MOTOLOGY

INTERVISTA A PAUL JORDAN DOPO IL SUO ESORDIO AL TT

La prima volta che ho sentito parlare di Paul Jordan è stato alla fine del TT 2012, da un post di William Dunlop, presa dalla curiosità ho cercato informazioni, per scoprire rapidamente che i due erano compagni di squadra nelle national irlandesi, categoria 125, nel team James Delaney/ Torque Tronix.

La carriera di Paul, classe 1991, è iniziata nel 2008 fra le fila del campionato inglese 125, a fine stagione si classificò terzo con due vittorie all’attivo; quinto la stagione successiva con un’altra vittoria.

La sua prima partecipazione alla North West200 risale al 2010, l’ultimo anno in cui era presente la classe 125; dal 2012 è iniziata l’esperienza nelle corse su strada irlandesi, la Cookstown100, la Tandragee100, Armoy Road Race e Dundrod150/Uster Grand Prix, sempre in sella alla 125.

Nel 2014 inizia a guidare anche la Supersport, i primi podi arrivano con la piccola cilindrata, ma ben figura anche con la 600cc. Nel 2015 vince il titolo irlandese della categoria 125cc e l’anno scorso centra, tra gli altri successi, un quarto posto sul tracciato dell’Ulster Grand Prix, facendo segnare il nuovo giro record in sella alla Ultralightweight, a Cookstown ad aprile era stato eletto man of the meeting.

Con un curriculum di questo tipo potete ben capire che la mia curiosità fosse a mille quando il 30 dicembre 2016 è stato annunciato il suo debutto al TT 2017.

Ero molto curiosa di vedere Paul lungo il Mountain Circuit e poter chiedere le prime impressioni dopo il primo “assaggio” del Mountain e così il mio primo giorno sull’Isola gli ho chiesto questa intervista, il meteo purtroppo ha avuto da ridire ed è stata realizzata solo nel pomeriggio di mercoledì 31 maggio.

Ciao Paul, prima di tutto come stai? Finalmente hai potuto effettuare il tuo primo giro al TT, sei contento?
Ciao, si e no. Abbiamo avuto un buon inizio, ero un po’ nervoso, pensavo dove mi trovassi sul tracciato e alla fine era finito. Ci siamo schierati di nuovo, il tempo di bere qualcosa ed ho potuto pensare davvero cosa stessi facendo e via per Bray Hill per un altro giro e questa volta si andava più veloce rispetto a prima. C’è stato un piccolo problema sulla moto, non ce lo aspettavamo, sono abbastanza contrariato perché sulla carta il giro dei newcomer era abbastanza buono, il mio non sembra, poteva essere migliore di quello che mi aspettavo.

Facciamo un passo indietro, quando hai capito che il tuo TT stava davvero iniziando? Ieri, quando sei arrivato sull’Isola o quando la tua domanda di iscrizione è stata accettata?
Sinceramente la settimana prima di arrivare qui ero molto nervoso, una volta qui no e poi sabato era tutto già pronto ed ho dovuto rimettere insieme i nervi, così come lunedì, ormai sapevo cosa aspettarmi, quindi ero molto più rilassato di quel che mi aspettassi.

Per partecipare al TT è necessario esser preparati fisicamente ma anche mentalmente, ti preoccupava questo secondo aspetto?
Sinceramente non ho pensato a questo. Ieri nelle prove ad ogni passaggio sapevo cosa ci sarebbe stato dopo e non c’è stato un solo istante in cui io abbia pensato dove fossi, ho sempre trovato molto facile concentrarmi e fino a ieri abbiamo ricevuto tutto il supporto quindi è stato facile.

