MOTOLOGY

MUGELLO 2019 – EMOZIONI FORTI E LACRIME

Photo by Federica Merotto

Per riprendersi dal Mugello ci vuole qualche giorno – inizierei dicendo solamente questo.

Ed i motivi di questa affermazione sono molti: c’è chi si deve riprendere dalle numerose feste nelle notti sulle colline del circuito più bello del mondo, chi dalle notti in bianco passate in tenda con il caos massimo attorno, chi dal lungo viaggio (doveroso a prescindere) che lo ha portato fino alla meravigliosa culla Toscana.. ma soprattutto dalle emozioni forti.

Ebbene sì, soprattutto per noi italiani, riprendersi emotivamente dal Gran Premio d’Italia è difficile perché è un susseguirsi di attimi meravigliosi, di un senso di appartenenza a qualcosa di unico, di ricordi indelebili.

Già il solo fatto di scollinate, ed entrare a Scarperia, quel piccolo borgo che racchiude storie e magia, per poi dirigersi all’autodromo è fantastico.

Per non parlare dell’ingresso della zona prato nei vari punti del circuito: ognuno ha la sua chicca, le sue immagini storiche, i sorpassi più belli.. le staccate più esagerate.

San Donato, Arrabbiata,.. e Casanova Savelli.

Per quest’ultimo punto la sottoscritta ha un debole; l’ho sempre trovato il miglior spot del circuito per ampiezza di visuale, di spazio e per ciò che rappresenta.

La Casanova Savelli, quel posto che alla domenica mattina diventa un muro giallo in festa.. comunque vadano le cose.

Photo by Federica Merotto

I numeri delle presenze nell’intero weekend sono state leggermente più basse rispetto agli standard degli ultimi anni, 139.000 persone nei 3 giorni di GP (niente a che vedere con i numeri di 2015 e 2016), ma il calore non è mancato.

L’atmosfera era calda, caldissima.. ad aumentare la temperatura già alta a causa del bel tempo e se sole che ha accompagnato il Round in tutta la sua lunghezza.

Qualche episodio di fischio, stupido ed inutile come al solito, rincuorato però dal tifo immenso per tutti i nostri connazionali.. in tutte e tre le categorie.

Chi dice che il pubblico del Mugello è solo il pubblico di Rossi dice male – bastava esserci per poter sentire l’appoggio dato a Petrucci e Dovizioso durante la classe regina, ma anche quello per tutti i ragazzi delle due classi minori.

Anche con la caduta di Rossi, a differenza degli scorsi anni, il pubblico è rimasto presente fino alla fine a godersi una delle gare più belle degli ultimi anni.

Oltre alla vittoria meravigliosa di Tony Arbolino, al suo primo centro mondiale, e al podio di Lorenzo Dalla Porta in Moto3 ed al grande secondo posto di Luca Marini in Moto2, il bello del Mugello 2019 è stato il Gran Premio della MotoGP.

Con un Rossi in difficoltà, uscito di scena dopo pochi minuti di gara, hanno tenuto alto lo spettacolo i due piloti Ducati, Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci.

Entrambi, assieme a Marc Marquez ed altri protagonisti, hanno messo in scena il miglior spettacolo possibile per il proprio pubblico.

Una gara tirata, equilibrata e corretta che ha fatto rimanere estasiato il pubblico italiano fino alla fine.

E poi la vittoria di Danilo Petrucci, ciliegina sulla torta di un weekend bellissimo, che si è commosso e ha fatto commuovere tutti coloro che hanno vissuto il circuito domenica.

Un’emozione forte per un pilota determinato, buono e talentuoso.. condivisa a pieno con tutti i presenti.

L’invasione di pista e le note dell’Inno di Mameli che riecheggiano per la valle toscana.. in una cornice che più bella e perfetta non si può chiedere.

Per riprendersi dal Mugello non ci vuole qualche ora, è richiesta per forza qualche giornata, perché non c’è abbastanza tempo per metabolizzare ciò che si è vissuto.

Non è una frase retorica, ma davvero chi non c’è non può capire cosa si prova – e proprio per questo, continuo a invitare anche una persona esterna al mondo delle corse a vivere una giornata alternativa, ricca di passione e di unità.

Grazie Mugello, sei stato magico anche quest’anno.

Al prossimo anno.. ancora carichi di emozioni e pronti per viverle nuovamente.

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