MOTOLOGY

Aprilia Tuono V4 R ABS: Superbike addicted

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San Martino del Lago (CR) – Tuoni, fulmini e saette. Sembra uno scherzo del destino, invece è la realtà.

Sulla pista di Cremona la presentazione della nuova Aprilia Tuono V4 R ABS è accompagnata da un meteo che non promette nulla di buono, anche se, ad onor del vero, all’orizzonte si scorge qualche sprazzo d’azzurro nel cielo. Lei è lì, pronta ad accompagnarci in pista e con i tecnici della Casa di Noale intenti a coccolarla e lucidarla. Il tempo di infilare la tuta e possiamo tuffarci nelle novità di questa evoluzione 2014, ultima versione di un modello che non necessita di presentazioni. La Aprilia Tuono V4 R è moto estrema, anzi, la più estrema delle naked: la sua prerogativa fondamentale è quella di saper fondere le qualità della superbike RSV4 con un design esclusivo e agguerrito, con un cupolino sgraziato e voluminoso che lascia in bella vista la meccanica ed il telaio. Del resto la Tuono è sempre stata così. O la ami o la odi, ma noi propendiamo decisamente per la prima ipotesi. Non corre dietro alle mode minimaliste del momento e non cerca di catturare le simpatie del pubblico con smaccate scopiazzature di altri modelli: è così, prendere o lasciare. L’ultima evoluzione è di questa moto si presenta nelle concessionarie nella sua edizione 2014 ancor più estrema e affilata, sempre più orientata alla guida sportiva e con una scheda tecnica capace di turbare i sogni degli appassionati dal polso pesante. I 170 cv di potenza della nuova Aprilia Tuono V4 R 2014 non dicono tutto. Sottopelle, e precisamente nella gestione elettronica APRC (Aprilia Performance Ride Control), la nuova Tuona si aggiorna con l’ultimo step evolutivo già conosciuto nel 2013 sulla sorella carenata RSV4 dalla quale deriva. L’introduzione del sistema ABS, le nuove pinze freno anteriori e alcuni aggiornamenti alla ciclistica e alla posizione di guida impreziosiscono ancor più un oggetto già di per sé esclusivo. Se cercate la sfida, fuori e dentro i cordoli, la nuova Aprilia Tuono V4 R è pronta ad assecondare ogni vostra pulsione sportiva.

I dettagli che fanno la differenza

l’ABS Bosch 9MP impostabile su tre livelli di intervento (e dal peso di soli 2 kg) e le  nuove pinze freno monoblocco Brembo M4.32 rappresentano le principali novità, alle quali si aggiungono un serbatoio riprofilato nella zona di intersezione con la sella (e dall’autonomia aumentata da 17 a18,5 L) per regalare un pizzico di comfort in più fuori dai circuiti. Per la ciclistica, da segnalare la nuova forcella Sachs a steli rovesciati di 43 mm, con le regolazioni dell’idraulica in compressione ed estensione separate “one by one”. Invariato invece l’ ammortizzatore, anch’esso Sachs, con “Piggy Back” incorporato, ovviamente corredato di tutte le possibilità di regolazione.  Il propulsore V4 a 65° è stato oggetto di alcuni interventi relativi alla ventilazione dei carter e alla riduzione degli attriti interni. Il risultato parla di un guadagno di 3 cavalli di potenza massima, ora 170 a 11.500 giri e 111,5 Nm di coppia a 9.500 giri. Rispetto all’unità adottata dalla sportiva carenata RSV4, il motore della Tuono R ABS perde una decina di cavalli, e si distingue per i cornetti di aspirazione di tipo fisso e più lunghi di 20 mm, le prime tre marce della trasmissione più corte, l’adozione di un volano dalla maggiore inerzia e un differente diagramma di distribuzione. L’insieme di queste modifiche ha avuto come obiettivo l’ottenimento di una maggiore regolarità del propulsore lungo tutto l’arco di erogazione.

