MOTOLOGY

GRAZIE DI TUTTO NICKY

Nicky Hayden è noto al mondo per aver vinto il mondiale della MotoGP nel 2006, battendo Valentino Rossi.

Ecco: chi scrive queste parole è una persona che, nel 2006 appunto, aveva 13 anni ed aveva scoperto il mondo del motomondiale da 3 anni scarsi.
Come tanti della mia età, e anche alcuni più “vecchi” di me, il motivo di tanto interesse era uno: una Yamaha con il 46 sul cupolino.
Ricordo bene due sensazioni da piccola adolescente, inesperta e ancora infantile, provate negli ultimi due appuntamenti stagionali.
La gioia infinita, l’esultanza senza eguali per lo strike Honda all’Estoril e il pianto disperato a Valencia.
Penserete: “beh, non c’è da farne un vanto”.. giusto, ma così è andata.
Tra le lacrime però, nei mesi di pausa che separavano il 2006 dal campionato dell’anno seguente, qualcosa era scattato in me.
Nicky Hayden aveva vinto sul mio campione.. meritatamente.
Una costanza incredibile, un pizzico di fortuna e quel sogno realizzato.. un sogno di un’intera famiglia, con devozione totale per il mondo dei motori.

E poi nei successivi anni ho avuto la possibilità di rendermi conto di chi fosse quel campione americano.
Ho visto migliaia di video, il programma dedicato a lui da Mtv USA, scaricato foto su foto.. Nicky, in poco tempo è entrato nel mio cuore, così in come tanti altri.
Un figo da paura in tutto e per tutto: uno sguardo da lottatore, un sorriso enorme.. bianco, perfetto e splendente come solo quello di un americano può essere. E l’accento, con quello slang, difficile da dimenticare.

Ha passato le sue sfighe senza mai arrendersi, non ha mai creato polemiche inutili, nè dato fastidio a nessuno.
Un ragazzo semplice e leale.. proprio per questo amato da tutti – piloti, appassionati, addetti ai lavori, sportivi.
E’ quell’ultimo campione del mondo americano in MotoGP che, dopo aver coronato il suo sogno, è stato capace di rimettersi in gioco in un altro campionato da cui tutto aveva avuto inizio, la Superbike, e vincere una gara con una moto non all’altezza del suo talento..per finire a commuoversi sul podio, sentendo il suo amato inno suonare.

Quella 13enne ora è diventata grande e, passo dopo passo, sta vivendo il suo sogno: scrivere, raccontare e incontrare i suoi eroi.
Quella 13enne, è da anni che ha capito il mondo di cui è innamorata è duro e difficile ( e pure bastardo) e che per quanto ci si possa provare, non si riesce a stare distaccati .
Quella 13enne, negli ultimi due anni, ha avuto la fortuna di incontrare uno dei piloti più unici che rari, osservandolo anche nella sua quotidianità con i tifosi, nella vita da circuito.. e oggi si sente la persona più fortunata del mondo.

Per una settimana ho sperato nel miracolo.. e per di più le immagini di pochi giorni prima ad Imola non riuscivano a distogliersi dalla mia testa.
Ho sperato di svegliarmi e capire che era solo un brutto sogno, ma così non è stato.
Da oggi, il mio cuore ha una crepa in più.

Grazie di tutto Kentucky Kid, per ciò che hai fatto in pista e per la persona d’oro che sei stato.
Non smettere mai di sorridere.

 

 

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