MOTOLOGY

JEREZ GP : C’ERANO UNO SPAGNOLO, UN ITALIANO ED UN FRANCESE..

Uno fra i periodi più difficili ed assurdi della nostra vita sembra cominciare a vedere un po’ di luce.. ed anche se è poca, è qualcosa di comunque grande.
4 mesi dopo un GP del Qatar orfano della MotoGP, e che ha preceduto i vari lockdown europei, si è tornati in pista.

In una modalità ridotta – un paddock spoglio di addetti ai lavori e con ospiti azzzerati – ed in un circuito di Jerez caldo sotto il punto di vista della temperatura, ma freddo perchè vuoto, con totale assenza del pubblico.
Un circuito in cui i soli rumori sono quelli dei motori, in una condizione surreale.

Un piccolo passo in avanti, un riavvicinamento lento e controllato verso una realtà difficile da affrontare.. soprattutto quando si gira il mondo.

Il Motomondiale è tornato, e i nostri weekend sono tornati ad avere un senso.

In questa calda domenica di luglio, il circuito spagnolo di Jerez de la Frontera è stato cornice di tre belle gare.. che, sinceramente ci erano proprio mancate.

Il caso vuole che i vincitori siano stati proprio di tre nazionalità diverse, probabilmente tra le 3 più colpite dall’incubo del Covid19.. una visione troppo romantica?
Forse.. ma ogni tanto sono ammessi anche certi pensieri.

Il primo inno ad essere intonato è stato quello spagnolo, grazie alla vittoria di Albert Arenas in Moto3 durante la mattinata.
Una gara equilibrata e di strategia da parte del pilota del team Aspar, che sin da inizio gara è riuscito a rimanere nel gruppo di testa per poi affondare il colpo all’ultimo giro.
Per lo spagnolo, anche dopo mesi e mesi dopo la prima gara, è una nuova vittoria che lo pone saldamente a capo della classifica.
Una corsa in cui gli italiani si sono fatti notare più e più volte, ma per i quali il miglior risultato è stato quello di Tony Arbolino in terza posizione (bruciato sul finale da un ottimo Ogura).

In Moto2, invece, la meraviglia dell’inno rimbombante per l’intero circuito silenzioso è stata tutta per noi.
Luca Marini, dopo il disastro in Qatar, torna alla vittoria con apparente facilità.
In testa dal quarto al venunesimo giro, il ‘fratello d’arte’ regala una meravigliosa emozione a tutta la nostra nazione e a tutti gli appassionati.
Commovente l’abbraccio con il fratello al parco chiuso.. tra i pochi fortunati a poterlo fare.
Anche nella categoria “di mezzo” il podio conta un giapponese e uno spagnolo – Nagashima secondo e Martin terzo.

Ma l’aspettativa più alta era per la classe regina, fuori dalle corse in Qatar e al debutto in questo anno bisesto (e funesto!).
Poco prima del via viene fatto rispettare un minuto di silenzio sulla griglia di partenza – un pugno nello stomaco anche solo visto dalla tv.
Poi, dall’emozione si è passati subito all’adrealina pura.
Una gara che si sapeva potesse essere contesa fra ben pochi piloti, ma che mai ci saremmo immaginati così.
Quartararo parte dalla pole, ma allo spegnersi dei semafori ad avere la meglio è Vinales.
In pochi giri la situazione si ribalta, e Marquez in quattro giri passa in testa e commette il primo errore di giornata.
Un salvataggio “alla Marquez” con il gomito lo porta ad allungare nella ghiaia; riesce a salvare la situazione senza cadere, ma è portato a rientrare in pista quasi a fine classifica.
E mentre in testa la situazione diventa una lotta fra Vinales e Quartararo, il campione del mondo in carica inizia il suo ritorno sul gruppo di testa.
A 4 giri dalla fine Marquez torna idealmente sul podio, ma sbaglia di nuovo.
Questa volta, la fortuna non è dalla sua parte – un brutto highside che lo porta fuori dalla pista e dalla gara, e che invece lo spedisce diretto in ospedale.
Rottura dell’omero destro per il pilota di Honda, che molto probabilmente sarà operato martedì.
Durante tutto ciò, e mentre Marquez metteva in atto la sua solita meravigliosa ed incredibile remuntada, il francese di casa Petronas volava via.. verso la sua prima vittoria.
Venticinquesimo giro, bandiera a scacchi.. comincia a riecheggiare la Marsigliese nella testa di un Fabio Quartararo, alla sua prima vittoria in MotoGP, che non sa se ridere, piangere o fare tutto insieme. A 21 anni, con una sola vittoria in Moto2 e 7 poles position in MotoGP, il ragazzo di Nizza corona il primo “piccolo” sogno di ogni pilota.. ora tocca farlo in grande.
A fargli compagnia, in un podio distanziato e con festeggiamenti ridotti, Maverick Vinales e Andrea Dovizioso.

Il copione si ripeterà fra una settimana, sempre a Jerez.. per un altro piccolo passo di riavvicinamento a sogni e realtà.


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