MOTOLOGY

IL NOSTRO SALUTO E TRIBUTO A SIMON ANDREWS

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Nelle ultime dodici ore sono stata sopraffatta da sentimenti di vario tipo, rabbia, dolore, consapevolezza, smarrimento. Come già detto in realtà non so cosa dire, anzi so cosa non voglio dire.

Non vi racconterò una tragedia, perchè quanto successo è un dolore che lascia un segno indelebile in ogni appassionato di road races e gare motociclistiche.

Nelle ultime ore la mia time line è stata invasa da sorrisi, anzi da un sorriso, quello semplice e puro di Simon Andrews, perché Simon ha lasciato un ricordo in ognuno di noi, una risata spontanea, un raggio di sole dopo un temporale.

Amato sia nel paddock del British Superbike, dove quest’anno partecipava alla classe sbk, che nei paddock mondiali delle road races, non solo North West, TT e Macao ma anche mondiale endurance nel suo ricco curriculum.

Ma Simon non è stato solo questo, Simon ci ha insegnato a rialzarci, a lottare per ciò che amiamo e a non mollare mai. Lo abbiamo visto tornare in sella dopo il crash al TT2012 che tanto ci aveva fatto preoccupare; Simon non si è arreso neanche dopo l’infortunio a Le Mans lo scorso settembre, infatti eccolo di nuovo al via della North West200. Un tracciato che tanto amava, che lo proiettava verso una nuova avventura. Suo padre Stuart ci ha ricordato quanto amasse il suo lavoro, come nessuno avrebbe mai potuto far nulla per fargli cambiare idea.

Vorrei solo che imparassimo a credere nei nostri sogni e a lottare per essi, qualcuno ha scritto “Simon ha perso la sua ultima battaglia”, non sono d’accordo,  solo perché non vedremo più il suo sorriso non vuol dire che ci abbia lasciati. Se dimenticassimo ciò che ha fatto, allora quella sarebbe una sconfitta.

Io non sono brava con le parole, già un’altra volta, purtroppo, mi sono affidata ad una canzone, vi lascio un testo che mi ha fatto pensare da subito a Simon. Accetta il nostro tributo, perdonami se non sono stata alla tua altezza.

Quando venne il tempo di combattere per la sua tribù l’uomo diede la propria vita per salvare quella degli amici più cari. Benché non perì in battaglia il guerriero curò le sue ferite nella foresta, ma stremato e straziato aspettò l’aquila di fuoco che portò via la sua anima. Quando il suo cammino giunse alla linea curva d’orizzonte il guerriero non scomparve, ma partì alla conquista di un nuovo regno. Fu sempre l’ultimo a cadere, a noi resta il rimpianto di un abbraccio e il ricordo di un eroe”.

Ciao Simon!

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