MOTOLOGY

Bessie Stringfield: una biker, un mito!

bessie foto

Come annunciato nel nostro comunicato stampa, nella nuova trasmissione ‘Motology on The Route‘ daremo spazio anche a noi donne motocicliste o semplicemente appassionate di due ruote. Sempre maggiori le gentil donzelle che si affacciano a questo mondo prettamente maschile, e sempre più numerose in sella ai loro potenti mezzi sulle strade di tutto il mondo. Ma ci siamo mai chiesti le prime donne in sella alle due ruote quale fatica hanno fatto per farsi accettare?
Noi forse non la conosciamo o ne abbiamo sentito parlare molto poco, ma negli Stati Uniti, e in special modo tra le donne ‘biker’, Bessie Stringfield, è un mito: 66 anni di carriera motociclistica iniziata sul finire degli anni ’20, 48 gli stati americani percorsi in moto, 27 le Harley Davidson da lei possedute e molteplici le lotte contro i pregiudizi razziali.
Soprannominata ‘ The Motorcycle Queen of Miami’, Bessie è stata la prima donna afro-americana ad attraversare in solitaria gli Stati Uniti a bordo della sua moto, e durante la seconda guerra mondiale ha prestato servizio come corriere civile per l’US Army, portando documenti tra le basi dell’esercito nazionale. Durante i 4 anni che ha lavorato per l’esercito ha attraversato gli Stati Uniti per ben 8 volte.
Bessi nacque a Kingston in Jamaica nel 1911, ma i suoi genitori si trasferirono a Boston quiando lei era ancora giovane. Verrà addottata da una donna irlandese all’età di 5 anni in seguito alla prematura morte di entrambi i genitori. A 16 anni sale in sella alla sua prima moto e a 19 anni inizia ad attraversare gli Stati Uniti, il Brasile, Haiti e l’Europa guadagnandosi da vivere facendo spettacoli in moto durante le feste di carnevale. Non ha potuto partecipare ad alcuni eventi importanti per il suo sesso: “Non sei un uomo? Non ti puoi esibire” veniva così apostrofata. Durante i suoi viaggi le è stato negato spesso alloggio per via del colore della sua pelle per cui fù costretta a dormire spesso all’aperto nelle stazioni di servizio accanto alla sua moto.  Si è regolarmente scontrata con il razzismo anche durante i 4 anni in cui ha prestato servizio durante la seconda guerra mondiale ed è stata deliberatamente investita con la sua moto da un uomo bianco alla guida del suo camioncino mentre era nel sud degli Stati Uniti.
Negli anni ’50 si trasferì a Miami dove all’inizio venne fermata dalla polizia locale in quanto le donne ‘nigger’ non potevano guidare le moto ma in seguito anche grazie ai suoi spettacoli di abilità in sella alla sua due ruote ha destato l’attenzione della stampa e le è stato attribuito il soprannome di ‘ The Nigro Motorcycle Queen’, in seguito cambiato con ‘The Motorcycle Queen of Miami’, che le restò per tutto il resto della sua vita. Nel 1990 l’AMA le ha reso omaggio nell’inaugurazione della loro mostra ‘Heroes of Harley Davidson’ avendone lei possedute ben 27 nella sua vita. Bessie si spense nel 1993 all’età di 82 anni dopo una malattia cardiaca.
Nel 2000 l’AMA ha creato il ‘Bessie Stringfield Memorial Award’ per riconoscere il successo eccezionale di una donna motociclista ed è stata inserita nella ‘Motorcycle Hall of Fame’ nel 2002.
Lei è stato un esempio tangibile che altre donne possono interpretare lo spirito motociclistico a 360°, senza restrizioni di sesso, età, razza o disciplina.


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