MOTOLOGY

La pioggia: alcuni piloti la odiano, altri la benedicono

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L’acqua, dei quattro elementi presenti in natura, è forse quello di cui il pianeta e l’essere umano, non possono proprio farne a meno.

La terra, altro elemento, ha bisogno di acqua per essere nutrita.

Il corpo umano, è composto dal 70% di acqua.

Se ci pensiamo, pure i veicoli a motore, necessitano di acqua, per raffreddare.

Eppure, nonostante questo elemento naturale sia di importanza vitale, non tutti gli individui lo apprezzano. Anzi, aggiungerei, ci sono persone che odiano l’acqua, per davvero!

Pensateci bene: l’avversione nei confronti della pioggia  è prettamente culturale. Sin da bambini, ci  insegnano che la brutta giornata”è quella in cui piove. Naturalmente, i giorni soleggiati, sono considerati, da tutti, come “belli”.

Il bello ed il brutto tempo. Anzi, il meteo amico ed il meteo avverso.

Tutto è relativo e, come sempre, dipende dal momento, dal clima, dalla necessità e, perchè no, anche dai talenti. Un agricoltore, per esempio, sarà solito cimentarsi nella danza della pioggia per avere terreni fertili e raccolti d’annata. Mentre le decisioni di  Giove Pluvio, sono quelle che più condizionano il mondo delle corse.

Ovviamente, tutti i corridori di auto e moto, interpretano la pioggia a modo proprio.

La nazione di origine, detiene un peso fondamentale. Ricordo, un Troy Bayliss, nato, cresciuto e svezzato motociclisticamente nella calda, soleggiata ed asciutta Gold Coast australiana, al debutto nel BSB in sella ad una Ducati, affermare: “Ah, questa è la pioggia…bella! Riuscirò a stare in piedi, o devo fare amicizia con le vie di fuga?”…

I piloti britannici, invece, trovano nelle giornate di pioggia le proprie abitudini, i propri istinti e, spesso, l’acqua, è per loro Santa ed Alleata.

La prima cosa che un pilota usa fare, la domenica mattina, dopo aver aperto gli occhi, è osservare il  cielo.

Alla vista della pioggia, in molti di loro nasce il timore, la paura. L’asfalto bagnato, nelle gare, rappresenta una delle condizioni più temute da quasi tutti i piloti; da quasi tutti, appunto. Ho visto corridori che, vedendo le nuvole “incontinenti”, iniziavano a ridere di gioia, poi, col tempo ne ho capito il motivo…questi piloti, sfavoriti dai pronostici, con mezzi meno competitivi, sanno perfettamente che la pioggia battente può essere un elemento di disturbo per chi la detesta, per chi ha meno sensibilità, per chi non osa rischiare.

Rischio e sensibilità– Queste sono le parole chiave.

“Datemi una gara bagnata, e posso farvi vedere quale sia il mio valore”.

Nelle corse, tutto ciò ha perfettamente senso. La pioggia, anzi, l’acqua, può piacere o meno, ma un pilota mai e poi mai si tirerà indietro. Magari navigherà, ma farà di tutto per rimanere in equilibrio, ed in pista.

L’acqua, nella vita comune, dovrebbe sostituire tutto l’alcool  che molte persone assumono prima di mettersi alla guida, nel traffico.

In strada, premi in palio, non ce ne sono.

 

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