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MOTOLOGY

TOURIST TROPHY 2013: CONSIDERAZIONI SULLA MANIFESTAZIONE 2013

l'abbraccio fra Michael Dunlop e John McGuinness

l’abbraccio fra Michael Dunlop e John McGuinness

TOURIST TROPHY 2013: LE CONSIDERAZIONI ALLA FINE DELLE DUE SETTIMANE PIÚ RICCHE DI EMOZIONI NEL CALENDARIO ROAD RACING

L’edizione 2013 del Tourist Trophy si è ufficialmente conclusa con le manifestazioni, sabato, del Post TT presso il Billown circuit a Castletown (lo stesso tracciato che ospita la Southern100 nel mese di luglio). È stata una manifestazione attesa, ricca di emozioni contrastanti, due settimane intense, vissute sul filo dei centesimi di secondo, durante le quali non è mai venuta a mancare la componente sportiva ed umana che caratterizza le road races. alcune immagini resteranno nella memoria, l’abbraccio fra Michael Dunlop e John McGuinness, l’attesa per la ripartenza del Senior con Hillier, Donald, McGuinness e Martin seduti insieme ad aspettare, il sorriso di Matsushita, Michael Dunlop emozionato sul podio, la stretta di mano prima del via. Facciamo un punto di quanto successo.

Michael Dunlop, il più giovane della dinastia Dunlop è stato in assoluto il mattatore di questo TT. Velocissimo durante le prove, si è imposto fin dalla prima gara (categoria Sbk), ripetendo l’impresa in entrambe le gare Supersport ed in sella alla Honda in configurazione Superstock. Ha mancato la cinquina, record che al momento appartiene solo a Ian Hutchinson, giungendo “solamente” secondo nella gara del Senior TT, alle spalle del King of the Mountain, John McGuinness. Personalmente lo ritengo il protagonista assoluto di questa edizione, ha dimostrato di aver raggiunto quella maturità che, dopo la stagione passata, ci si aspettava da lui, l’aver mancato il successo nel Senior non ne sminuisce il valore, in una visione romantica delle corse trovo sia stata la degna conclusione, con il re non ancora pronto a cedere lo scettro, ma con il principe ereditario pronto a seguirne le imprese. “We are here to make the history” aveva dichiarato dopo la vittoria nella classe Stock, nulla da obiettare, la storia porta di nuovo il nome Dunlop.

John McGuinness, il re non ha mai mollato, ma le sue parole dopo l’impresa del team mate sembravano indicare che qualcosa potesse essere cambiato “Ho guidato come non mai, dato il tutto per tutto ma oggi era impossibile star davanti a Michael”. Da sempre più incline alla massima cilindrata il podio nella seconda gara della Supersport ha fatto piacere, ma non è ciò che ci si “aspetta” mai da lui. Mercoledì mattina sembrava che la sola TT Zero potesse essere la gara in cui vederlo vincitore, ma la sua Mugen lo ha tradito sul finale. E poi il Senior TT, “LA” gara del Tourist Trophy, la gara che tutti vogliono vincere. Così ha fatto. Così come il re sa fare. Una nuova era è iniziata sabato 2 giugno, ma cinque giorni dopo è stato chiaro a tutti che questa volta ne vedremo convivere due, non è ancora arrivato il momento di cedere lo scettro. Venti successi lungo il Mountain Course sono ancora pochi per McPint, non vediamo l’ora di rivederlo sfrecciare lungo le strade della meravigliosa isola di Man.

Michael Rutter, vincitore della TT Zero race ai danni del King. Fatta eccezione per questo successo un TT un po’ opaco il suo. Vero che quest’anno i pretendenti al podio sono aumentati, alla North West “The Blade” zoppicava ancora vistosamente, strascichi dell’infortunio invernale non hanno permesso di affrontare al meglio delle gare impegnative come queste e poi, diciamolo, con due compagni di squadra come McGuinness e M. Dunlop non deve esser stato facile, la certezza è che tornerà affamato di vittoria.

James Hillier, la prima volta da vincitore al TT, classe Lightweight per lui. Non solo una vittoria, ma un’intera settimana di gare sempre in top ten. Ammirevole la sua tenacia nella gara di apertura, conclusa al settimo posto, quando la rottura della leva del cambio al secondo giro ne ha compromesso al prestazione. Ai microfoni di Chris Kniley ha poi dichiarato “Al secondo giro si è rotta la leva del cambio, pensavo di ritirarmi ma ho voluto provare a continuare”. Tenacia da vero road rider. Che dire, si è giocato il terzo posto finale nel Senior con un esperto Bruce Anstey fino all’ultimo, lo rivedremo ancora lì davanti.

Bruce Anstey, sempre consistente a podio e pronto a battagliare. Il “Kiwi” non ha di certo intenzione di lasciar strada alle nuove leve senza dar lezione, lo dimostra la sfida con Hillier. Peccato che l’influenza ne abbia minato la forma fisica, è sempre un piacere vederlo in griglia ma soprattutto in pista.