Come ti sei sentito quando sei arrivato dopo il primo giro? Hai pensato “ce l’ho fatta!”?
Il giro con Milky (Richard Quayle) non è stato come mi aspettavo perché in fondo segui lui, segui chi è davanti. Quando sono andato da solo ero molto più rilassato, specie in prossimità di una curva, concentrato sulla traiettoria, seguendo lui non pensavo alla linea da seguire ma alla sua, ecco perché è stato meglio il secondo giro, ma primo da solo.  Mi sembra di aver perso del tempo nel giro dei newcomer, per me il primo giro al TT è il primo che ho fatto da solo. Seguendo Milky lui va veloce, noi cercavamo di riprenderlo, quindi rallentava o perché voleva lo facessimo noi, solo che eravamo più veloci, ho ricevuto più benefici una volta da solo che seguendo Milky.

È stato difficile lunedì sera dover rimandare ancora, su Facebook hai scritto “io volevo solo guidare la mia moto”.
Si, penso la frustrazione fosse dovuta al fatto che ero qui ormai da una settimana, tutto pronto sabato, ancora lunedì, pensavo –non ce la farò a far questa cosa!-, non sapevo più cosa fare in giro per il paddock, io volevo solo guidare.

Ma adesso sai cosa voglia dire guidare al TT, adesso fai parte della sua storia.
Il TT è qualcosa di grande per tutti noi, si in effetti e adesso aspetto di poter guidare ancora, se questa nebbia stesse lontana (nda quel pomeriggio poi si è effettuato un solo giro più uno guidati dai Marshall, mentre parlavamo la situazione non era delle migliori).

Guidi la Supersport del teamThe people’s bike, cosa significa per te sapere che c’è gente che non conosci che ti supporta, che sostiene il tuo TT?
Sicuramente c’è gente che ti supporta, che vuole che tu lo faccia e contemporaneamente parteciparvi ti apre molte porte,perché servono delle capacità e tutti vogliono farne parte ed il TT non è come Cookstown o Tandragee, anche se Cookstown viene trasmessa in tv e le persone possono guardarla, ma in una piccola area geografica, il TT invece è trasmesso in tutto il mondo, ho già incontrato un sacco di tedeschi, francesi, è una gran cosa. Qui ho visto una grande passione, anche l’altra sera quando ero con i marshall, erano tutti lì pronti e non interessava se piovesse e ci fosse fango, erano lì da un sacco di tempo ed andava bene così, fino alle 10 di sera, nessuno lo farebbe gratis e invece lo fanno.

Ultima domanda, sono curiosa, solitamente usi il 22 ha un significato?
No, è solo un numero, quando ho iniziato nel British Championship nel 2008 avevo il 61, poi nelle road race lo aveva John Walsh (quando ha iniziato a competere anche nella classe supersport nda), quindi ho scelto un altro numero, non ha significato e non ho superstizioni legate ai numeri.

Cosa ti auguri per i prossimi giorni?
(sospira e ride) Voglio solo migliorare i miei tempi, finire quello che ho iniziato e migliorare.

Il TT di Paul lo ha visto sabato 3 protagonista di una caduta che ha fatto preoccupare il paddock, si parlava nel pomeriggio di frattura del polso, fortunatamente non è stato così e lunedì Paul si è presentato al via della Monster Energy Supersport Race 1, conclusa con una media di 113.469mph e la prima Bronze replica della sua carriera. Non basta perché mercoledì pomeriggio Paul era al via della Bennetts Lightweights Race conclusa in diciannovesima posizione, alla media di 110.105mph ed un’altra Bronze replica per lui.

Che dire un esordio assolutamente positivo, considerando l’infortunio, non ci resta che continuare a seguirlo perché potete stare certi che sentiremo parlare ancora e ancora di lui.

Ringrazio moltissimo Paul per il tempo dedicatomi, ancora una volta ho conosciuto un ragazzo che nonostante la giovane età, nonostante abbia già un ottimo cv resta un ragazzo alla mano, con il quale poter scherzare anche se ci si è appena conosciuti.  Potete seguire Paul sulla sua Pagina Facebook Paul Jordan Racing, su Twitter e su Instagram.

Foto: Martyn Wilson Pitlane Photography che ringraziamo.

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