MOTOLOGY

BMW S1000RR: rispettatela, sempre!

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In pista al Mugello con la sportiva di casa BMW e un tester d’eccezione: Alessandro Torcolacci

Che la BMW S1000RR fosse la massima espressione in chiave racing della Bmw Motorrad, era indubbio.

Quello che intendiamo testare oggi è, però, la sua capacità di regalare emozioni forti su una pista come il Mugello senza apportare alcuna modifica al modello in vendita presso le concessionarie BMW.

Per prima cosa posso dirvi che, una volta seduto sul mezzo, non posso fare a meno di notare che la sella originale è molto più comoda rispetto a quella in neoprene a cui sono abituato con la mia moto da corsa. Le misure studiate dagli ingegneri tedeschi rendono il confort di guida ottimale per tutte le taglie: il corpo del pilota è, infatti, inserito bene nella moto e la distanza tra pedane e sella e tra sella e semimanubri permette un buon controllo del mezzo sia nelle manovre da fermo che alle alte velocità.

In ogni caso, credo  che il suo habitat ideale sia la pista in quanto la vera forza di questa moto risiede nel suo cuore, ovvero nel suo potentissimo motore. Ma, come diceva una vecchia pubblicità, “la potenza è nulla senza il controllo” e, dunque, sarà per questo che la casa bavarese ha equipaggiato la S1000RR con una gestione elettronica di serie a dir poco esagerata. In poche parole hanno realizzato una moto che ha la potenza di un aereo supersonico e la facilità di guida di una utilitaria (finchè non si spinge al limite).

Sul tracciato del Mugello ho messo a dura prova il motore e la ciclistica di questa moto; vi racconto come è andata: dopo qualche giro di riscaldamento ho spinto forte in uscita di curva e in rettilineo per verificare quello che già sapevo: il propulsore BMW è fluido sin dai bassi regimi, ma è attorno ai 6000 giri indicati che inizia a spingere forte; la lancetta del contagiri sale e con lei il rumore del 4 cilindri in linea, ma la sorpresa vera arriva a 10000 giri quando il motore cambia completamente sound e si viene catapultati in avanti in modo così veloce e, allo stesso tempo, fluido che ha dell’incredibile. Nonostante il cambio di potenza sia sensibile l’erogazione rimane dolce, ma la spinta in avanti è così forte da mettere in confusione tutti i sensi. Fortunatamente il corpo umano è così perfetto che dopo un paio di accelerazioni brucianti si tara su un nuovo standard di prestazioni e, a quel punto, il godimento è garantito. La moto non impenna nè perde aderenza grazie ad un ottimo controllo elettronico che va ad agire sull’apertura della farfalla dell’acceleratore;  in poche parole se il pilota apre troppo il gas, ci pensa la centralina a decidere la giusta percentuale e questo si percepisce in sella solo grazie ad una spia sul cruscotto che indica l’intervento di questo dispositivo.

Il tutto è molto utile per la sicurezza, per la qualità di guida e per la tranquillità del pilota che sa di essere aiutato nel gestire una moto che ha una potenza davvero enorme, paragonabile ad una Superbike di qualche anno fa!

Casco dietro il cupolino, gas spalancato e il contagiri che indica 14000 giri: anche il lungo rettilineo del Mugello sembra corto quando si affronta con una BMW! Vi basti sapere che la velocità che ho raggiunto è di poco inferiore ai 300km/h, ma, al momento di frenare, mi rendo conto che tutto è sotto controllo grazie alle pinze Brembo di serie (che sono una garanzia) e grazie a tutto l’avantreno che in questa fase della guida è molto stabile. Anche se strutturato bene l’abs di Bmw non è poi così efficace in pista poiché gli spazi d’arresto aumentano rispetto al solito, ma è un sistema utilissimo in strada e in condizioni di pista bagnata.

La guidabilità è, dunque, molto facilitata dai controlli elettronici ma per divertirsi in moto e andare davvero forte è necessario avere una buona ciclistica e delle buone sospensioni. L’insieme telaio-forcellone creano una rigidità torsionale che trasmette un buon feeling, anche se l’agilità non è il punto forte di questa moto, c’è comunque da dire che la maneggevolezza è, tutto sommato, di buon livello.

Nelle esse veloci del Mugello per cambiare direzione c’è bisogno di forzare tanto su pedane e semimanubri per farle seguire la linea corretta, mentre nei curvoni d’appoggio la moto di serie è davvero stabile e precisa.

La taratura stradale delle sospensioni è un po’ morbida per essere usata in circuito, ma BMW fornisce tutti i dati per fare” l’assetto da pista” e, con quelle regolazioni, la moto diventa molto più efficace.

I PUNTI CHIAVE DEL TEST IN PISTA

Ricapitolando: in rettilineo la BMW S1000 RR non la supera nessuno. In frenata gli spazi d’arresto sono davvero ottimi,

in inserimento di curva si può spingere forte , in percorrenza segue molto bene la linea e in uscita di curva i controlli aiutano ad essere fluidi.

Tutto perfetto? Sì, a patto che vi prendiate un po’ di tempo per assestare le vostre percezioni perché con questa moto il limite delle prestazioni è stato spostato

molto in avanti e capire davvero come usarla senza spaventarsi troppo è roba da uomini senza paura.

IL CONSIGLIO DELL’ESPERTO

Il mio consiglio è quello di prendersela con calma per conoscerla bene e trattarla sempre come si tratta una donna con un carattere forte: con rispetto e decisione.

E ricordatevi una cosa: mettetegli subito 2 gomme in mescola se intendete usarla in pista!

by Alessandro Torcolacci

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