MOTOLOGY

Misano:con la morte nel cuore

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Forse ha ragione Jorge Lorenzo quando dice che il giovane  Shoya Tomizawa “E’ morto facendo quello che più gli piaceva“; sarà pur una magra consolazione, ma in una giornata così funesta per il mondo del motociclismo, è pur sempre un debole spiraglio di luce al quale appigliarsi.

Solo una settimana fa, e proprio mentre andava in onda la gara della classe Moto2 del Motomondiale dall’ovale di Indianapolis, giungeva la tragica notizia della morte di Peter Lenz, 13 anni, causata da un violento scontro contro le protezioni del tracciato verificatosi durante il warm up lap del trofeo Moriwaki 250, gara di contorno che precede le 125cc.
Ma i motociclisti “non sono farmacisti” ha commentato, ieri, Giacomo Agostini per testimoniare che per quanto ci si possa sforzare nel testare soluzioni che garantiscano la massima sicurezza, quando corri pensi alla tua gara e non ai possibili, tragici incidenti come quello che ha coinvolto il giovane giapponese neanche ventenne e, ancora prima, il piccolo Peter.
“Bandiera rossa sì, bandiera rossa no” è la polemica che da ieri imperversa fra i media e fra gli addetti ai lavori, ma come ha espresso lo stesso Franco Unicini, ex campione del mondo e attuale responsabile della commissione di sicurezza dell’Irta, “Noi agiamo in base alle indicazioni del personale di soccorso in pista e se la pista è sgombra non c’è motivo di interrompere la gara con la bandiera rossa. Inoltre io stesso sono stato coinvolto in un incidente simile, nel 1993 ad Assen, ma fortunatamente sono qui, integro“.
Di diverso avviso due dei protagonisti della gara di ieri Jorge Lorenzo, giunto secondo, e l’idolo di casa Valentino Rossi, terzo ma al suo primo podio dopo l’incidente del Mugello, secondo i quali sarebbe stato più giusto esporre la bandiera rossa.

Nicky Hayden ha invece affermato che se fosse successo a lui avrebbe preferito che lo spettacolo fosse andato avanti, così come è stato ieri, mentre il vincitore della gara, Dani Pedrosa, era così sconvolto dalla notizia da non avere parole per commentare alcunché.

Una tragedia che ha messo in secondo piano lo spettacolo offerto dai piloti della Motogp e che conferma la casualità di una tragica data per Misano: il 5 settembre, giornata in cui nel 1993 un altro incidente funestò una ridente domenica di corse: la caduta di Wayne Rayney che ne uscì paralizzato.
Tragicità che Rossi ha così commentato: ” forse bisognerebbe cambiare data a questo Gp“.

Mentre ci uniamo alle più sentite condoglianze da esprimere alla famiglia, agli amici e al Team di Shoya, inviamo un caloroso abbraccio ad Alex De Angelis e Scott Redding, coinvolti nel drammatico incidente, ma assolutamente incolpevoli per il tragico epilogo.

LE DICHIARAZIONI DEL DOPO GARA

DANI PEDROSA
Posizione: 1   Tempo: 44″22.059
Non ci sono parole per esprimere quello che sento in questo momento; ero arrivato al parco chiuso felice per la vittoria, ma mi sono subito reso conto che l’atmosfera fra i miei meccanici era alquanto strana: erano tutti seri.
Con ancora il casco in testa mi hanno di     Tomizawa ed io non riuscivo neanche a reagire. E’ stato uno shock. Ho chiesto per tre volte se fosse vero perché non riuscivo a crederci. Sono cose tremende che non dovrebbero mai accadere. Di Shoya posso dire che fosse un ragazzo davvero divertente, sempre allegro e pronto alla battuta; come pilota, poi, si era guadagnato in poco tempo il rispetto di tutti: era molto veloce e coraggioso. Vorrei esprimere le mie condoglianze alla famiglia. Quando nasci la vita ti da l’opportunità di scegliere che cosa vuoi fare. Tomi ha scelto di fare il pilota e, in effetti, lo stava facendo nel migliore dei modi. Vorrei solo dire che probabilmente è stato felice di aver realizzato il suo sogno.
Per quanto riguarda la mia gara vorrei solo ringraziare il mio team per l’ottimo lavoro svolto. Onestamente, però, non riesco a pensare a null’altro in questo momento.

JORGE LORENZO
Posizione: 2   Tempo: +1.900
Non c’è molto da discutere di gara, in una giornata come questa. Sono partito bene, ma non ero in grado di tallonare Pedrosa. Il secondo posto va bene; non eravamo veloci a sufficienza per giocarci la vittoria, ma in termini di campionato è un risultato importante. Ad ogni gara il nostro obiettivo è il podio, anche se speriamo di migliorare ancora la M1. Mi spiace tantissimo per Shoya; era una brava persona, ed un bel pilota. Mi sento tristissimo; tutto quello che mi va, è esprimere quanto mi dispiaccia alla sua famiglia ed ai suoi amici. Quando succede una tale tragedia, null’altro interessa”.

VALENTINO ROSSI
Posizione: 3   Tempo: +3.183
Un grande risultato, per me. Non solo per il podio in sé, ma per come è stato ottenuto. Nella parte finale della gara ero piuttosto veloce. E’ la dimostrazione di quanto siamo riusciti a migliorare, visto che sono stato in grado di spingere fino all’ultimo. Abbiamo fatto un buon lavoro, questo weekend. Di fronte alla tristezza per ciò che è accaduto, tutto il resto vale però zero ed il risultato non conta. Mi dispiace per Shoya; era un gran bravo pilota, ma soprattutto molto simpatico. Era divertente, con il sorriso sempre sulle labbra. Aveva sempre parole belle per tutti. Era giovanissimo, con tutta una carriera davanti. Siamo tutti tristissimi“.

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