Cameron Donald, alti e bassi per lui, troppa sfortuna a volte. L’australiano si è presentato come uno dei candidati alla vittoria nella categoria “outsider-ma-non-troppo”. Purtroppo alcune noie alla moto lo hanno costretto al ritiro due volte, un pilota, ed un team, che meritava certamente di più.

Guy Martin, l’eterno secondo. Non ce n’è, anche quest’anno la vittoria non è arrivata per l’eclettico pilota del Lincolnshire. Nell’arco di queste settimane è apparso sempre molto concentrato, ma fra penalità in gara e noie alle sue GSX ancora una volta niente podio. Continua la sua ricerca, anche se nel frattempo le nuove leve aumentano il suo talento non può mancare, noi lo aspettiamo.

William Dunlop, il maggiore del fratelli Dunlop ha conquistato un egregio terzo posto nella prima gara della Supersport, chiara dimostrazione di come questa cilindrata sia la favorita di entrambi i fratelli. Le Yamaha soffrono però un gap tecnologico che si è visto anche nel BSB, top ten con la R1 ma di certo non è fuori dalla lotta per il podio il posto adatto a lui. La speranza che il team trovi presto la giusta direzione per lottare lì davanti.

Conor Cummins, come il compagno di squadra soffre delle prestazioni (e noie) della propria Yamaha, per lui problemi sia con la R6 che con la R1. Il quinto posto nella gara d’apertura aveva fatto bene sperare, ma il seguito non ha dato i risultati sperati. Conquista un meritato terzo posto nella gara delle Lightweight (in sella ad una delle Kawasaki schierate da Ryan Farquhar) di venerdì mattina, categoria a lui sconosciuta, non saliva a podio dal 2010, merita di tornarci ed ovviamente di poter lottare per la vittoria.

Josh Brookes, il newcomer che ha sfidato tutti, vincendo la sua “battaglia” personale. L’annuncio della sua partecipazione era stato accolto con scetticismo da parte dei puristi delle road races, “un pilota che proviene dagli short circuit non può che farsi male”. Le sue dichiarazioni sono sempre state “vado lì per imparare, non mi pongo alcun obiettivo, ma voglio farlo per me. Potervi partecipare è stata una mia richiesta al team, il mio compenso non è aumentato”. E così ha fatto. Ha studiato, imparato e fin dal primo giorno ha fatto segnare velocità record per un debuttante, finché nella gara di apertura ha battuto il record di velocità che, dal 2007, apparteneva a Steve Plater. Ha affrontato il Mountain con la giusta predisposizione mentale, con il rispetto che richiede e ne è uscito vincitore, lo aspettiamo ancora il prossimo anno (e perché no, magari al via del prossimo Ulster GP ad agosto, l’ambiente road racing sembra fare al caso suo).

Dean Harrison, giovanissimo e agguerritissimo. Guida come un matto, a volte troppe sbavature nel suo modo di fare ma il suo è un talento destinato a fare molto per questo sport. Sempre top ten per lui, fino al secondo posto nella gara delle Lightweight, segno della sua versatilità, caratteristica non da poco. Atteso anche lui al via del TT2014, nel frattempo “teniamolo d’occhio”.

Ian Lougher, presenza storica al TT, ha annunciato nella settimana di gara il suo ritiro dal Tourist Trophy. La morte prematura di Matsushita ha “accelerato” una decisione che era già nell’aria. Nella mente di un pilota è necessaria la massima concentrazione per affrontare questo tipo di gare, mancherà vederlo schierato il prossimo anno, ma certamente lo vedremo ancora, probabilmente in veste di team manager. Semplicemente: grazie Ian.

Maria Costello, anche quest’anno la sola donna a partecipare al TT. Come sempre determinata e pronta a riprendersi quel record di velocità che Jenny Tinmouth le ha strappato nel 2009. Un po’ di sfortune per lei nella gara d’apertura non le hanno permesso di prendere il via, ma si è rifatta egregiamente nelle altre. Dà il meglio di se nella classe Lightweight dove si classifica al sedicesimo posto assoluto, facendo registrare la sua miglior prestazione personale di sempre, replica in bronzo per lei! La seguiamo con piacere e la rivedremo presto, nella gara National a Skerries.

Hervé Ganter, il pilota svizzero, tornava al TT dopo l’infortunio dello scorso anno. La settimana di prove non è stata facile, la scomparsa del compagno di squadra ha richiesto uno sforzo mentale non da poco per l’intero team, le condizioni meteo avverse gli han fatto dichiarare sul proprio profilo twitter “Sono pronto a sistemare tutto e tornare a casa”, segno di come la situazione fosse tutt’altro che facile per i piloti. Nella gara di apertura un surriscaldamento anomalo del motore lo ha fatto propendere per il ritiro. Nella categoria Stock ha concluso al 32° posto, la sua gioia in questo è stata dettata dall’aver “superato” il fantasma dell’incidente passato (oltre al poco feeling con le gomme della Stock) . La conferma è arrivata durante la gara del Senior con un 26° posto finale ed un’altra replica in bronzo per lui. Una conclusione che ne ripaga i sacrifici e gli sforzi fatti nell’ultimo anno. Toccanti le sue parole in ricordo del compianto Matsu, la speranza che possa essere fiero di quanto fatto da lui, dall’intero team. Bravo Hervé! Ti aspettiamo il prossimo anno!

