat myself up a fair bit. After that I did have a win at the International Southern 100 and was the first woman to do so, but I had a lot of bad luck & mechanical issues at the Manx & DNF’d in the Ultra Lightweight at Ramsey Hairpin with an electrical fault. 2006 was better, but we’d built a new RVF400 and were having handling issues & even though it tried to spit me off twice when the front tucked, once at Ramsey Hairpin & then again at the Gooseneck, hitting the bank on the last lap, I still managed to finish in 9th. In 2007 I qualified 4th on the RVF, but again mechanical issues put me out of the race, this time with a starved fuel pump on lap one. In 2008 I raced a full season in Ireland on the RVF400 & CBR600 and coming to the Manx Grand Prix, I qualified 2nd on the 400 & 18th on the 600, but well, we know what happened to my podium hopes that year! In 2009 we had an FZR400 for the Ultra Lightweight, provided by Paul Morrissey Racing and we knew it was a quick bike, so, to be honest, and it was a strange feeling, but I knew I could win the race & I was quietly very confident, I just had to spend time getting it set up right for me. The thing with the Isle of Man is, that because it’s such a long race, everything has to go right in order to win, it’s not just about having the ability, you need a fair bit of luck too. I worked it out recently, that in 7 years racing on the TT Course, I finished in the top 10 on my 400cc machines four times and DNF’d in the other 3 years. I suppose, for the last couple of years, I was just waiting for it all to come together on the day.

2009 the dream comes true..how you remember that day?

Race day and we woke up to mostly dry conditions, which was nice after the previous rain that week. I knew there was standing water through Laurel Bank to Glen Helen, plus more standing water after Handleys and very strong winds up the mountain too. I believe a road rider was blown off his Ducati Monster at Windy Corner before the roads closed.

I had put slightly shorter gearing in than from practice week, as I knew the little girl would struggle up the mountain with the strong wind, plus I asked (my sponsor)  Damian to put Pirrelli Supercorser’s on the night before, instead of the Diabalo’s we’d been running in practice, as I would be happier with the tread pattern for the damp stuff.

I was feeling a bit nervous in the Parc Ferme, especially when I spotted that there was a little panic going on around my bike. As this was going on, there was a half hour delay, due to a road sweeper dropping all it’s metal bristles. Great… Well, actually it was this time, as this little delay served to relax me and I stopped being so nervous.

Time to go and I lined up on the start line with my buddy, Ross Johnson and we shook hands as we were about to go. We headed off down Bray Hill with me taking the lead into Quarterbridge and off on our first lap, we caught Dan Hobson pretty quickly and passed him before tipping into Ballacraine. I just felt my way carefully around the wet bits in Laurel Bank and Ross came up the inside of me, which was fine and then I got my board at the 13th Milestone saying P7, which I was quite comfortable with and I just concentrated on getting into a good rhythm and picking off a one of the 400’s ahead of me, passing Tim Sayers into Ramsey. Going up into the Gooseneck, Tim passed me up the inside, but I was having none of that and passed him back on the exit. Going up the hill, I noticed Ross’s bike was smoking from the exhaust & didn’t look well, so I passed him going into Guthries and pointed to the rear of my bike to let him know he had a problem. Over the mountain, I passed my Dad at Bungalow Bridge and it was really windy, pushing me a bit wide at places like Brandywell, the aptly-named Windy Corner and the 33rd, with me changing down an extra gear at Windy in order to keep the bike planted and driving, so as not to be blown off course. I finished the lap in a steady 21.48.55 minutes, an average speed of 103.801mph.

On lap two, I pushed a bit harder now that I knew how the conditions were in places and got a board at the 13th again, saying P6, but I knew I wasn’t stopping for fuel, so I was happy with where I was and just concentrated hard whilst picking off several more 250’s along the way. When I got to Ramsey, there had been a shower, so that was quite slippery but I tip-toed through and headed up the mountain, finishing the lap in 3rd place with a lap time of 21.32.06 minutes, an average speed of 105.126mph.

On the start of lap three, I had to remind myself that I was going straight through and not stopping and went through the grandstand wondering what they’d be saying as I steamed through on another flyer. I knew I must be leading as people were starting to get very excited on the circuit as I continued on the lap. I got my board at the 13th saying P1 +40… Excellent, I was right where I wanted to be and I spent the rest of the lap trying to be as consistent as I could and made my way over the mountain. I’d also upped my pace now and finished the lap in 21.03.68 minutes, an average speed of 107.486 mph.

On lap four, there were people waving and clapping, holding up make-shift P1’s and other people who were boarding for other riders, were also giving me boards. I pulled out another 9 seconds from the Grandstand to Glen Helen (9 miles) and got to the 13th and got another P1 + something, I missed it because they were waving at me to slow down, but I thought no… I was really happy at the pace I was running, I wasn’t trying too hard and I was worried that if I did slow down, that I would lose concentration, so I carried on and talked myself and the bike all the way around. On this and the last lap, I spent most of my time on my own, which is just how I like it on the TT Course, because I can just concentrate on my lines and on keeping it smooth & tidy. I was determined not to celebrate too soon, as I didn’t want to tempt fate, but I did give plenty of people the thumbs up on my way around and then, coming out of Governor’s Dip, I gave my mate Gary & the marshals a big wave & thumbs up, and headed off to the finish. My last lap was quicker again at 21.00.03 minutes, an average speed of 107.780mph and finishing the race 62 seconds ahead of the next man, Mike Minns, with Wayne Kirwan in 3rd.

