MOTOLOGY

DICIOTTO ANNI SENZA JOEY DUNLOP

DICIOTTO ANNI DA QUELLA GARA A TALLIN

Oggi sono diciotto anni che il mondo delle corse ricorda questa data con l’amaro in bocca.

Diciotto anni da quella gara, semi sconosciuta, a Tallin, in Estonia.

Tanto è trascorso da quando Joey Dunlop, la leggenda, anche se non sopportava questi appellativi, non è più tra noi.

Alcune persone, volenti o nolenti, vengono investite di ruoli, forse più grandi di loro, per il carattere che hanno, fin da subito. Non esiste pilota di corse su strada che alla domanda “a chi ti ispiri?” Non risponda “Joey Dunlop”. Si possono essere più nomi, ma state certi che questo le sentirete.

Il suo esordio al Tourist Trophy risale al 1976, tornò a casa con due repliche. La prima vittoria? L’anno successivo. Per sei anni di fila si aggiudicò la TT Formula 1 Race. Prese il via a 256 corse, girando sopra le 110mph, sempre. I TT a cui partecipò 98, 2 i Classic Manx GP.

Tutti ricordiamo il suo record di 26 vittorie, a queste aggiungiamo sette volte secondo ed altrettante volte terzo, un totale di quaranta volte sul podio.
Vinse per cinque volte il F1 World Championship.

Ma Joey Dunlop non è solo l’uomo dei record, non gli interessava, ciò che importava era salire in moto e divertirsi.
Molte foto o testimonianze lo raccontano in prima persona a lavorare sulla sua moto, o quella del fratello Robert (o viceversa) o di chiunque abbia provato a chiedergli aiuto.

Toccante il racconto che fa John McGuinness nella sua biografia.
Da ragazzino aveva riempito la sua camera di foto di Joey, quando nel 1982 ebbe l’opportunità di incontrarlo, mentre gli autografata una foto, John gli disse “Un giorno saremo insieme sul podio”. Questo avvenne nel 1997. I due divennero anche compagni di squadra.

Perché Joey Dunlop è una leggenda, ma sopratutto un esempio? Perché in pochi ricordano quando caricò il suo furgone di viveri, vestiario e generi di prima necessità e, da solo, partì alla volta dai Balcani, dove la guerra stava uccidendo innocenti.

Credo non basteranno libri interi per raccontare quanto amore circonda ancora adesso la sua figura, se i piloti si ispirano a lui per le sue imprese, noi “comuni mortali” isporiampci a lui per la persona che era.

Che rimpianto per me non aver potuto vedere Joey Dunlop correre.
Diciotto anni, manca come il primo giorno.

Credits Geoff Cannell e Stephen Davison.

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