MOTOLOGY

DUCATI DIAVEL STRADA: MUSCLE BIKE

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Una sportiva travestita da touring e molto più ancora: una moto da provare!

Cruiser, sportiva, custom o naked? Difficile inquadrare l’ultima creazione di casa Ducati … forse bisognerebbe inventare la categoria Diavel, giusto per sottolineare l’unicità di questo mezzo. In ogni caso, presi da curiosità assoluta, abbiamo deciso di testare la variante da viaggio del poderoso modello made in Borgo Panigale. Ritiriamo, dunque, il Diavel Strada che, già a prima vista, differisce dalle sorelle per l’aggiunta di componenti e accessori dalla chiara ispirazione turistica come le borse laterali di serie dalla capacità di 41 litri e lo schienale posteriore con maniglie integrate destinato al passeggero. Tra le novità, che non mancheremo di apprezzare, un nuovo parabrezza per proteggersi dal vento, il manubrio allungato e con posizione più ravvicinata al pilota, una sella più imbottita e sagomata adatta per i lunghi viaggi e la presenza di manopole riscaldate che, viste le temperature riscontrate in prova, non abbiamo avuto modo di utilizzare. Altra novità sono il fanale e le frecce posteriori che abbandonano le classiche luci a led presenti sul modello standard e si ridisegnano per alloggiare al meglio la struttura metallica per borse e schienale.

Design

La componentistica Touring non cambia di tanto le linee del Diavel Strada che, anche con borse e schienale, mantiene un aspetto cruiser sportivo dove la muscolosità la fa da padrona. Di certo fa tanta scena lo spettacolare  pneumatico posteriore da 240mm creato appositamente da Pirelli per questo modello. Tanta fisicità non passa di certo inosservata e ce ne accorgiamo non solo ai semafori, ma ogni volta che posteggiamo gli oltre 200kg di moto: il Diavel piace e le domande su prestazioni e quant’altro si sprecano.

Prestazioni

Prendete una 1198 Superbike con motore Testastretta a 41°, portatelo a 11° , modificatelo nel diagramma di distribuzione  e otterrete  il poderoso 162 CV bicilindrico a L del Diavel con un’impressionante coppia da 94lb-ft (127.5Nm) e un controllo di erogazione affidato al Riding Mode in cui si integrano i sistemi Ride-by-Wire (RbW) e il DTC (Ducati Traction Control). Il sistema Ride by Wire introduce mappature diverse per regolare l’erogazione di potenza in base al controllo del gas da parte del pilota, mentre il DTC utilizza otto diversi livelli di interazione per massimizzare il controllo riducendo lo slittamento del retrotreno in fase di accelerazione spinta. Ciascuno di questi due sistemi può essere sottoposto a regolazione ad hoc all’interno delle tre modalità previste dai Riding Mode: Sport, Touring o Urban.

CITTA’

Potevamo forse mancare ad un Duca-aperitivo in città? Certo che no!  Cogliamo, dunque, l’occasione per provare il nostro Diavel in un traffico cittadino ormai in fase calante e, posizionando il Riding Mode in modalità Urban (100 CV), attraversiamo la città per raggiungere gli amici Ducatisti. Il lungo forcellone monobraccio in pressofusione d’alluminio garantisce ottima controllabilità del retrotreno e anche il monoammortizzatore posteriore Sachs fa il suo mestiere sia sui binari del tram sia sul pavé . Certo il taglio dei cavalli si sente, ma approfitteremo della modalità Sport in altre occasioni. In città la guida è agevole, il bicilindrico canta che è una meraviglia, ma, unica pecca, il motore scalda un pò.

AUTOSTRADA

Decidiamo di mettere alla prova il Diavel su strade più veloci di quelle cittadine e, dunque, pronti via si organizza un week end al mare. In questo caso il nostro Riding Mode è posizionato su Touring in modo tale che i cavalli siano più liberi di esprimersi. La velocità di crociera è tenuta senza problemi e, sorpresa, le borse laterali pur non essendo rigide non “ballano” e non infastidiscono la stabilità della moto. Ci piace il manubrio ravvicinato che aiuta senza dubbio nella guida e ci piace anche il cupolino a protezione dalle fresche folate di vento estivo. Viaggiamo di sera e, quindi, apprezziamo i led bianchi del quadro strumenti che ci informano, puntuali e ben visibili, sull’andamento della nostra Ducati. La modalità sport esprime appieno il carattere sportivo di questa “muscle bike” travestita da touring. Ogni tanto dobbiamo ricordarci, infatti, che abbiamo sotto il sedere una moto da 13 Kgm a 8.000 giri/min perché, mentre vai, quel diavolo del Diavel ti fa venir voglia di aprire il gas, ma forse non è nè il momento nè il posto giusto per farlo: c’è sempre un codice della strada da rispettare!

I TORNANTI

I tornanti della Serravalle sono un ottimo banco di prova per testare la stabilità in curva di un mezzo e, dobbiamo essere sinceri, il Diavel Strada passa ampiamente la prova. Certo il gommone posteriore è di grande aiuto in curva e la risposta in uscita è sempre pronta a patto che entriate decisi, altrimenti rischierete di accusare un pò il peso della moto. Per frenare gli oltre 200 kg del Diavel Strada, Ducati ha pensato bene di rivolgersi a Brembo che, con il suo impianto con pinze monoblocco all’anteriore azionate da una pompa freno radiale dotata di serbatoietto integrato in allumino e, al posteriore, pinza a due pistoncini, lavora decisamente bene. Come se non bastasse l’impianto frenante è anche dotato del sistema ABS Bosch-Brembo Ducati, a garanzia del controllo più totale del mezzo. Tornando ai tornanti della Serravalle la sensazione è quella di sentirsi mezzi piloti pronti alla piega talmente ridotte sono le sbavature e talmente buono il feeling con la moto sempre composta e pronta alla risposta.

IL PASSEGGERO

In autostrada il pilota preferirà avere il passeggero in posizione più avanzata, piuttosto che appoggiato allo schienale, ma nei percorsi urbani la sensazione di guida non cambia e la moto rimane sempre agevole e pronta alla risposta anche con “ospiti” alle spalle. Il nostro passeggero ha trovato comoda la seduta, così come la posizione delle gambe non intralciata dalla presenza delle borse laterali. Per concludere, il Diavel Strada è, a nostro avviso, una moto riconoscibile e unica a livello estetico; una moto che non tradisce il suo aspetto  muscoloso e che, nello stesso tempo, regala emozioni anche con il vestito da Touring bike. Il sound del bicilindrico Ducati è inconfondibile e apprezzabile, unica pecca riscontrata da pilota e passeggero è il calore: la temperatura del motore supera spesso i 100°, cosa che non infastidisce per nulla la moto, ma le gambe un pò si, bisogna pur dirlo.

Per il resto: fantastica! Da provare.

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