MOTOLOGY

TOURIST TROPHY:PRESENTATA L’EDIZIONE 2014, MICHAEL DUNLOP “SEI VITTORIE?POSSO FARCELA MA ANCHE UNA ANDREBBE BENE”

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A VILLA MARINA SI È SVOLTA LA TRADIZIONALE SERATA DI GALA CON ALCUNI PROTAGONISTI

Ieri sera Villa Marina è stata lo scenario per la presentazione del Tourist Trophy, con la partecipazione, come sempre, di alcuni dei protagonisti. La giornata è iniziata con una sfida ai go-kart fra i protagonisti della serata sul tracciato semipermanente di Jurby. La sfida non ha avuto nulla da invidiare alle migliori partite al famoso Mario Kart, con tanto di James Hillier che mostra su Twitter una buccia di banana a suo dire ‘usata contro di lui’. Dalle risate genuine si è giunti alla sera. Fin da subito si nota un cambiamento, due ampi divani accoglieranno gli ospiti ed i presentatori, mentre in bella mostra c’è il sidecar #1 di Dave Molyneux, e Patrick Farrance  le moto di John McGuinness e Michael Rutter fanno da ‘guardia’. Oltre a questo mero cambiamento di arredamento la vera novità è stata la presenza di Steve Parrish e James Whitham nelle vesti di presentatori, che hanno “preso” il posto di Chris Kinley e Tim Glover,mentre Gethin Jones ha apportato il contributo leggendo i commenti su Twitter e ‘interrogando’ il pubblico presente in sala. Si è intuito subito che sarebbe stata una serata diversa da quelle alle quali eravamo abituati, sobria e per certi versi seria..I primi piloti ad esser presentati sono stati Michael Rutter, Bruce Anstey e Keith Amor. Se “The Blade” non ha nascosto il rammarico nel dover rinunciare alla partecipazione alla gara della classe TT Zero; il neozelandese ha affermato di aver ancora molto da dire in questo sport e di poter vincere ancora; Amor non ha utilizzato giri di parole per affermare di non sapere ancora le reali condizioni fisiche della propria spalla (che lo aveva costretto al ritiro nel 2011), la decisione di tornare è stata chiara ‘non potevo lasciare un lavoro a metà‘. A seguire duo Steve Mercer con il team manager Keith Flint. L’intervento del front man dei Prodigy ha divertito per la sua semplicità e ‘distrazione’ nel dire ‘il tracciato da 17 miglia‘..di certo ha colpito sentirlo dire ‘ho costruito un team attorno ad una passione, ho fatto modificare il tour per poter trascorrere tutto il tempo del TT con la squadra‘. Dal canto suo Mercer non ha nascosto le sue ambiziosi, poter confermare la top ten della passata stagione è il punto di partenza. A seguire un altro trio: William Dunlop, Dan Kneen e Dean Harrison.  Il neo acquisto di casa Tyco Suzuki non  ha risparmiato parole di elogio per la nuova moto, ritenendola la migliore guidata fino ad ora, molto più della Yamaha della passata stagione: “Ho lavorato molto per arrivare a questo punto” ha dichiarato. Molto calmo e ‘tranquillo’ Dean Harrison che, in merito alla sua nuova Supersport l’ha comunque definita la più veloce mai guidata, “un razzo spaziale”. A seguire un bel momento con la Marshall Association e l’intervista molto informale con un marshall che da 27 anni presta aiuto,bellissima a mio parere, la sua motivazione “Rendere il tracciato ed i piloti al sicuro”. A seguire l’atteso e “discusso” (loro malgrado) duo di casa Milwaukee Yamaha: Ian Hutchinson e Josh Brookes. Ovviamente al centro delle domande la vicenda che ha “tenuto banco” nel corso dell’inverno, sul rischio di assenza del team di Shaun Muir. Hutchy, al quale è stata inevitabilmente posta la domanda sulle condizioni fisiche, ha affermato “Finalmente tutti i pezzi si stanno sistemando al loro posto”. Brookes, come avevamo avuto modo di scoprire, ha attirato l’attenzione sulla tipologia di allenamento, confermando la varietà di sport praticati, sulla questione “assenza al TT”, ha ribadito di essere un ottimista di natura, il cui unico compito è correre non pensare alle regole. Sull’esperienza della passata edizione ha affermato “Sono arrivato al TT senza nessuna pretesa, per questo avevo a giusta concentrazione e far segnare il record di velocità per un newcomer è stato un grandissimo risultato. Punto alla top ten”. A seguire un altro trio: Gary Johnson, James Hillier e Conor Cummins. “Gaz” non ha nascosto ti puntare il podio, regalando parole di profonda fiducia nel progetto Supersport. “Jimbo” ripensando alla passata edizione ha affermato “È stato un grandissimo anno per me il 2013, ho dimostrato a me stesso cosa posso fare”. Onesto e forse troppo ipercritico nei propri confronti il mannese Cummins, senza mezzi termini o giri di parole ha dichiarato, pensando agli ultimi anni “Le ultime edizioni non sono state facili per me (saltò l’edizione 2012 a causa dell’infortunio al polso destro rimediato alla North West220 nda), ma detesto cercar scuse e non lo farò adesso. L’opportunità di quest’anno è il sogno di una vita che si realizza, voglio realizzarlo al 100%”. Prima di invitare sul palco i newcomer più attesi è stata la volta del quartetto Dave MolyneuxPatrick FarranceTim Reeves ed i fratelli Ben e Tom Birchall, quindi sul palco sono saliti: Peter Hickman, Martin Jessopp e Danny Webb. Domanda inevitabile per loro “come vi state preparando”. Hicky non ha nascosto di aver potuto effettuare circa 40 giri in auto, solo pochi in moto, ma moltissimi (circa un centinaio) guardando DVD, il tutto ormai da mesi. Jessopp, che non è nuovo alle road races (presenza fissa alla North West200 ed al Macau GP), ha comunque affermato di esser rimasto “shockato” dalla presenza di muretti ed alberi così vicini, ma lo stupore è passato in fretta. Al mattino ha approfittato della presenza di Hillier per fare un giro in auto con lui. Danny Webb è senza dubbio l’esordiente che incuriosisce di più, giovanissimo, fino ad ora ha guidato le sole Moto3, le sue parole “Ho avuto modo di provare la Stock1000 fino ad ora, mi è piaciuta anche più di quanto potessi immaginare”.

In conclusione della serata non potevano mancare Michael Dunlop e John McGuinness. Il quattro volte vincitore della passata edizione è stato premiato con il Duke Road Race Rankings, come sempre si è dimostrato a suo agio con un microfono in mano, sapendo intrattenere e divertire il pubblico., circa l’obiettivo dichiarato di puntare alla mitica sestina ha ribadito “Potrei farcela, ma anche una sola vittoria sarebbe comunque un gran risultato”. La domanda rivolta ad entrambi sulla possibilità di poter toccare le 132mph ha visto il pubblico presente in sala”indicare” il solo McPint come possibile autore, probabilmente per “testare” la reazione del giovane Dunlop, che microfono in mano non ha perso tempo nel dire un sonoro “Ehi ci sono anche io!!”. Il King of The Mountain in carica, prima di rinnovare la stima nei confronti di Michael e di altri colleghi, ha spiegato come l’infortunio rimediato in allenamento lo abbia fatto preoccupare parecchio, descrivendolo come il più grave della sua carriera. Per fortuna la riabilitazione procede senza problemi.

La serata si è conclusa con una simpatica “ammucchiata” con McGuinness che si getta addosso al “piccolo” di casa Dunlop, a dispetto dei possibili pensieri di rivalità.

Senza ombra di dubbio i momenti di ilarità collettiva che si ricordavano gli altri anni sono mancati. Questo non è però un segno di “indebolimento” o altro, ciò che conta è la serietà e professionalità che tutti quanti avranno fra 38 giorni!

Foto ufficiale iomtt.com

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