MOTOLOGY

FOCUS ON BRUCE ANSTEY

BUON COMPLEANNO BRUCE ANSTEY

Nome Bruce Anstey
Nazionalità neozelandese
Luogo di nascita
Wellington, Nuova Zelanda
Data di nascita 24 aprile 1969 (49anni)

SPECIALITA’ CORSE SU STRADA

Parlare di corse su strada senza nominare Bruce Anstey sarebbe come visitare Roma ed ignorare il Colosseo o Piazza San Pietro.

Il suo debutto nel mondo delle due ruote risale al 26 dicembre 1990, sul tracciato cittadino del Cemetery Circuit a Whanganui, in Nuova Zelanda. (Negli ultimi anni molti piloti inglesi partecipano alla classica gara del boxing day, Santo Stefano).

L’esordio sul Mountain Course risale al 1996, in sella alla Yamaha 250, con la quale conclude 29° portando a casa la prima Bronze Replica.

L’anno successivo Anstey deve combattere un tumore che sembra voler interrompere i suoi sogni.. Le conseguenze delle cure a cui si sottopone gli lasciano una stanchezza cronica. Ma già nel 1998 torna a partecipare al TT, migliorando ancora i suoi risultati. Il primo podio è del 2000, sempre nella Lightweigth250 race, alle spalle del leggendario Joey Dunlop. Due anni dopo, sempre in questa categoria, la prima vittoria. (Nel 2001 il TT non si corse per via dell’influenza aviaria nda).

Da allora Anstey ha vinto un totale di dodici volte, salendo sul secondo gradino del podio per diciassette volte ed otto sul terzo. Nel corso della RST Superbike Race del 2014 ha fatto segnare il record di 132.298mph, record che gli vale adesso la terza velocità assoluta.

Nella sua lunga carriera sono da ricordare il periodo 2004-2010, quando ha corso con TAS Suzuki della famiglia Neill (l’attuale team Tyco). Dal 2010 il sodalizio con Honda, in particolare negli ultimi 6 anni con il team Padgett’s.
Il 31 dicembre del 2014 è diventato Membro Dell’ordine al Merito della Nuova Zelanda.


Bene, questa non è che una parte della carriera di Anstey, numerosi successi anche alla North West200 ed all’Ulster Grand Prix e al Classic TT.
Posso affermare con assoluta certezza che Bruce Anstey sia l’unico pilota per cui chiunque in paddock possa spendere solo parole positive.

Noi diremmo “si fa gli affari suoi”, con la raccomandazione però, che non si pensi ad un menefreghista. Semplicemente non si perde in chiacchiere e guarda sempre il suo operato.

Come detto le cure a cui si sottopose hanno lasciato questa stanchezza cronica, per cui se non ci sono impegni improrogabili preferisce dormire. Quando lo si incronta in paddock però è sempre disponibile, con il suo sorriso sincero, quasi meravigliato della gente che lo aspetta per un autografo o una foto insieme.

Personalmente ho due ricordi per i quali mi rendo conto di essere stata fortunata.

Nel 2016, la domenica mattina ero in giro in un paddock ancora dormiente ed ho sentito chiamare il mio nome, era Annie, la sua compagna che su Facebook aveva letto del mio scalo a Manchester ma non aveva visto se fossi arrivata. “Dopo passa da noi così prendiamo un tea insieme“, ovviamente ci siamo visti durante tutta la mia permanenza sull’isola.
L’altro episodio è successo al Classic TT, sotto il podio della classe Lightweight, ovviamente vinta da Bruce. Abbiamo scattato una foto insieme, poi mi hanno rimproverata perché, rispetto a maggio, mi hanno trovata dimagrita.. “Sei italiana mangia la pasta, quei dolci buonissimi, su!” Potete immaginare che non ho potuto fare altro che invitarli in Italia.

Qualche settimana la grande famiglia delle corse su strada è stata letteralmente investita dalla notizia, comunicata dalla stessa Annie sulle condizioni di salute di Bruce.
In questo momento quel male che aveva sconfitto 21 anni fa è tornato.

Nel giorno del suo compleanno, oltre agli auguri, aggiungiamo tutti i nostri pensieri positivi perché salga prestissimo sul gradino più alto del podio, che già una volta lo ha visto trionfare.
Buon compleanno Bruce Anstey.

Credits Andrea Hawley e Martyn Wilson per Pitlane Photography che ringraziamo

 


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