Elettronica evoluta

La sofisticata gestione elettronica APRC (Aprilia Performance Ride Control), già presente sul modello 2013, è stata ulteriormente evoluta. Andrea Ricci Iamino, Responsabile Sistemi Elettrici ed Elettronici moto per il Gruppo Piaggio, spiega nel dettaglio le evoluzioni del sistema, che trae origine direttamente da quanto impiegato nelle competizioni Superbike e che comprende l’autocalibrazione della circonferenza dei pneumatici (quindi è possibile utilizzare qualsiasi tipo/marca di gomme) ed il controllo dell’impennata. Dopo aver debuttato nel 2011 sulla sportiva RSV4, l’APRC si integra con la gestione elettronica “full Ride by Wire” multimappa e, come già sulla versione 2013 della Tuono, beneficia di una taratura specifica per le esigenze del modello. Il pacchetto comprende: ATC (Aprilia Traction Control), AWC (Aprilia Wheelie Control), ALC (Aprilia Launch Control) e AQS (Aprilia Quick Shift), il tutto riparametrato e affinato con l’obiettivo di ottenere le massime performance in pista. L’unità ABS adotta una strategia d’intervento chiamata RLM (Rear wheel Lift-up Mitigation) che ha come obiettivo il contenimento del sollevamento della ruota motrice nelle staccate più violente. Totalmente disinseribile, il suo intervento è regolabile su tre livelli d’azione tramite il menu offerto dal joystick posto sul semimanubrio sinistro, da dove si variano tutti i parametri della gestione elettronica. Non è intuitivo ma ci si fa l’abitudine in fretta. Il primo livello (Track) è dedicato all’impiego in pista, agisce su entrambe le ruote e garantisce la massima prestazione possibile senza limitare nella guida. In questa configurazione l’RLM è disattivato. Il livello 2 (Sport) è dedicato alla guida sportiva su strada, agisce su entrambe le ruote ed è combinato con il sistema RLM. Il livello 3 (Rain) è dedicato invece alla guida su fondo con scarsa aderenza. Ognuna delle tre impostazioni dell’ ’ABS può essere combinata con una qualsiasi delle tre mappe del motore, Track, Sport e Road, per permettere agli utenti di trovare la migliore combinazione possibile in base al tracciato, alle condizioni guida oppure al livello di capacità.