Coming over the line was the most fantastic feeling in the world and it will never be beaten again, as there will only ever be one first, which is great!

Falling off in the winners enclosure however, was not the best end to the race, but at least I gave everyone a laugh!

I got off the bike and was greeted by a huge applause & cheering, which was all a blur, as people hugged me, grabbed me, photographed and shouted at me. Chris Kinley and Tim Glover interviewed me and asked me if I would like the Manx National Anthem, which was a great honour to stand on the podium and receive. The post-race events are a bit of a blur, but it was the most fantastic feeling which will be hard to beat!

I also looked at my split times and on laps 3 & 4, my split times for the last four sectors were identical on each lap, to within a couple of hundredths of a second, so I suppose I managed to keep it pretty consistent.
Finishing with a 62 second lead, also meant that even if I had stopped for a faultless pit-stop, I could’ve won with a good 10-15 seconds in hand still, which is good to know.

I wanted to win that race, first & foremost, as a racer and someone who had worked hard to get there and was so near, yet so far, for the last two years, but to be the first woman to win a race on the TT Course is a great honour and something that no-one can take away from me, so I’ll take that with open arms.

Last year Simona Zaccardi told me “the IOM is crazy, after the Manx all other races are boring!” are you agree with her?

I don’t think it’s crazy, but I have been around it a very long time, but YES, it does make other races boring! Well, maybe not all… Short circuits are definitely boring after it! I love real road racing and you certainly couldn’t describe some of the other road circuits in Ireland and the Isle of Man as boring, but none are as fast and technical as the TT Course.

You are still in love with the Mountain, you are the director of Manx Motorcycle Club, how is it to be ?behind the scenes? and what it means?

Yes, I am. I love the circuit and the feeling you get from racing the circuit and I do miss it terribly, but we (my fiancé Roger Maher & I)wanted a family and now we have a little girl who’s 2 and a half and another baby on the way, so my racing days are over. I was already a Rider Liaison Officer for the MGP since 2010 and then in 2012, I was invited to become a Director for the Manx Motor Cycle Club who run the Manx Grand Prix races and although I was a bit reluctant at first, I’m honoured to be a part of the organisation and trying to secure the future for the Manx Grand Prix and it’s competitors. I work with many newcomers before they get to the races and take them around the circuit on weekends organised by the Hailwood Foundation. I also try to help people as much as I can during the races, as there is an awful lot for people to learn.

What advice you have for next newcomers?

Do your homework and come on a bike you know well, so that you can concentrate on learning the circuit. Start steady and build up your speed as you learn the circuit in practice.

Some people thinks the Manx is ?less? than the TT, I’m not agree ?cause the circuit is the same, but I remember that once you said you “prefer” the Manx to the Tourist Trophy
Yeah, because I grew up with the Manx really. I first started coming in 1985 when I was twelve and it was our annual holiday as a family every year to help my dad race, since then I’ve only missed 2 yrs, so that is a quite lot of history! There are people in the Manx Motorcycle Club and some of those who help out with the races, like Scrutineers etc. that remember me when I was a kid, helping my dad. So, I’ve kind of been on every side of the racing really, from helping dad, to marshalling when I was older, to coming back & competing and now as part of the organisation committee.
I didn’t ever go to a TT until 2000, so although I think the racing is amazing and I also help my fiancé when he is racing in the TT, it just doesn’t hold the same fondness for me.
I don’t think the Manx is less, as such, 1000cc four stroke bikes aren’t allowed at the Manx for a start, so there will always be some big speed differences. The lap record at the Manx is 122.28 mph on a 750cc machine and has been since 2005. The lap record at the TT in 2005 was 127.68 mph, so it was only 5.4 mph faster back then, even with the capacity difference. Obviously in recent years, the speeds have got a lot faster at the TT and it makes the MGP lap record look slow now. Apart from the talent of the professional racers in the TT, I think the big gap is also down to the kind of money available to the teams at the TT, compared to those at the Manx Grand Prix, as obviously, the average MGP racer is on a much smaller budget. For instance, the 400cc lap record at the Manx is only 3mph slower than at the TT, so that’s not too much at all really and is probably a more level playing field to judge it by.

Last question. Women on motorcycles aren’t still a lot, what would you like to say a girl that wants to ride?

Go for it… I believe that you can achieve anything you want, if you put your mind to it.

Thanks again Carolynn for her time and for the chance she gave to me, this interview is a real honour for me, I’ve leant a lot listening to her story, so thanks for be my inspiration.

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