MOTOLOGY

PRESENTATO IL TOURIST TROPHY 2017

SCHERMAGLIE A DISTANZA FRA HUTCHINSON E MICHAEL DUNLOP

La presentazione del Tourist Trophy 2017, avvenuta ieri sera nella splendida cornice di Villa Marina (Douglas) ha ufficialmente dato il via alla stagione di corse su strada.

Puntali come un orologio svizzero alle 21.00 italiane, dopo un countdown che richiama l’atmosfera che si respira nelle due settimane “attention paddock attention paddock…” è iniziata la serata. L’edizione di quest’anno avviene 110 anni dopo la prima edizione, non sono mancati dunque alcune delle tappe che hanno fatto la storia di questa corsa leggendaria.

1907 Si corre la prima edizione del Tourist Trophy lungo il tracciato i Saint John.

1914 L’edizione viene annullata a causa della Prima Guerra Mondiale

1923 Stanley Woods conquista la prima vittoria al TT,  dell dieci in carriera.

1949 Il Tourist Trophy viene ammesso come tappa del FIM Motorcycle World Championships (con la denominazione British Grand Prix)

1950 Geoff Duke vince la prima delle cinque vittorie al TT

1957 Bob McIntyre gira oltre le 100moh (su Gilera nda)

1961 Mike Hailwood entra nella storia: primo pilota a vincere tre fare in una settimana

1972 Giacomo Agostini conquista la decima ed ultima vittoria al Tourist Trophy

1978 Mike Hailwood fra il suo rientro dopo il ritiro, mentre Pat Hennen è il primo pilota a girare sotto i venti minuti

1974 Mike Hailwood vince per la quattordicesima ed ultima volta al Tourist Trophy

1981 La Honda compie la Black Protest e schiera piloti e moto in nero, senza sponsor

1987 Steve Hislop vince la prima delle undici gare in carriera al TT

1992 Norton torna a vincere al TT grazie a Steve Hislop, l’ultima vittoria risaliva al 1961

1996 Phillip McCallen è il primo pilota nella storia a vincere quattro gare in una settimana

2000 Joey Dunlop vince per la ventiseiesima volta al TT, mentre David Jefferies fa suo il record del giro sopra le 125mph

2003 il TT perde David Jefferies, il suo compagno di squadra Adrian Archibald vince due emozionanti gare per il team TAS Tacing

2007 il Tourist Trophy festeggia i suoi 100 anni e John McGuinness segna il record del giro oltre le 130mph.

2010 Ian Hutchinson è il primo pilota nella storia a vincere 5gare in una settimana

2015 John McGuinness vince per la ventitreesima volta al TT

2016 Michael Dunlop fa la storia, gira sotto i diciassette minuti nella gara di apertura, non contento fa ancora meglio nella Senior Race e conquista la tredicesima vittoria in carriera, mentre Hutchinson eguaglia il record di Hailwood conquistando la quattordicesima vittoria ed abbattendo il muro delle 133mph

110 ANNI PER FARLO

È questa emblematica frase, che racchiude tutto lo spirito di questa corsa che accoglie Matt Roberts (noto al pubblico inglese per essere il conduttore sia del British Superbike che del WSBK) e Steve Plater (vincitore al TT)

Un breve filmato che riassume i momenti salienti dell’edizione 2016, che si conclude con un motto altrettanto rappresentativo “LIVE IT, BREATH IT, LOVE TT” (VIVILO, RESPIRALO, AMA IL tt) e si dedica un momento per ricordare la straordinaria figura di John Surteers CBE che ci ha lasciati la settimana scorsa.

