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MOTOLOGY

SOUTHERN100: SUCCESSI DI DEAN HARRISON, JAMIE HAMILTON MICHAEL DUNLOP, GUY MARTIN. LA MEMORIA DI JUKES, MYGDAL E THOMAS

Michael Dunlop

Michael Dunlop

SOUTHERN100: REPORT DELLA SETTIMANA DI GARE E RIFLESSIONI

A poco più di un mese dalla fine del Tourist Trophy l’Isola Di Man ha ospitato ancora una competizione internazionale di road racing. L’edizione 2013 della Southern100, lungo il Billown circuit (già teatro delle gare Pre-TT Classic e post TT races) è stata funestata fin dal primo giorno dalla tragica notizia della scomparsa di un pilota, purtroppo tale annuncio non è stato il solo nella settimana dedicata.

Assente il King of the Mountain, John McGuinness, i riflettori sono stati come sempre puntati su Michael Dunlop e Guy Martin; il team Milwaukee Yamaha ha sorpreso (e forse deluso) mancando l’appuntamento con la Sbk, decisione che ha portato alla clamorosa assenza del pilota di casa Conor Cummins. Lo stesso William Dunlop ha avuto a propria disposizione la sola R6, un vero peccato. Uno sguardo anche ai giovani e velocissimi Jamie Hamilton e Dean Harrison, ormai presenza fissa nei resoconti di gara.

La prima gara, la Corlett’s Trophies 600/1000cc ha visto la seguente griglia di partenza: Dean Harrison, Guy Martin, Michael Dunlop. Al via parte bene Martin che guida la testa della corsa per cinque giri; Michael Dunlop si “sbarazza” subito del giovane Harrison per andare ad attaccare Martin. Ci riesce a due giri dalla fine e sigla la prima vittoria, consolazione il nuovo giro record fatto segnare da Guy Martin ma beffato sul finale da Dean Harrison che gli posta via il secondo posto. Nella classifica della Supersport, ovviamente, davanti a tutti William Dunlop, seguito da Jamie Coward e Tim Poole.

La seconda gara in programma per le due ruote, la Ella Vannin Fuels Senior race 1100cc ha rivisto Dean Harrison in pole davanti a Guy Martin e Jamie Hamilton. Ancora una volta al via non sfrutta la pole position Harrison, Martin comanda la gara per sei giri, finchè non è il solito Michael Dunlop a prendere le redini della gara. Risultato finale: Michael Dunlop vince davanti a Guy Martin e Dean Harrison.

La Mike Kerruish Plumbing 250/650cc, come nelle due precedenti partenze, ha Dean Harrison suo poleman. Jamie Hamilton, Ivan Lintin, William Dunlop e Jamie Cowton alle sue spalle. Al comando si alternano Jamie Hailton e Dean Harrison, quest’ultimo si ritrova per la terza volta di fila a non sfruttare la prima casella sullo schieramento di partenza. È Jamie Hamilton a tagliare per primo il traguardo vincendo davanti a Dean Harrison e James Cowton.

Nella Radcliffe Butchers 600cc ha riservato molte sorprese. Al comando si sono alternati Guy Martin, che sembrava avere la meglio sul favorito William Dunlop e Dean Harrison. Ma a sorpresa, poca per gli addetti ai lavori, è stato quest’ultimo a portarsi davanti a tutti al passaggio del quarto giro. Nuovo giro record per Guy Martin  che precede sul podio “ombra” solo terzo Michael Dunlop. Un errore al terzo giro fa scivolare in decima posizione William Dunlop, che facilita la vita agli avversari.

La Ocean Ford 250/650cc vede trionfare per la seconda volta Dean Harrison, il quale stabilisce anche il nuovo lap record di 103.554mph. chiudono il podio Ivan Linton e Jamie Hamilton. Lo stato d’animo dei pilota al via di questa gara, e della successiva, non è stato facile. La notizia della scomparsa di un pilota è sempre un duro colpo, ma occorre trarre insegnamenti anche in questi frangenti.

La gara principale della Sourthern100, la Manx Gas Solo Chiampionship race ancora una volta ha opitato in pole position Dean Harrison seguito da Michael Dunlop, Guy Martin, Jamie Hamilton, Ian Loughe e Dan Kneen. Al via sembra non esserci storia: Michael Dunlop al comando su Guy Martin e Dean Harrison, si prosegue così per cinque giri. A due giri dalla fine però è la Suzuki #4 a prendere la testa   corsa. Guy Martin vince il main event di questa edizione e fa segnare il nuovo giro record con 114.245mph. una grandissima soddisfazione per il pilota del Lincolshire visibilmente emozionato e divertito al microfono di Chris Kinley. Alle sue spalle Michael Dunlop e Dean Harrison. Due indiscussi protagonisti, anche loro, di questa edizione.

Molto bene la partecipazione del nostro portacolori Davide Ansaldi, dopo il risultato positivo a Skerries chiude con un decimo posto nella gara B della Supersport. Questo risultato non può che far piacere, ancora una volta la caparbia premia. Bravo Davide!!

 

Questa edizione si è chiusa con tante emozioni. Sicuramente belle per l’omogeneità dei vincitori, delle sfide viste e l’imprevedibilità dei risultati, ma di fronte alla scomparsa di un pilota ci si può solo raccogliere in preghiera, in silenzio e rispettare i coinvolti.

Il primo giorno, lunedì, le prove sono state interrotte ad un paio d’ore dall’inizio ma solo nella mattinata di martedì, dopo essersi accertati di aver contattato la famiglia è giunta la notizia sulla scomparsa di David Jukes, 46-enne pilota di Douglas. Lo Stadium Corner, nel corso della gara B della 600 Supersport, è triste teatro della scomparsa del talentuoso 23-enne Mark Madsen-Mygdal. Infine all’Osborne’s un incidente durante la gara dei sidecars ha portato via Paul Thomas, 58-enne esperto passeggero con Nick Houghton.

Le parole in questi casi sembrano ricche di banalità, dette forse per esorcizzare le nostre paure più che rendere vero omaggio a chi ha dedicato tutto ad una passione. Le road races, purtroppo, vengono attaccate aspramente quando avvengono questi episodi; quando chi ne ignora l’esistenza decide di ergersi a paladino di “giustizia” e ne chiede la cancellazione. Questa sorta di crociata è stata intrapresa all’indomani della scomparsa di Matsu, è sembrata più “lieve” a conclusione della Southern100. Mi chiedo solo se debbano esistere morti di serie A e serie B. Per David, Mark e Paul non ci sono state foto strappalacrime dei “non-addetti”, foto profilo o dediche varie, ma neanche  crociate all’ultimo invio. Non voglio entrare nel merito, personalmente mi ritrovo a fare lo stesso appello già fatto a maggio, cercate sempre le classifiche complete, leggete i nomi fino in fondo, impariamo dagli inglesi e dagli irlandesi che rispettano tutti i piloti, dal primo all’ultimo classificato.

Le road races sono un mondo meraviglioso, una famiglia che non dimentica i suoi figli. Anche se fa male fare i conti con la cura realtà, anche se gli interrogativi si fanno ogni volta più pesanti e dolorosi, non smetterò di amare questo sport, non smetterò di ringraziarlo per gli insegnamenti che mi dona costantemente.

Dean Harrison in pole

Dean Harrison in pole

 

Davide Ansaldi pronto a partire per le prove

Davide Ansaldi pronto a partire per le prove

 

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