A Darfo Boario Terme la prima navetta autonoma italiana pensata per persone fragili. Cattaneo (Regione Lombardia): “Scoprii il team AIDA al circuito di Indianapolis, oggi vogliamo che l’Italia creda davvero nel potenziale della guida autonoma”

Che cosa collega il leggendario circuito di Indianapolis, patria della velocità, a una piccola città termale della Val Camonica? Apparentemente nulla. Eppure, è proprio da lì – da quel tempio dell’automobilismo – che parte una storia tutta italiana di innovazione, visione e orgoglio tecnologico.
Lo ha raccontato con chiarezza Raffaele Cattaneo, sottosegretario alle Relazioni internazionali di Regione Lombardia, intervenuto alla presentazione del progetto “Sharing for Caring”, tenutasi lo scorso 18 luglio a Darfo Boario Terme:
«Durante una missione istituzionale a Indianapolis ho scoperto che su quel circuito si tengono gare con auto a guida autonoma. E con grande sorpresa ho trovato tra i team partecipanti proprio quello del Politecnico di Milano. Non solo: era anche il team più titolato. Da lì è nato un senso di profondo orgoglio nazionale e una domanda: perché non puntare su questa tecnologia affinchè l’innovazione e le idee un pò “disruptive” siano alla base del cambiamento e del futuro del nostro Paese?».
Il risultato concreto di quella intuizione è stato visibile a tutti nel cuore del Parco delle Terme di Darfo dove una Fiat 500 elettrica 3+1 ha percorso in completa autonomia un tragitto cittadino, fermandosi lungo il percorso per caricare un passeggero anziano e accompagnarlo in farmacia.
L’auto non era telecomandata, né controllata manualmente: era in grado di guidarsi da sola, grazie a un sistema integrato di sensori, algoritmi di intelligenza artificiale e supervisione da remoto, sviluppato dal team del Politecnico di Milano. A bordo era presente, come richiesto dalla normativa vigente (DM 70/2018 “Smart Road”), un safety driver abilitato, pronto a intervenire in caso di necessità. Ma durante il test non ha mai toccato il volante né i pedali. L’intero tragitto è stato gestito autonomamente dal sistema di bordo.
Il progetto è firmato dal team AIDA – Artificial Intelligence Driving Autonomous, che nasce e si sviluppa nell’ambito del MOST – Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, il più grande polo italiano dedicato alla ricerca e sviluppo su mobilità avanzata e tecnologie per i trasporti. AIDA, peraltro, è l’unico progetto in Italia ad aver ottenuto dal Ministero dei Trasporti l’autorizzazione alla sperimentazione su strada di veicoli autonomi: un primato che certifica l’eccellenza della ricerca italiana.
Inclusione, sostenibilità e replicabilità
“Sharing for Caring” è pensato per offrire un servizio concreto di mobilità autonoma per anziani e persone con mobilità ridotta, in contesti urbani e semi-urbani dove il trasporto pubblico è carente o assente. Il progetto dimostra che la tecnologia può essere uno strumento di inclusione sociale, ed è stato sviluppato con il supporto di Fondazione Politecnico di Milano, Fondazione Ico Falck e Cisco Italia, che ha curato le soluzioni di connettività per il controllo da remoto.
«Mostriamo che la guida autonoma può essere non solo sicura e funzionale, ma anche replicabile su scala nazionale, soprattutto nei piccoli comuni dove l’infrastruttura pubblica è fragile. È un modello sostenibile, scalabile e di immediata utilità».
Ha dichiarato il prof. Sergio Savaresi, responsabile scientifico del progetto

Il design del veicolo, ispirato all’arte del Kintsugi giapponese, simboleggia proprio il messaggio del progetto: le fragilità non vanno nascoste, ma valorizzate come parte integrante della comunità.
Cattaneo: “L’Italia ha un ruolo da leader. Ma serve una risposta europea”
«L’Italia non deve limitarsi a inseguire, ma ambire a essere capofila nell’innovazione. Con MOST e il Politecnico stiamo dimostrando che è possibile. Ora però serve una cornice europea chiara e condivisa per la sperimentazione della guida autonoma. Non possiamo lasciare indietro chi è pronto a partire».
ha ribadito Cattaneo
Presente anche Simona Tironi, assessora lombarda all’Istruzione e Lavoro, che ha posto l’accento sulle ricadute occupazionali:
«Queste innovazioni sono vere leve per creare nuova occupazione qualificata. Dobbiamo accompagnarle con percorsi formativi adeguati, accessibili e proiettati al futuro».

Il centro MOST rappresenta oggi l’infrastruttura nazionale più avanzata per la trasformazione della mobilità in chiave sostenibile, autonoma e digitale. E AIDA è la sua punta più visibile, già pronta a viaggiare sulle strade.
A Darfo Boario Terme è partita una corsa che non riguarda solo l’efficienza tecnologica, ma anche la capacità del Paese di immaginare e costruire un modello di mobilità diverso, umano, sostenibile e intelligente.
L’Italia è già in pista. Tocca all’Unione Europea, ora, decidere se vuole essere al traguardo.