La pista è il suo regno

Mappatura Rain inserita e la titubanza iniziale dettata dalle condizioni umide della pista scompare nel giro di poche curve: l’ultima evoluzione del sistema APRC garantisce un controllo assoluto, con un’erogazione dolce e lineare – la mappa motore più castrante taglia circa il 25% di potenza – e soprattutto una sensibilità esemplare del controllo della trazione, che però appare subito molto limitante. Passiamo rapidamente alla mappa Sport, che assicura piena potenza ma anche una risposta estremamente lineare del comando del gas, e cominciamo a divertirci sul serio. Con poco rassicuranti goccioline d’acqua sulla visiera e visibili pozzanghere sull’asfalto ti scopri a piegare ginocchio a terra come se nulla fosse, con l’acceleratore che si spalanca ogni curva sempre un istante prima, tanta è la sicurezza che infonde il Sistema. In uscita di curva senti che la centralina che “frena” leggermente il posteriore, in modo lineare, mai brusco ma certamente efficace. Il segreto è fidarsi, allentare il personale sensore di autoconservazione ed imparare a riporre fiducia nel cervellone elettronico, il quale scarica a terra solo ed esclusivamente la potenza che il pneumatico potrà gestire senza slittamenti. Incredibile! Con l’asciugarsi della pista eccoci finalmente con la mappa Track (full power) pronti ad aggredire l’asfalto. Degli 8 livelli disponibili per il controllo di trazione, selezionabili anche durante la guida tramite due pulsanti sul comando sinistro, scendiamo rapidamente fino al livello 2, quello più adatto al circuito ma che mantiene un certo livello conservativo. Gli altri, invece, risultano eccessivamente “castranti”, mentre il livello 1 è più adatto alle gare. Nella guida pensa a (quasi) tutto l’elettronica: al pilota resta il compito di individuare la migliore traiettoria e indirizzare l’avantreno, preoccupandosi solo di gestire l’accelerazione senza allargare la linea più redditizia. Il sistema APRC  dosa sapientemente i cavalli e il gioco sembra tremendamente facile. Solo che si va forte, ma forte davvero: con l’anti-wheeling sul livello 1 (le impostazioni 2 e 3 risultano troppo invasive) la spinta dirompente del motore viene calibrata alla perfezione, con piccoli alleggerimenti dell’avantreno nelle marce basse che però non arrivano mai ad inficiare le doti di accelerazione fuori dalle curve. Si avverte qualche oscillazione dello sterzo, nulla più, probabilmente dovuta all’assetto “intermedio” (una via di mezzo tra bagnato e asciutto) col quale prudentemente i tecnici Aprilia ci hanno consegnato la moto. La spia sul cruscotto è lì ad indicare quando la gestione elettronica interviene, sottolineando visivamente tutte le volte che la centralina si è fatta carico di impedire che ci mettessimo la moto “per cappello”, come si dice in gergo.  Sotto la spinta inesauribile del quattro cilindri a V, pronto e regolare fin dai regimi più bassi quando dirompente oltre i 10.000 giri (con limitatore poco oltre i 13.000) si snocciolano le marce in rapida sequenza, il tutto senza chiudere il gas o utilizzare la frizione. Ad ogni rapporto inserito equivale una spinta che sembra non finire mai, la quale ci proietta a oltre 250 km/h in fondo al rettilineo principale fino al riferimento per la frenata. Qui, in un lampo, ci aggrappiamo ai freni con tutta la forza possibile, scoprendo che l’ABS, precedentemente impostato nella mappatura meno invasiva, praticamente è come se non ci fosse, e ci lascia gestire a nostro piacimento la frenata senza allungare di un millimetro gli spazi di rallentamento. La potenza decelerante è talmente elevata da costringere il pilota a riparametrarsi giro dopo giro, scalando le marce in rapida successione con il contributo di un sistema antisaltellamento pressoché perfetto. Da qui in avanti, la Tuono V4R si produce in ingressi di curva così veloci da spiazzare, sulle prime, con in più una precisione dell’avantreno che regala al pilota la piacevole sensazione di poter fare praticamente di tutto. Dove la metti la Tuono V4 R sta, con un appoggio imperturbabile in curva e angoli di inclinazione ai limiti della fisica. 185 kg di peso (dichiarato, a secco) che si muovono con un’agilità disarmante da una curva all’altra, da una piega alla massima inclinazione fino al tornate seguente. La super-naked Aprilia non mette alla prova il pilota perché è una moto con un limite talmente tanto elevato tra i cordoli da rendere facile qualsiasi azione. Poco importa se la protezione aerodinamica “non pervenuta” fa si che in fondo al rettilineo sembra che la testa ti si stacchi dal collo: lei è così, estrema, per forza. Se si cerca la sfida, Aprilia Tuono V4 R è l’arma ideale, altrimenti passate ad altro.

Il consiglio di Leslie

L’ho scritto e lo ribadisco: la Aprilia Tuono V4 R Abs è una moto estrema sotto tutti i punti di vista. Non è coercitiva come una sportiva carenata e probabilmente vi permette anche qualche gita tranquilla, ma sarebbe un sacrilegio considerata la dotazione da vera Superbike. Il design anticonformista (è la classica moto che piace o non piace, senza vie di mezzo) e la ridicola posizione garantita al passeggero sono ulteriori, quanto inutili, conferme: prendete la Tuono e andateci in pista, oppure sui passi di montagna tutti curve e tornanti, dove sciropparvi centinaia di chilometri di pieghe in compagnia. Lì non ce ne sarà per nessuno, fidatevi!

I Punti chiave del test

La Tuono è una moto estremamente maneggevole e rapida nell’esecuzione dei comandi. Va da sé che la sua ciclistica affilata e la leggerezza dell’insieme talvolta manifestino qualche sbacchettamento in accelerazione, quando si spreme a fondo la potenza del motore dalle marce basse, o ancora delle lievi oscillazioni sul veloce, soprattutto se il pilota agisce con eccessiva forza per farle cambiare direzione. Si tratta di reazioni assolutamente prevedibili e che non arrivano mai ad inficiare le qualità dinamiche in termini di stabilità e precisione, ma i piloti meno esperti non è detto che apprezzino fino in fondo. Se siete già avvezzi alla pista e alle moto da corsa vere, nulla da temere: la Tuono V4 R è esattamente l’oggetto che fa per voi. Nel caso non abbiate tanta confidenza con questo tipo di moto conviene un approccio più conservativo, possibilmente sfruttando le molteplici possibilità di regolazione della gestione elettronica. Una mappa “Sport” con il controllo di trazione regolato su “5” rappresentano già un’impostazione sufficiente per divertirsi ovunque in totale sicurezza.

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