MOTOLOGY

TT LA MANIFESTAZIONE PIU’ IMPREVEDIBILE

Nel mondo delle competizioni, così come nella vita, le incognite sono sempre all’ordine del giorno. Viviamo un’epoca nella quale si cerca di programmare ogni istante della propria giornata, schiavi del calendario e del tempo, con l’illusione di poterlo dominare nei suoi aspetti “più banali”.

Dimentichiamo facilmente,  purtroppo, come in realtà non sempre ci sia concessa l’ultima parola. Il Tourist Trophy, più di ogni altra manifestazione sembra ricordarci questa nostra impotenza. La preparazione della moto richiede un lavoro ed un’esperienza praticamente unica nel suo genere, persino nell’ambito delle road races, che impone al pilota ed al suo team di non sottovalutare nulla ed allo stesso tempo saper “reagire” prontamente al cambiamento, perché è l’asfalto che giro dopo giro detta la propria legge ed influenza il comportamento moto-pneumatici-pilota. Chi pensa di poter “sparare zero” sui piloti (dal primo all’ultimo), seduto alla propria scrivania, forse farebbe meglio a cimentarsi nei solitari con le carte, per poter puntare il dito contro la propria persona.

Nelle ultime ore, o per meglio dire negli ultimi tre giorni, abbiamo puntato lo sguardo verso il cielo nella speranza di veder spuntare tra le nuvole il sole, per poter vedere i nostri eroi sfrecciare lungo Glencrutchery Road e dar veramente il via al TT 2017, perché un evento così comune, per lo meno per chi come me vive nella pianura padana, come la nebbia, può fermare l’evento più atteso in tutto il mondo.

Non lo so sedi fronte agli imprevisti che si presentano facciate riferimento ad una divinità, ad un disegno dell’universo, al “destino”, ciò che accade è però che tutti dobbiamo fare in modo di affrontare al meglio ciò che la vita ci mette di fronte. Perché il TT è questo: vita.

 

Credits: www.iomtt.com

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