Si inizia subito con una presenza che conta: Ian Hutchinson, l’atmosfera è sempre rilassata, si trova il tempo di scherzare sul fatto sia solo sul divano, parla subito della stagione che si appresta ad iniziare. Per lui nessun cambiamento di team, né per le big bike né per la Supersport “entrambi sanno darmi cosa cerco non avevo motivo di cambiare, l’unica cosa da fare a questo punto per poter vincere era cambiare gomme, così ho fatto e correrò con le Dunlop, quando vinci quattordici volte non importa se ci sono gare in cui arrivi secondo”. Nessun test a Donington Park mercoledì, date le condizioni meteo, prederà il via al primo round del BSB, nella categoria Stock1000, per quel che riguarda la Supersport si avvale dell’aiuto di Tarran Mackenzie (campione British Supersport incarica nda) che avrà modo di provare la R6 anche in Spagna. Inevitabile l’accenno alla polemica della passata edizione con Michael Dunlop, in seguito della squalifica di quest’ultimo nella gara 2 Supersport (che gli ha tolto la possibilità di eguagliare il record di Hailwood “consegnandolo” proprio ad Hutchy), sempre molto pragmatico The Bingley Bullett commenta “quanto successo è andato oltre i limiti per qualcuno”.

Tocca quindi ad un duo Kawasaki (solo nel marchio però): salgono sul palco Dean Harrison, come ricordato da Roberts va tanto veloce in pista quanto parla veloce e James Hillier (il quinto pilota più veloce di sempre al TT). Nessun cambiamento per Harrison, che elogia il lavoro fatto nella passata stagione, felice di poter proseguire, soprattutto consapevole di potersi migliorare ancora. Nessun cambiamento anche per Hillier che prosegue il sodalizio con il team di Pete Extance, James spiega che quest’anno non correrà nella classe Lightweight (che lo ha visto vincitore nel 2013) poiché vuole vincere con la massima cilindrata, le tre moto (Sbk, Supersport e Lightweight) richiedono diversi stili di guida, oltre a sottrarre tempo e concentrazione, per questo motivo ha dovuto sacrificare una classe. Discorso analogo per Harrison, vincitore nel 2014, il quale prenderà parte ai primi round del BSB (Donington Park, Brands Hatch Indy e Oulton Park) nella classe Stock1000.

È ancora un duo Kawasaki a salire sul palco, questa volta si tratta di due compagni di squadra Ivan Lintin, che prosegue il lavoro con il team RC Express di Ben Constable e Steve Mercer. Per Lintin, vincitore delle ultime due edizioni nella classe Lightweight, l’obiettivo di quest’anno sono le 130mph, la massima cilindrata la categoria alla quale indirizzerà il suo lavoro. Mercer, da sempre impegnato nelle gare endurance racconta come una 24 ore, che si corre alle 3 del mattino e 2°C possa temprare i piloti e far sembrare durare solo 5 minuti un giro lungo il Mountain Course, che di giri ne dura 17. Molto bello da parte sua anche il ringraziamento ai ragazzi del team, fra tutti Danny Horne (noto per esser stato in passato il meccanico di Guy Martin).

Tocca quindi a due coppie dei sidercar: John Holden e Lee Cain, suo nuovo passeggero e a Dave Molynoux e Dan Sayle. Presto uscirà il film dedicato a questa straordinaria categoria, che si chiama “3 wheels”.

