MOTOLOGY

TT ZERO LA CLASSE CHE FA DISCUTERE

PENSIERI SULLE MOTO ELETTRICHE

Di tanto in tanto fra le pagine di Facebook mi capita di imbattermi in discussioni, spesso lapidarie che non ammettono molto dialogo, sulla “questione” se sia giusto o meno annoverare la vittoria della SES TT ZERO Race nel cv dei piloti (il più delle volte al centro di questa polemica si ritrova il solo John McGuinness,  come se Bruce Anstey e Michael Rutter non avessero mai vinto in questa categoria).
Le correnti di pensiero, nella fazione di chi “contrasta” sono principalmente due. La prima, molto lapidaria recita spesso “non si può considerare come una gara perché si compie un solo giro del Mountain Course“. Personalmente, rispondere a questa obiezione è molto semplice: esiste un regolamento, accuratamente studiato dagli organizzatori che tiene conto dei limiti tecnologici che questa, ancora nuova, tipologia di moto presenta. Fermarsi alla sola frase “è solo un giro” è molto riduttivo, dal momento che un giro al TT equivale a 60,606km, resto del parere che, nel momento in cui il regolamento viene stilato ed i costruttori lo accettano, inviando la propria adesione (ingaggiando piloti esperti) la polemica non ha più motivo di esistere. C’è chi prova a nascondersi dietro al dominio degli ultimi anni del team Mugen Shinden, un ramo del colosso Honda che si occupa proprio della ricerca e sviluppo nel mondo delle due ruote elettriche, ma da sempre tutti i costruttori – due o quattro ruote- utilizzano il campo delle corse per la ricerca e sviluppo di tecnologie approdate in seguito sul mercato a larga scala, quasi a voler accusare la casa giapponese di tagliar le gambe ai partecipanti. È vero, loro dispongono di un budget più ampio, ma guardando la classifica dell’anno scorso,  sul terzo gradino del podio c’era Daley Mathison, con il progetto dell’Università di Nottingham, così come da noi la galleria del vento del Politecnico di Milano è stata per molto tempo punto di riferimento per molti costruttori. Si tratta di un progetto che sta maturando nel tempo, con Daley è stato vinto il campionato europeo riservato alle moto elettriche (perché esiste! Si chiama MotoE Racing e si corre in cinque round, fatti di due gare per weekend e fra i tracciati che ospitano il campionato c’è anche Portimao) nel 2015 e 2016. La velocità media segnata al TT nel 2016 dalla loro moto è stata oltre le 98mph, è vero quasi 20mph in meno rispetto alla Mugen di Anstey,  ma comunque una media di tutto rispetto.

“Una moto elettrica non fa rumore”, nulla da obiettare, una melodia come quella del motore due tempi non ha eguali, il bicilindrico ha una sua voce che lo contraddistingue dagli altri, ma il progresso tecnologico è anche questo (non dimentichiamo che i motori due tempi sono stati banditi dalle competizioni mondiali per un discorso di inquinamento), la ricerca e lo sviluppo passa anche per l’elettrico.
Le seconda obiezione riguarda lo smaltimento delle batterie, “critica” mossa in passato anche da Guy Martin,  ma che non gli ha impedito nel 2015 di salire in sella alla Victory dell’infortunato William Dunlop, e di tornarci quest’anno,  in sella proprio alla blasonata Mugen. Dicevo il discorso smaltimento, si tratta di batterie al carbonio,  quindi è vero che nel momento dell’utilizzo non ci sono emissioni nell’aria, ma lo smaltimento delle batterie, una volta esaurito il ciclo vitale deve essere già previsto. Con una piccola parentesi, gli errori del passato sullo smaltimento delle scorie nucleari servono anche a questo, chiusa parentesi. Questa obiezione posso capirla di più (peccato sia la meno esposta), ma i reparti sviluppo servono a questo, si lavora in un interpolazione di dati che ha da una parte la voce prestazioni e consumi, dall’altra la ricerca delle soluzioni migliori a livello tecnologico-ambientale.
Nel chiudere questa riflessione delle 6 del mattino (grazie insonnia) vi lascio una frase letta ad Expo2015 nel padiglione dell’Irlanda e vi auguro di godervi qualsiasi gara, qualsiasi tipologia di propulsore alimenti le macchine (e ricordate che ad ingegneria meccanica macchina non vuol dire solo vettura a quattro ruote)

La terra che stiamo abitando non è la nostra terra,ricevuta dai nostri padri, ma un prestito da restituire ai nostri figli

 

Foto: http://www.mugen-power.com

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