MOTOLOGY

CI MANCHERAI WILLIAM DUNLOP

IL NOSTRO SALUTO A WILLIAM DUNLOP

Non faccio che ripetere, sussurrare, pensare “William Dunlop”, ma la mia mente si rifiuta di proseguire, di mettere a fuoco e accettare cosa è successo. Ciò che mi accingo a fare.

Ieri, in una splendente giornata di sole estivo, dal tracciato della Skerries100, la notizia che nessuno di noi avrebbe mai pensato di ricevere. William Dunlop adesso corre in cielo.

Non so da dove iniziare per celebrare la sua vita.

Maggiore dei fratelli, con lo stesso amore per le road race trasmessogli dal padre Robert e che a sua volta ha contribuito a trasmettere al fratello Michael. Un amore che ha richiesto il sacrificio più grande, già dieci anni fa e adesso…

Attraverso gli occhi di Michael abbiamo scoperto, leggendo la sua biografia, da una parte il fratello che, se possibile, prendeva la colpa per l’ennesima marachella del più giovane. Dall’altra parte il “bravo” fratello che non faceva mancare le prese in giro tipiche dei bambini.

Tutti noi abbiamo conosciuto William Dunlop, il pilota.

Neanche fra mille anni dimenticherò la sua epica battaglia alla North West200, nella classe Superbike, del 2014. Un testa a testa fra i due fratelli, entrambi su BMW. Ricordo seguii gli ultimi due giri coprendomi gli occhi, sbirciando e sperando, con mio fratello che chiedeva dall’altra stanza cosa avessi da esultare. Quella vittoria William la voleva con tutto il cuore. E la ottenne.

Seguì dello stupido gossip dopo quell’episodio. Michael lo ha messo a tacere, una volta per tutte nella sua biografia. In realtà lo fece già al Senior TT qualche settimana dopo. Impossibile dimenticarla quella conferenza stampa, iniziata con il suo “nessuna vittoria vale quanto mio fratello”, perché William si era infortunato in quella gara, che mai dimenticherò.

Questa frase riecheggia nella mia mente da ieri sera.

William nel corso della sua carriera ha collezionato podi al TT, vittorie alla North West200, all’Ulster Grand Prix. Era un sostenitore delle National irlandesi,come Skerries…

Pensando a lui non si può fare a meno di pensare a quegli occhi dolci, timidi, che involontariamente catturavano l’attenzione. Incredibile non pensare ogni volta “come fa ad essere così timido, ma una volta messo il casco e abbassata la visiera, così determinato”.

Uno stile diverso dal fratello, spero non abbiate mai fatto l’errore di considerarlo “meno bravo”, perché il suo curriculum parla chiaro. Uno stile così pulito da sembrare prima scritto da un manuale, poi messo in pratica.

Io di William Dunlop ricordo con lo stesso, sconfinato affetto, la prima e l’ultima volta che ci siamo incontrati.

Cinque anni fa, alla vigilia della North West200, gli mandai un messaggio per chiedergli un’intervista una volta su. Risposte subito , affermativamente. Quando mi avvicinai per salutarlo feci accenno al messaggio, si ricordò subito ed iniziammo a parlare. Non ho mai ringraziato abbastanza la mia migliore amica per aver scattato una foto in quel momento.

L’ultima volta è stata al Classic TT, dopo il suo podio nel Senior Classic TT. Non ho molta faccia tosta in momenti come questo, ma ci tenevo moltissimo, mi son fatta coraggio. Adesso non posso che guadare a quello scatto incredula. Difficile accettare che non ci sarà altra occasione. Altra occasione di incontrare quel occhi dal sorriso timido.

Sinceramente quanto successo ieri a William ha messo KO alcune mie certezze.

So che non  questo il tributo che vi aspettavate, ma questi articoli non voglio imparare a scriverli.

Non so bene come funzioni una volta dall’altra parte della strada.

Ho sempre pensato, sperato, che all’arrivo ci sia la/le persona/e più vicine al tuo cuore, con un abbraccio ad aspettarti.

Continuo a pensare che ieri ci sia stato Robert ad abbracciare suo figli, dopo dieci anni. A dargli quelle spiegazioni a noi ignote, a spiegargli come dare forza alla sua famiglia rimasta qui.

È a loro che rivolgo il mio pensiero e le mie preghiere, specialmente a Janine, Ella, Michael e Louise, affinché riescano a ritrovare la forza.

La famiglia ha chiesto che oggi il programma di gare si svolga regolarmente, chiedendo ai piloti di onorare così William e la sua vita.

A lui rivolgo il mio grazie per essere stato un esempio, mai polemiche o critiche sempre rispettoso di tutti.

Grazie per essere sempre stato così gentile con me, non ti dimenticherò mai.

Ride Free William.

Ringrazio Road Racing Daily, Martyn Wilson per Pitlane Photography e Lucas Croydon Photography per essersi uniti a noi per ricordare William, attraverso i loro scatti.

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