È il momento di un’altra coppia, sempre molto apprezzata che l’anno scorso venne così apostrofata da Steve Parrish “sembrate un’impresa di pulizie”, salgono sul palco Gary Johnson (due volte vincitore al TT) e Lee Johnston (il quattordicesimo pilota più veloce al TT. Inevitabilmente si ironizza sull’altezza di Lee, che seduto composto ha difficoltà a metter i piedi per terra, atmosfera molto rilassata. Gaz spiega come quest’ultimo anno pieno di cambiamenti nella sua vita nella sfera privata si sia riflesso anche nel mondo delle gare, che lo ha portato a decidere di partecipare con un suo team, selezionando i meccanici e rendendolo partecipe in prima persona. Sicuramente sarà in sella ad un Triumph, ha acquistato proprio la moto che è stata di Lee fino alla passata stagione, nessuna notizia ancora per la massima categoria. Lee invece, dopo il ritiro delle competizioni del team East Coast Racing approda nel team Lee Jackson e torna in sella alla Honda, mentre per la classe Lightweight vestirà i colori del team di Ryan Farquar, che sostengono la raccolta fondi per l’eliambulanza nel Nord Irlanda. Non è mancato l’applauso per l’impegno che Lee ha dimostrato negli ultimi anni con la sua associazione F13k Cancer, che nel primo anno ha raccolto 55.000£, devoluti all’Istituto di Ricerca e Sostegno alla lotta per i tumori Marie Curie. Lee si è inoltre preso le responsabilità dei risultati della passata edizione, per quest’anno la sua Sbk è quella utilizzata da Nicky Hayden nella passata stagione, con la quale ha trovato subito un ottimo feeling nei test in Spagna della settimana passata.

È il momento di tre giovani piloti che si apprestano a debuttare all’Isola Di Man: Joe Thompson, sarà il più giovane di sempre, proviene dal BSB ed ha come mentore niente meno che un pilota esperto quale Ian Lougher, come ovvio parla di un sogno che diventa realtà. Alla domanda di Plater “chi è il tuo mito?” risponde “ad esser sinceri sei tu- salvo scoppiare a ridere- no scherzo è Joey (Dunlop nda)” Adam McLean non è un nome nuovo per l’ambiente road racing, è infatti il campione in carica nella classe 125/Moto 3 e con i colori del team MSS Kawasaki prenderà parte alle due gare della classe Supersport, mentre per il team MJ Parlmer/Hanna Permormance prenderà il via della classe Lightweight, un importante tassello per il ventenne che, ispirato anche lui dalle gesta dell’indimenticato Joey anticipa il suo debutto sul Mountain Course. Il terzo debuttante è Paul Jordan, anch’egli nome noto nelle National irlandesi, ma anche nelle file della North West200, con una top 15 e dell’Ulster Grand Prix con un quarto posto nella classe Supertwin. Un tassello importante anche per lui.

È il momento del pilota che tutti aspettano, John McGuinness. Come sempre il ventitre volte vincitore al TT intrattiene a modo suo e lo fa presentandosi sul palco con un bicchiere di birra (diciamolo chi avrebbe da ridire qualcosa a John McGuinness? Io no di certo!). subito scherza notando che il suo microfono riporta il numero 4 “ma questo è di Hutchinson”, la conversazione verte sulla nuova moto, che avrà modo di provare settimana prossima in Spagna, anche se le prime impressioni sono ottime. Domanda inevitabile sul suo nuovo compagno di squadra (Guy Martin) “Mi è stato detto la mattina dell’annuncio, non me lo aspettavo proprio. Ho parlato con lui è veramente un bravo ragazzo, certo è convinto che il suo cane comunichi con lui, in questo momento starà lavorando su qualche Scania. Certo che io ho avuto un sacco di compagni di squadra forti Joey (Dunlop) David (Jefferies), tu Steve (Plater), Bruce, Conor e adesso Guy mica male. Quest’anno non ho voluto il numero 1, voglio qualcuno da inseguire questa volta. Mi diverto ancora correre ma se dovessi vincere tre gare (ed eguagliare il record di Joey Duinlop nda) mi ritirerei, certo non sarebbe facile ma lo farei”.

Da una presenza importante, che fa parte della storia del Tourist Trophy, si passa a due piloti locali: Dan Kneen, che quest’anno veste i colori del team Penz13.com, al suo rientro dopo l’infortunio dell’anno scorso alla vigilia della North West200,che lo ha obbligato a saltare l’appuntamento di casa. “Il primo feeling con la moto – avvenuto in Spagna, è stato molto buono – certo si può pensare a qualche difficoltà di comunicazione con un team tedesco ma finché non si hanno problemi con  la birra e le salsicce tedesche va tutto bene”. Conor Cummins ha confermato ufficialmente il rinnovo con il team Padgetts “l’accordo lo abbiamo trovato qualche mese fa, ma abbiamo preferito aspettare per dirlo, è un team famigliare d è quello che fa per me”, alla domanda di Plater “quando ti vedrò sul gradino più alto del podio” risponde “mi auguro quest’anno”. Conferma che il prossimo novembre sposerà la sua bella e dolce fidanzata Dannielle, che lo segue anche nella sua avventura con la Cooffee Mann.

