MOTOLOGY

INTERVISTA A TOM WEEDEN “SONO INNAMORATO DELLE ROAD RACE”

INTERVISTA AL VINCITORE DEL MANX GRAND PRIX 2016 AL SUO PRIMO TT

Tom Weeden, classe 1994 di Maidstone, ha esordito quest’anno al Tourist Trophy. Il suo nome non figurava però fra i newcomer, poiché Tom proviene dal Manx Grand Prix, che negli ultimi anni ha visto l’esordio di tanti talenti. Proprio l’anno scorso Tom ha impresso il suo nome sulla gara più importante, il Senior Manx Grand Prix, coronando un sogno iniziato quattro anni fa.

Ho incontrato Tom durante la settimana di prove, ero molto curiosa di vederlo all’opera, l’anno scorso sapevo che avrebbe potuto vincere (tant’è che tentai di intervistarlo già durante il TT del 2016, ma per quanto l’IOM sia “piccola” è facilissimo non trovarsi), così quest’anno non potevo tornare in Italia senza averlo intervistato. L’intervista è stata realizzata il pomeriggio del 1 giugno, quando già due giornate di prove erano state annullate causa meteo avverso. Quest’anno per Tom la Honda Supersport di Taylor Lindsey e la Honda Superbike del The Peoples Bike team, prima volta per lui in sella alla massima cilindrata. Ecco a voi la nostra chiacchierata, per la quale ringrazio innanzitutto Tom ed i miei amici David Birchall e Peter Bull per avermi presentato Tom.

Ciao Tom, finalmente è arrivato il tuo primo TT, anche se per te non si tratta della prima volta lungo il Mountian Course, dato che hai l’esperienza del Manx Grand Prix e l’anno scorso per te è stato grandioso. Facciamo un passo indietro, tu provieni dagli short circuit, come hai deciso di passare alle road race, Scarborough/MGP/North West200?
Ciao, beh ho iniziato nel BSB, nelle serie supporto (2009-2010 nella classe 125, 2011-2012 il campionato Triumph) e c’era un mio amico John Simpson, seguivo con lui il campionato europeo Superstock ed a quel tempo aveva già vinto al Manx. Parlando con lui mia diceva di far le road race “dai sono divertenti”, è irlandese dice sempre craic, mi ha convinto e così siamo andati ad Aberdeen Park. Mi sono innamorato di quell’atmosfera, delle persone, l’atmosfera che c’è nelle road race, lo sai guidare lì è da matti, ma c’è questo aspetto che riguarda l’atmosfera, nel paddock tutti ti vogliono parlare, non è politico come il BSB, il BSB lo è, mentre qui tutti sono gentili, tutti si divertono,guidano, si beve una birra. Quindi dopo Aberdeen Park è stata la volta di Scarborough, lo amo e nonostante una caduta (Tom la definisce “big smash”). Ad Aberdeen Park alla prima curva sono andato contro un albero, è stato nelle prove del venerdì, ed era due/tre settimane prima del mio primo Manx Grand Prix (il 2012 ), ho quindi pensato di non avere ancora la giusta mentalità. Siamo arrivati qui con pochi giri alle spalle, quindi ho partecipato al Manx GP per quattro anni, migliorando ogni volta e naturalmente volevo vincere,il Manx sarebbe stato la ciliegina sulla torta.

Credo che l’anno scorso tu sia arrivato al Manx pensando “voglio vincere”, più di chiunque altro.
Si, era il mio obiettivo, avrei potuto partecipare al TT già l’anno scorso ma non ho voluto, avevo un conto in sospeso con il Manx, volevo vincerlo, quindi sono tornato. Secondo nella prima gara, ero triste, ero al comando, avevo sempre questo numero 4 mentre Andy (Dudgeon) aveva il 3 e nella mia mente io dovevo prenderlo e incollarmi dietro di lui che mi precedeva di dieci secondi, ma quando sono andato ai pit al secondo giro lui poi era sparito ed io ho finito secondo, dietro di lui. Nella seconda gara era il mio momento, “voglio essere io” volevo la mia rivincita, ero dieci secondi dietro l’ultimo giro,ho pensato è il mio momento (lo definisce bloody time)

Com’è stato salire sul gradino più alto del podio?
(Nel rispondere a questa domanda gli occhi di Tom si illuminano, letteralmente e continuano a brillare tutto il tempo in cui risponde e ripensa a quella giornata così importante della sua carriera). È una sensazione unica, non ci potevo credere, quando ho preso la via che riporta in pitlane a fine gara, devi percorrere un po’ di Glencrutchery Road e vedevo chi nella folla si agitava urlando “hai vinto”. Non ci potevo credere perché l’ultima pitboard che avevo visto era al Gooseneck (25° miglio) e diceva che ero dietro Andy di tre secondi, quindi sapevo di avere una possibilità. Ci ho provato e poi sono arrivato davanti per meno di sette decimi alla media di 118.mph, per quattro giri, non avrei mai potuto immaginarlo, è da matti pensare quanto vicini eravamo.

Adesso c’è il problema del meteo, che somiglia tanto a quello che capita dal Manx, sei allenato.
Vero, somiglia al meteo che abbiamo avuto qualche anno fa, dopo il meteo dell’anno scorso sia al TT che al Manx speravamo fosse così anche quest’anno.

Tu sai già cosa voglia dire percorrere il Mountain Course, ma è la prima volta su una superbike, quindi si tratta di una sorta di esordio, è una sensazione paragonabile a quando sei stato newcomer?
Si lo è, ho fatto il Manx, ma adesso devo imparare il tracciato in sella alla big bike, mi sento a mio agio, serve solo più tempo sulla moto, fare il maggior numero possibile di giri, fino ad adesso sono stato molto consistente. Non voglio sapere come sarà il meteo se non è buono!

Quel giorno le prove sono state annullate, nel giro di un’ora infatti pioggia e nebbia si sono abbattute sull’Isola.

Il primo TT di Tom non è andato secondo i piani, nella superbike Race, la gara di apertura, Tom partiva con il 65° tempo, ma ha concluso in 33° posizione, guadagnando la sua prima Bronze replica! Purtroppo nel coso della Supersport race è stato vittima di una caduta a Brandywell che ha causato la frattura di tre vertebre della schiena (T7-T8-T9), più una frattura instabile di una vertebra cervicale. Tom ha subito dato aggiornamenti sulle sua condizioni in prima persona, postando selfie ancora dalla barella, il suo spirito non lo ha di certo scoraggiato, tant’è che da subito il pensiero è stato rivolto al rientro. Dopo due giorni in ospedale è ritornato in paddock, in questi giorni prosegue la sua riabilitazione, sempre sull’isola di Man, dove si sottopone quotidianamente a sessioni in camera iperbarica, per ancora sei settimane dovrà indossare il collare. L’obiettivo di Tom e ritornare in forma per partecipare al Classic TT a fine agosto.

Io ringrazio ancora Tom per la sue disponibilità, al momento gli faccio i miei migliori auguri di pronta guarigione, non vedo l’ora di poterlo rivedere in sella alla sua amata moto, potete seguirlo sulla sua pagina Facebook TOM WEEDEN #11 Racing.

Foto Martyn Wilson Pitlane Photography che ringraziamo

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply