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MOTOLOGY

Davide Tardozzi torna in Ducati

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Davide Tardozzi torna a collaborare con Ducati per occuparsi del coordinamento organizzativo e logistico del Ducati Team in MotoGP

“A volte ritornano”… Questo famoso ed antico detto popolare, calza a fagiolo, in molte situazioni della vita. 

L’addio, a volte necessario, definitivo e doloroso, può risultare momentaneo, ipocrita e fuori misura.

“A volte ritornano”, è anche ironico, improvviso, e può offrire grandi sorprese e novità.

Davide Tardozzi è tornato.

Da pilota, Davide Tardozzi, non ottenne grandissimi risultati in pista. Solo nel 1988, in sella alla Bimota YB4, riuscì ad avvicinarsi al titolo iridato SBK, il primo della storia, ma senza acciuffarlo, in favore dell’americano Fred Merkel, su Honda RC30.

Spogliatosi dalla tuta in pelle (con poche protezioni, all’epoca), Davide Tardozzi intraprese la carriera di Team Manager, in forza ad un Marchio  di grande prestigio, il Team Ducati Performance, che andava ad affiancare il Team Ducati ufficiale, già detentore di vari campionati,  capitanato da Virginio Ferrari, altro ex pilota e rivale dello stesso Tardozzi.

Nel 1998, nell’ultimo round SBK sul circuito giapponese di Sugo, erano 3 i piloti il lizza per il titolo di Campione: Aaron Slight su Honda HRC, Troy Corser e Carl Fogarty su Ducati ufficiali, ma di differenti team rivali.

Nel warm-up una strana caduta mise fuori dai giochi Corser che si ritrovò, sconsolato e dolorante, in clinica mobile, anziché sulla griglia di partenza.

Nelle due manche corse, Aaron Slight non riuscì a totalizzare piazzamenti decenti, tantomeno i punti necessari per aggiudicarsi la leadership, al contrario del già due volte campione Fogarty, che con un podio ed un buon piazzamento, in extremis, diventò Campione del Mondo Superbike per la terza volta in carriera.

Dopo quella gara seguirono polemiche e vicende cariche di tensione e colpi di scena e, nella stagione 1999, l’unico team ufficiale Ducati al via, fu condotto proprio da Davide Tardozzi

Lui e Fogarty, in coppia con Corser (strana la vita, eh?!) conquistarono sia il titolo piloti che quello costruttori, dominando in lungo ed in largo su tutti i circuiti del Mondiale.

Nel 2000 Fogarty si ritirò, in seguito al brutto infortunio patito a Phillip Island, nel secondo round della stagione. La gara fu vinta da Anthony Gobert su Bimota. (Strana la vita, eh?!)

Fogarty venne sostituito momentaneamente da piloti di diversa  caratura ed esperienza che collezionarono risultati ben al di sotto delle lecite aspettative.

Casualmente, in azienda, decisero di pescare un certo australiano che correva nel campionato AMA Superbike, per tutti sconosciuto, ma che, dopo due campionati vinti in Inghilterra ed una, clamorosa, pole position alla 200 Miglia di Daytona, aveva iniziato a far parlare bene di sè.

Quel pilota era Troy Bayliss che, dopo essere stato centrato ed atterrato ben due volte sul circuito di Sugo, in Giappone (strana la vita,eh?!), a Monza fece faville, ed in Germania vinse la sua prima gare Mondiale, ripetendosi in seguito in Inghilterra.

Bayliss fu ingaggiato per il 2001, stagione in cui diventò Campione del Mondo per la prima volta, su Ducatii 996.

Bayliss passò nel 2003 in MotoGP, mentre Davide Tardozzi, continuò a collezionare successi da Team Manager Ducati con James Toseland e Neil Hodgson, entrambi inglesi, entrambi alla guida della 999.

Nel 2006, Troy Bayliss tornò in SBK proprio con Tardozzi e la 999, vinse alla grande il campionato e, sempre sotto la sua “benedizione”, si aggiudicò, sbaragliando gli avversari,  l’ultima gara MotoGP corsasi a Valencia.

Risultato mai ottenuto prima dall’australiano che, in una intervista nel dopo gara, dichiarò che fu proprio la presenza di Davide Tardozzi nel box a rendere possibile questa sua impresa.

Nel 2008, con una Superbike nuova, la 1098, Bayliss e Tardozzi conquistarono un altro campionato Mondiale. Dopo questa affermazione, Bayliss si ritirò dalla competizioni, così Tardozzi, ancora Team Manager, si accaparrò il giapponese Noriuki Haga, ma nelle stagioni successive, essi non riuscirono a conquistare il titolo piloti, a favore di Ben Spies su Yamaha Max Biaggi su Aprilia.

Siamo alla fine del 2010 e Davide Tardozzi lasciò, dopo anni a successi, la Ducati SBK.Non mancarono le polemiche, anche in questo caso.

Si vociferate di un suo impiego nel team ufficiale in MotoGP, invece, lui parlò di ritiro definitivo con relativo addio alla casa bolognese.

Riapparve, a sorpresa, come team manager nella squadra BMW Superbike, con Troy Corser alla guida (strana la vita, eh?!), facendo evidenziare dei miglioramenti, pur senza vincere una gara, tantomeno un titolo iridato.

Forse, il suo cuore era ancor rosso.Come la Ducati.

Per qualche stagione, non si fece più vedere nei campi gara e, nessuno, parlò di lui…ma si sa, “A volte ritornano”, ed eccolo ingaggiato alla conduzione del Team Ducati MotoGP.

Davide Tardozzi riporterà direttamente a Paolo Ciabatti, Direttore Sportivo di Ducati Corse e Responsabile del Programma MotoGP Ducati, e ricoprirà il suo nuovo ruolo nel Ducati Team a partire dal prossimo test MotoGP di Sepang, previsto sul circuito malese dal 4 al 6 febbraio prossimi.

Strana la vita, eh?!

Mirko TheMirk Colombi

Nota: tutti i piloti citati nell’articolo fanno parte dell’esclusiva collezione SuperB Kentauros realizzata da Motology a marchio SBK. Un cofanetto con 33 card dei piloti che hanno fatto la storia del Mondiale Superbike; per acquisti o informazioni http://shop.motology.it/

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