Sale sul palco un altro duo che corre con BMW: Michael Rutter e Peter Hickman, l’atmosfera è rilassata, riprova del fatto che The Blade e Plater si mettano a discutere di acconciature… per lui non è il ritorno con BMW, quanto l’accordo che, nella classe Lightweight lo vedrà in sella all’italiana Paton(con l quale andò a podio due anni fa). Per Hicky quest’anno ritorno in sella alla moto tedesca, mentre nella classe Supersport avrà a disposizione la Triumph, già portata alal vittoria da Gary Johnson e sul podio da Guy Martin, con i mitici colori della Trooper Beer (la birra degli Iron Maiden).

È il momento di ospitare sul palco i portacolori Norton, ancora una volta due piloti australiano David Joshnson e Josh Brookes. Davo quest’anno sarà il primo a lanciarsi verso Bray Hill, visibilmente emozionato al pensiero “fa paura” commento, si è visto premiato per gli sforzi compiuti nelle ultime edizioni. Ritorno al TT per Brookes, costretto a saltare le ultime 2 edizioni per volere del precedente team racconta di quando è stato sull’Isola di Man la prima volta “il team mi aveva detto, vieni a vedere sei nostro ospite, si fa festa, ho subito pensato ci sto! Una volta arrivato sono rimasto affascinato ed ho capito che si trattava del mio posto ed ho fatto di tutto per esserci. Al momento prenderò parte alle gare Superbike e Senior, ma il mio team del BSB possiede una Stock e sembrano interessati all’idea, sto cercando di convincerli, speriamo di trovare anche una supersport”.

Momento dedicato ancora ai sidecars, con i fratelli Tom e Ben Birchall.

La serata sta per giungere al termine con il suo ultimo ospite sul palco: Michael Dunlop, atteso da tutti. Come sempre arriva con il suo fare scanzonato e come sempre non si risparmia in battute e frecciatine. Scherza perché indossa il cappello di Carl Cox, i cui colori compariranno nella classe Stock100 e Supersport, che gli ha detto di indossarlo per gli sponsor. Subito il discorso verte sulla nuova moto, la GSX-R1000, descritta in maniera positiva, specie pensando com’è andata a finire l’ultima volta che si è approcciato ad una moto nuova (nel 2015 dopo de gironi di prove al TT rescisse il contratto con il team Milwaukee Yamaha e la nuovissima R1 per tornare in sella alla BMW), sarà la sua prima volta (seria) in sella alla Supertwin, è lo farà per lo storico team McAdoo. Molto toccante il ricordo che rivolge a suo padre, mentre Plater gli fa notare che a differenza sua e di molti piloti, nel suo curriculum manca il campionato un titolo di campione inglese negli short circuit. Come sempre non mancano le battute sulla sua forma fisica, il titolare di una palestra ha provato a convincerlo ad iscriversi, gli ha risposto “si e tu vieni nel mio garage ti faccio vedere”… non manca una frecciatina pungente “qualcuno dovrebbe ringraziare che non ci sia io sulla sua moto”, le ipotesi sono due, ma personalmente non mi interessa approfondire il discorso, lasciamo che siano i risultati a parlare.

Questo è tutto, non resta che aspettare il 28 maggio quando inizieranno le prime prove, i newcomer avranno il primo assaggio del Mountain Course e le due settimane più adrenaliniche della stagione avranno inizio. Per chi volesse rivedere la serata, trovate qui il link.

 

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