MOTOLOGY

La sicurezza prima di tutto

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I CORSI DI GUIDA SICURA IN PISTA PER PORTARE LA MOTO AL LIMITE IN TUTTA SICUREZZA

Andare in moto? E che ci vuole!? Metti la chiave nel blocchetto, giri la chiave, check della centralina, pigi l’ accensione, metti la prima e via!

Sbagliato!

Andare in moto non significa solo fare questo e cercare di scimmiottare le imprese di Marquez, significa molto di più.

Inconsciamente, in sella ai nostri motoveicoli a due ruote, applichiamo leggi della fisica e della cinematica che sono state scoperte e concettualizzate dai nostri avi secoli fa, dopo molti anni di studi. Non dovremmo nemmeno osare pensare che basti poco per guidare una moto.

Senza poi contare che non tutti sanno reagire in situazioni di pericolo o potenziale pericolo. Che cosa fare se in città, a velocità codice, da una strada laterale un Ducato Maxi ti blocca la strada? E se invece durante una tranquilla gita con la tua zavorrina, in una dolce piega sulle colline emiliane, trovi a terra del fango e dei sassi?

Prima di pensare a spremere la leva del freno come se fosse un arancio da spremuta, cosa estremamente pericolosa, cercare di capire cosa fare per evitare e oltrepassare la situazione di pericolo è di fondamentale importanza! Per questo e per altro ancora esistono i corsi di guida sicura in pista.

Perché in pista? Semplicemente perché offrono ampi spazi dove istruttori qualificati possono preparare esercizi dove l’allievo può destreggiarsi sotto l’occhio esperto, e quando serve ricevere consigli e correzioni. Esistono anche corsi di guida sportiva in pista, dedicati a chi non è di primo pelo sulle moto, e puntano al miglioramento dell’arte personale della piega e a limare quel decimo o due dove serve per ottenere un best lap degno di argomentazione.

Di corsi ce ne sono diversi qui in Italia, tutti di buonissimo livello, e quello che mi ha colpito maggiormente e che ho deciso di frequentare è stato il corso base della “dazeroa300 accademy” gestita da Luca Campana. Nome che non hanno bisogno di presentazioni. Istruttori di primo livello come Alessandro Polita, Simone Saltarelli, Marco Lucchinelli, Fausto Ricci e gli insegnanti dell’ autodromo di Vairano formano un team molto competente e alla mano. Nomi tecnicamente supportati appunto da MV Agusta che offre le sue moto per i corsi, mentre Dainese, Michelin, AGV e L.M. Gianetti offrono parternship di primo livello.

Ho deciso di frequentare questo corso di guida sicura in pista per motivi tecnici quali: il tracciato dove avviene il corso è Vairano Di Vidigulfo, una pista molto varia ed adatta ad imparare i diversi comportamenti della moto su curve di vario tipo, per la presenza di un marchio così rinomato come MV (non è da tutti i giorni poter guidare una MV Agusta in pista sotto l’ occhio di istruttori con un cv da far invidia a molti), e soprattutto per la presenza sulle MV Brutale di strumenti che io oso definire geniali: Slide Bike e Break Bike. In soldoni, strutture e armotizzatori supplementari che permettono di portare la moto in condizioni di piega e frenata estrema senza pericolo per il pilota (e per il portafogli) di farsi male, minimizzando il rischio di caduta. School Riding for Amnesy, insomma. Oltre a questi stupendi strumenti didattici ci sono anche delle MV standard utilizzabili per altri esercizi, più classici. Questo format così originale da tutti gli altri corsi permette di correggere più aspetti in minor tempo, ma come contropartita ne fa sorgere altri ancora più grandi, tanto che ho deciso per il secondo anno consecutivo di ripetere lo stesso corso, il Base.

Corso di guida sicura in pista: la mia esperienza diretta

Una volta arrivato in circuito, avvenuta la registrazione, noto con piacere una quota rosa di tutto rispetto sia nel corso base che nel corso master, con gentildonne in grado di girare in 2.11 al Mugello. Sconcertante. Terminato il briefing, tutti in pista! Noi normali utenti dediti al corso Base veniamo trasportati con delle navette nelle varie zone di esercizio e veniamo suddivisi in gruppi da 4 persone con un istruttore ciascuno. A ogni stazione, ognuna con un diverso esercizio, sono presenti una o due moto. La Brake bike è dedicata a imparare a come gestire i freni e al trasferimento dei pesi in una situazione di arresto totale. Per aggiungere pepe e didattica alla situazione, ogni allievo deve effettuare frenate molto importanti con e senza abs su asfalto completamente allagato. Prima sensazione: devo avere assolutamente una moto con abs, freni in metà dello spazio. Dopo varie pinzate ignoranti, dove alcuni di noi hanno addirittura sollevato il posteriore, passiamo alla Slide bike. L’ esercizio qui proposto è secondo me molto importante sia su strada che su pista: consisteva nel seguire un tracciato fatto di birilli disposti a uovo, dando rilevanza al movimento della testa e dello sguardo, perché “la moto va dove io guardo. Se fisso un cartello, 9 volte su 10 ci entro con la moto”. Il tutto ovviamente con asfalto bagnato e controllo di trazione impostato al minimo, per gentile concessione del nostro caro istruttore. Non smetterò di spezzare lance in favore delle strutture ideate dalla L.M. Gianetti Engineering, che permettono di apprendere un sacco di nozioni, di sensazioni e di capire molti dei difetti della guida in un contesto dinamico, ma pur sempre controllato, che permettono di arrivare a situazioni limite con minor pericolosità, facilitando anche il lavoro dei diversi istruttori, alla costante ricerca di errori ed imprecisioni nei loro allievi.

