MOTOLOGY

GUY MARTIN ALLA TANDRAGEE100

GUY MARTIN NON SI RITIRA, SI DA ALLE MOTO CLASSICHE

Guy Martin, o piace o non piace, c’è poco da fare. Resta uno dei piloti più conosciuti nelle road race e, suo malgrado, chiacchierati.

Lo scorso anno aveva stupito il suo ritorno al Tourist Trophy, con il nuovissimo progetto Honda Racing. Purtroppo le cose non sono andate come sperato ed il suo ritorno sull’Isola Di Man si è concluso anticipatamente, senza risultati e con un infortunio.

Da quasi un anno si parla, di tanto in tano, del suo ritiro, senza che l’eclettico pilota abbia mai dato alcun annuncio. Ieri sera sul tardi invece è arrivato l’annuncio.

Guy Martin prenderà parte alla 58° Tandragee100, per le gare Classic Race e Forgotten Era, in sella alla sua BSA 750cc.

Si tratterà di un ritorno, l’anno scorso lo avevamo visto indossare la casacca arancio, concludendo la prima gara alle prime curve coinvolgendo Paul Jordan in un contatto. (La casacca arancio poiché l’ultima sua partecipazione al mini-TT risaliva al 2005 con il team Uel Duncan Racing. La regola nelle road race vuole che chi manca da un tracciato per tre anni debba essere considerato un esordiente).

La decisione di partecipare in sella ad una moto classica non stupisce. Già lo scorso anno ha preso parte alla 4 ore di Spa in sella ad una Suzuki Katana 1100 del 1982 interamente fatta a mano del Team Classic Suzuki (Honda permetteva di disputare gare classiche in sella a qualsiasi marchio nda). Da quell’esperienza, prima volta per lui sul tracciato belga, con quella moto e gomme, è tornato a casa con un settimo posto finale. Nei programmi del 2017, dopo questi risultato, Guy avrebbe voluto correre anche il round di Imola, disputato a settembre. Chissà che non sia arrivato il momento per lui di dare una svolta alla sua carriera e, magari, lo vedremo ad Imola quest’anno.

Una curiosità, uno dei motivi che hanno convinto Guy l’anno scorso ad abbracciare il progetto Honda la promessa di poter fare un giro sulla leggendaria sei cilindri RC174!

Ci auguriamo che il progetto vada in porto, un nome importante ad una national, così bella, come la Tandragee100 non può che fare bene.

Per quanto riguarda Guy, è fatto così, la sua vita non è fatta di istinto, se un progetto lo attira, altrimenti lo rifiuta.

Credits Team Suzuki Classic e Martyn Wilson per Pitlane Photography che ringraziamo

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