Michal Dokoupil, il talentuoso pilota ceco si è districato fra noie al motore della sua R6 e la categoria Lightweight, cercando di “sconfiggere” quella sfortuna che già nelle passate edizioni aveva messo ko il suo motore. Non si è lasciato scoraggiare e le ha affrontate e risolte. Conclude 32° nella gara due della Supersport e 23° nella gara con le supertwin. Sempre un piacere vederlo guidare, e presente, sempre sorridente, in paddock. Lo aspettiamo anche il prossimo anno.

Lee Johnston, il generale aveva annunciato alla North West che avrebbe rinunciato alla massima cilindrata per non affaticare la gamba infortunata, ma una volta giunto sull’Isola il cambiamento. Ha “abbandonato” la sua Ducati Panigale e su Honda Cbr1000 ha preso il via a tutte le gare. Sempre consistente, ai confini della top ten, conquista la vittoria finale nella classifica per i privati beffando Steve Mercer nella gara del Senior. Lo vedremo presto in alta top ten.

Steve Mercer, esordiente del team Penz13.com, ha brillato tutta la settimana, una noia alla sua BMW lo ha costretto al ritiro nella gara del Senior facendogli perdere la testa della classifica riservata ai piloti privati. La conoscenza della moto lo ha aiutato nella messa a punto della moto (disputa con il team il mondiale Endurance), l’approccio al TT ha fatto il resto. Lo rivedremo e sentiremo ancora parlare.

Jamie Hamilton. L’atteso “erede” di Ryan Farquhar è forse quello che ha “deluso” un po’ in questo TT. Assolutamente di rilievo le prestazioni con la massima cilindrata, contendendo le posizioni con Lee Johnston. La sua assenza nella lotta per il podio nella classe Lightweight ha un po’ deluso, si presentava come il superfavorito, insieme ad Hillier, ma non è un singolo risultato a rovinarne l’ascesa. È giovane è può solo crescere, con un “maestro” come Ryan è indubbio che accadrà.

Gary Johnson. Si districa fra la le gare con la MV Agusta e la Kawasaki nella massima cilindrata. Per lui noie sia nella gara d’apertura che nella Supersport, si rifà con il settimo posto in gara due della Supersport ed il podio della Stock. Finché la fortuna lo ha assistito ha lottato per il podio, meritava di più.

Una menzione particolare va fatta ai marshall che prestano il proprio supporto al corretto svolgimento della manifestazione. La giornata di lunedì 27 è stata quanto di più terribile potessero trovarsi ad affrontare, ma non sono venuti meno al proprio compito. Venerdì 31 l’incendio a Kirk Michael è stato nuovamente gestito nella maniera più professionale possibile, nonostante l’anomalia della situazione, i piloti non hanno mancato una sola volta di ringraziare per l’assistenza ricevuta. Ancora durante il Senior e la gestione dell’incidente a Bray Hill i feriti sono stati soccorsi in maniera professionale. Senza di loro il TT, come tutte le manifestazioni, non sarebbe possibile. Professionalità ad alti livelli, mossa dalla passione che li porta a prestare gratuitamente la propria opera per rendere meravigliosa la gara più emozionante al mondo. A loro il nostro grazie.

Impossibile non menzionare il Direttore di Gara, quest’anno nella persona di Gary Thompson. Si è trovato a dover gestire condizioni climatiche avverse, una tragedia che nessuno si augura mai. Ha messo la sicurezza di tutti al primo posto, prendendo anche decisioni “anti-poltiche” come prove non cronometrate, cancellazione delle stesse o posticipo della gara d’apertura. Guy Martin ne ha elogiato l’operato rendendo chiaro come non si tratti di un compito facile. La perfetta riuscita della manifestazione parte “dall’altro”.

Il pensiero finale va per il compianto Yoshinari Matsushita. Non tutti lo conoscevano, a volte dimentichiamo di leggere le classifiche fino in fondo, ma lunedì pomeriggio il suo sorriso insieme ad Hector Neill aveva conquistato tutti. Aveva mollato la professione di giornalista/tester per poter correre e realizzare il suo sogno. Morire felici è un privilegio per pochi, lui lo ha avuto. Non dimentichiamo mai questo insegnamento. Grazie.

in attesa della ripartenza del Senior

in attesa della ripartenza del Senior

Il Tourist Trophy tornerà dal 24 maggio all’8 giugno 2014, ad oggi mancano 347 giorni, lo aspettiamo ed aspettiamo di nuovo tutti. Arrivederci a tutti.

 

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