MOTOLOGY

MotoGp: bella la prima gara con Marquez davanti a Rossi

marquez_win_qatar_2014

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Inizio di stagione illuminato e scintillante, con Miller vincente in Moto3, Rabat in Moto2 ed il Campione del Mondo Marc Marquez in MotoGP, dopo un duello all’ultimo sorpasso con Valentino Rossi.

Il breve ma intenso inverno, ci aveva offerto spunti su cui riflettere ed alimentare le solite “chiacchere da bar”, arricchite da cambi di casacca, esordi, stravolgimenti regolamentari, infortuni e guarigioni.

Come ormai da diversi anni, la “Prima” è stata disputata in notturna, nel circuito situato nel deserto del  Qatar, pista poco selettiva dal punto di vista tecnico, ma molto insidiosa a livello di grip, con un asfalto spesso sporco di sabbia  portata dal vento e traiettorie ideali poco gommate.

L’ormai famoso impianto di illuminazione artificiale, oltre a garantire una perfetta visibilità a corridori e pubblico in tv (in pista se ne vede davvero poco, l’unica tribuna esistente è situata di fronte al rettilineo dei box), regala una ambientazione da “Mille ed una notte”, degna serata di gala del Motomondiale 2014.

Nella classe Moto3,  i piloti della serie cadetta hanno dato vita ad una corsa in cui ha prevalso il giovane australiano Jack Miller, in sella alla KTM, la moto tuttora da battere, che ha preceduto per un soffio gli spagnoli Alex Marquez ed Efrem Vazquez, entrambi alla guida della nuovissima Honda marchiata, finalmente, HRC.

Il pilota australiano temeva un calo brusco delle gomme nel finale, invece, ha saputo sferrare l’attacco vincente proprio all’ultimo giro e, dopo la bandiera a scacchi, ha manifestato la propria gioia in tutti i modi, sbraitando, impennando e salutando ripetutamente il pubblico. Questo ragazzino promette bene, ed è un personaggio di assoluto rilievo.

Deludenti gli italiani che, dopo aver illuso in prova, si sono smarriti poi in gara, con Niccolò Antonelli giunto nono, Francesco Bagnaia decimo e Romano Fenati dodicesimo. La stagione è lunghissima ed i piccoli azzurrini sapranno sicuramente mettere in mostra il proprio talento.

Nella middle class, la Moto2, i pronostici erano a favore del catalano Esteve Rabat, nuovo pilota del team Marc VDS, il quale ha fedelmente rispettato le attese, vincendo alla grande una gara tiratissima per tutte le 20 tornate previste; il compagno di squadra finlandese Mika Kallio è giunto secondo, con lo svizzero Thomas Luthi terzo. In realtà, l’arrivo finale avrebbe raccontato della seconda piazza conquistata dal giapponese Nakagami, che è stato però squalificato in fase di verifiche tecniche per una presunta irregolarità al sistema di aspirazione della propria moto. Nelle interviste post-gara, un felice Tito Rabat ha confermato che sarà proprio il giapponese il rivale più ostico in questa stagione 2014, non a caso, sulla tuta del nipponico, appaiono la scritta Honda, oltre a potenti e munifici sponsor…

Ottima quinta posizione finale per Simone Corsi, unico italiano protagonista in Moto2.

La classe regina, è stata magnifica, dal primo all’ultimo istante. Dopo prove concitatissime, con ben 12 piloti racchiusi in un solo secondo, si pensava ad eventuali exploit in gara di qualche pilota in sella alle discutissime “Open”, invece, sono state le moto Factory  le protagoniste indiscusse.

Fuori Lorenzo per una scivolata per sua stessa ammissione: ”Da dilettante”, tre quarti di gara sono stati condotti dal tedesco Stefan Bradl, sulla Honda del team di Lucio Cecchinello, prima che scivolasse nella sabbia anch’egli, favorendo la lotta finale delle tre stelle: Marquez, Rossi e Pedrosa, con Alvaro Bautista a contendere il podio al piccolo spagnolo della Honda, dopo essersi sbarazzato della scomoda ed arrembante compagnia dell’inglese Bradley Smith su Yamaha, che ha concluso la propria prestazione nelle vie di fuga sabbiose del Qatar.

Ultimi tre giri infernali, con Bautista rotolante fuori pista ed il ragazzino numero 93 battagliante con il veterano numero 46, i quali si sono scambiati sorpassi e staccate come vorremmo sempre vedere, in ogni gara, in ogni competizione. Tra i due, vi è una differenza di età di 14 anni netti, ed un totale di 12 titoli mondiali conquistati, che aumenteranno di numero: i due assi incontrastati in Qatar, saranno i principali detentori al titolo MotoGP 2014.

Qualche miglioramento per la Ducati, non tanto per la quinta piazza siglata da Andrea Dovizioso, quanto per il distacco finale, leggermente superiore ai 12 secondi dal vincitore Marc Marquez.  L’inglese Crutchlow, invece, ha concluso la corsa con un passivo di 28 secondi, causato anche da problemi elettronici alla propria Desmosedici.

Aleix Espargarò ha confermato con un quarto posto finale di essere il miglio pilota delle moto Open; buona la gara del britannico Scott Redding, debuttante su Honda Open, che ha battuto gli esperti statunitensi Nicky Hayden e Colin Edwards, rispettivamente in sella ad Honda e Yamaha, anch’esse Open.

Per tutti gli altri piloti nelle retrovie, gara abbastanza buia, senza sprazzi di luce, nonostante l’impianto di illuminazione in Qatar, fosse il più luminoso ed efficiente al mondo.

Per Motology.it

Mirko The Mirk Colombi

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