MOTOLOGY

FREDDO ALLA SPRING CUP, MATHISON, HARRISON, LINTIN I VINCITORI

Scarborough

ROUND DI PRIMAVERA SOTTO IL SEGNO DEL GELO

La Bob Smith Spring Cup, evento di primavera, come suggerisce il nome, è stato tradito dal meteo, il nevischio ha infatti capolino nella sera di venerdì sul tracciato di Oliver’s Mount, con temperature non superiori ai 10°C, condizioni climatiche che hanno influenzato non poco la prima giornata.

Come sempre mattinata dedicata alle prove e qualifiche, con il programma che ha subito un forte ritardo per via appunto del meteo, con il fango che ha reso impraticabile il paddock e le zone limitrofe, situazione di disagio già vista a Mid Antrim.

Alle 16.00 italiane iniziano le procedure per la prima gara della giornata, la Junior Race A, non più otto giri ma sei. Al via scatta molto bene Daley Mathison, che si porta al comando davanti a Dean Harrison e Lee Johnston. Il gruppetto degli inseguitori può far poco. Daley chiude il primo giro con un 2:03.525 e mette subito strada fra se ed Harrison, a sua volta al sicuro da Johnston, seguono Mick Gooding, Roger Wibbeley, Ivan Lintin, Dan Cooper, Barry Evans, James Cowton, James Hincliffe, a ridosso della top ten Tom Weeden. È una gara a senso unico, al secondo giro Mathison vanta quasi due secondi e mezzo su Harrison, mentre Cooper che risale la classifica portandosi in terza posizione, ai danni di Johnston, chiude la top ten Weeden. Al terzo giro, che sancisce la metà gara, il vantaggio di Mathison nei confronti di Dean Harrison è pari a +7.985s, mentre nonostante il ritardo di oltre 16 secondi, torna in terza posizione Lee Johnston, seguito da Ivan Lintin, mentre un problema fa scivolare Cooper al sesto posto. Ancora un giro perfetto di Mathson, con Harrison che guadagna sette decimi, non abbastanza però per impensierire l’alfiere di casa Suzuki. Penultimo giro e Mathison segna il fastest lap della giornata, con 2:01.462 ed un vantaggio su Harrison di 8.222s. Daley Mathison vince la Junior Race A, seguono Dean Harrison, Lee Johnston, Ivan Lintin, Daniel Cooper, Roger Wibbeley, James Cowton, Tom Weeden (che ha corso la gara con un crampo alla gamba sinistra) e Tom Hewson.

Il programma è serrato, subito il via della Junior Race B, in questo caso vengono mantenuti i sei giri previsti. Al via sembra una replica della Junior race A, con Adrian Harrison che si porta al comando su Mike Norbury e Chris Cook; non è così poiché al terzo giro è Norbury al comando, con un vantaggio di 2.193s su Harrison; risale la classifica Davy Morgan, dal quindicesimo posto del primo giro all’undicesimo del quarto. Mike Norbury vince la Junior Race B, sul podio con lui Adrian Harrison, Chris Cook.

Tocca alla Superlightweight Race, anche in questo caso due giri vengono eliminati dalla gara, se quindi da percorrere. Al via parte bene il favorito della categoria, Ivan Lintin, che si porta in testa davanti ad un rivale di sempre, Jamie Coward, seguito ad oltre due secondi, da Bradley Vicars, fuori dal podio Jamie Coward, seguono Adrian Harrison e Adam Child, undicesimo Tom Weeden, all’esordio con la twin. Gara senza speranze per chi aspira al gradino più alto del podio, come sempre Lintin si conferma uno specialista della categoria; alle sue spalle a metà gara, si porta in terza posizione Cowton, mentre sale in decima posizione Weeden e troviamo al dodicesimo posto Jack Hunter, che lo scorso anno ha fatto il suo esordio al Manx Grand Prix. Gara che sembrerebbe scontata, ma al penultimo giro James Cowton è costretto al ritiro. Ivan Lintin vince la Lightweight race, seguono sul podio James Coward e Bradley Vicars, Nick Anderson e Adrian Harrison chiudono la top ten, Tom Weeden ottavo, seguito da Adam Child.

È la volta della gara dei sidecars, vinta dal duo Bell; purtroppo una perdita di olio nell’ultimo rettilineo costringe la direzione gara a cancellare sia la Solo Open Race A, mentre Dean Harrison era al comando che la Solo Open Race B, per permettere ai marshall di poter pulire la pista.

Si riprende con la settima gara prevista, la Ultraleightweight (le 125cc), anche in questo caso eliminati due giri dal programma, sei da percorrere. Al via è Phil Harvey a portarsi al comando, con poco margine su Justin Waring e Joe Thompson, fuori dal podio, a due secondi, Ian Lougher e Daley Mathison. Al secondo giro il ritiro di Mathison, mentre Lougher ha la meglio su Thompson; il quarto giro vede il ritiro di Harvey, mentre era al comando, Waring è tallonato da Lougher, con Thompson che torna sul terzo gradino virtuale. La gara non subisce altri cambiamenti e Ian Lougher vince la Ultraleightweight Race, secondo Justin Waring e terzo Joe Thompson.

È il momento della Senior Race, la direzione gara elimina tre giri rispetto al programma inizialmente previsto, quindi cinque giri da percorrere. Al via scatta bene Daley Mathison, che si porta al comando davanti a Dan Hegarty, Dean Harrison, Lee Joshnston, Ivan Lintin, Steve Mercer, Dan Cooper, Mick Goodings, Billy Redmayne e Frank Gallagher, tredicesimo James Cowton, sedicesimo Ben Wylie. Il secondo giro vede sempre Mathison al comando, si ritira Johnston, imitato poi da Redmayne e Wylie. Si avvicina al comando Dean Harrison, secondo al terzo passaggio, mentre si ritira Dan Cooper; fra Mathison ed Harrison pochi decimi. Dean Harrison vince la Senior Race, Daley Mathison secondo, a +0.507s, terzo Daniel Hegarty, seguono Ivan Lintin, Steve Mercer, Frank Gallagher, Alan Bonner, Mick Goodings e James Cowton.

Prosegue il ritmo senza sosta ed è il momento della Classic F1-F11 race, anche questa con cinque giri previsti, rispetto agli otto del programma. Gara senza colpi di scena, Steve Mercer vince gestendo il vantaggio sugli inseguitori, David Bell secondo, terzo Paul Owen; ritiro per James Coward mentre era in seconda posizione, sesto Ian Lougher.

La direzione gara annulla l’ultima gara della giornata, la Lightweight race, il meteo è inclemente, troppo freddo. Tutto rimandato al programma di domenica.

 

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