Dopo una velocissima pausa pranzo a base di pasta e frutta (inclusa nel prezzo del corso), i vari insegnanti hanno deciso di impostare gli esercizi per adeguarsi al livello medio del gruppo. Ciò ha portato a un livello di difficoltà decisamente più alto. I due esercizi pomeridiani contavano il classico slalom tra i birilli e lo studio dei vari stili di guida ed impostazione di curva. Il primo esercizio post-pranzo contava l’ uso del mezzo marchiato MV top in stile ed agilità, ma Rivale 800. La moto che considero il top sotto la voce agilità e maneggevolezza, inoltre il 3 cilindri di Varese con le sue masse sospese dà una mano enorme nei cambi di direzione a velocità bassissime. Iniziamo la prima serie di esercizi con i coni distanti tra loro 6 metri, con un coefficiente di difficoltà davvero molto basso, al punto che molti di noi lo hanno affrontato con la terza marcia inserita a circa 60 km/h. Troppo facile. Ecco quindi che il nostro amabile quanto stimolante insegnante sposta i birilli con una distanza di 1 metro e mezzo con tanto di piccolo “allungo” tra una dozzina di birilli e l’ altra. Qui viene davvero il bello. Si notano i primi errori madornali, quali il saltare dei coni perché troppo vicini oppure per un calo di concentrazione. Oltre agli sbagli, arrivano le correzioni colorite del maestro.  Dopo una buona ora passata a fare slalom a velocità piuttosto logoranti per moto e gambe, eccoci al piatto forte della giornata: il curvone. Moto a disposizione: mv brutale 800 e per l’ istruttore una f3 675.  Prima di salire in sella alla naked “super welter” italiana, il nostro insegnante ci ha illuminato sui vari stili di guida. Fondamentalmente sono 4, ed ognuno di noi doveva fare un paio di lanci per ogni stile, per capire davvero le varie differenze. Lo stile più tranquillo è il press, dove il pilota letteralmente “spinge la moto verso il basso” stando in piedi, in modo molto da enduro; si passa poi al laying, con un movimento solidale di moto e pilota, stile da passeggiata con zavorra. Poi spiegel e hanging-off, dove nel primo si ha il ginocchio interno contro il serbatoio, chiappa un pò fuori, testa e busto che guardano interno/uscita di curva; qui si inizia a fare come quelli bravi. Stile piuttosto valido in strada, si inclina meno la moto a favore di una notevole uscita di tuto il corpo dalla moto senza mettere giù il ginocchio. Hanging-off è del tutto simile allo stile spiegel, con l’ aggiunta fatidica del ginocchio a terra. Vi assicuro che già lo stile spiegel è molto stancante e non tutti sarebbero in grado di affrontare un turno in pista come si deve senza sentire affanno o muscolatura irrigidita. Alla fine della spiegazione, si parte con di fronte l’ istruttore e via di curve e impostazioni di corpo e moto. Per chi non è mai stato in pista, si tratta di un’ esperienza davvero adrenalinica. Arrivati al momento fatidico, che tutti noi novellini stavamo aspettando, l’ingresso in pista, è stato rovinato dall’ arrivo di un temporale estivo che ha deciso di debuttare sul tracciato con largo anticipo; oltre a rovinare la giornata di noi allievi, ha colto l’ organizzazione un pochino impreparata. Appunto, un pochino. Con l’ausilio di navette, noi allievi siamo stati trasportati nell’ edificio principale dell’ autodromo per ulteriori approfondimenti sulla teoria, riprendendo concetti che sono stati toccati anche dal corso maser, ci sono stati offerti litri e litri di acqua per riprenderci dall’ afa e dal calore delle tute prima della consegna dei diplomi. Cerimonia che è avvenuta con le varie classi tutte unite, in modo sobrio, semplice e piacevole.

Giornata comunque finita in anticipo a causa del meteo, circostanza che ha messo in buona luce il reparto merketing: coloro che hanno frequentato un corso base MV e a causa del temporale non hanno potuto saggiare la pista vera, possono usufruire di uno sconto del 20% sull’ acquisto di un nuovo corso, sia base che avanzato. Occasione ghiotta per l’ anno prossimo.

Risultato della giornata: un giorno speso bene, nel quale è stato possibile imparare con facilità e familiarità concetti, modi di guidare e di vivere la curva con la moto in un’atmosfera controllata e leggera, tutto finalizzato al migliorare senza affanni. I corsi di guida sono decisamente utili per chi non ha la possibilità di avere attorno persone con esperienza e competenze atte all’ insegnamento.

Un buon insegnante è una persona in grado di spiegare il più complesso concetto con parole capibili anche da un bambino, e l’organizzazione di  dazeroa300 è stata in grado di raccogliere sotto il suo vessillo persone con questa capacità. Passione per l’ insegnamento, per il motociclismo e per la prevenzione sono elementi cardine di questi corsi di guida sicura in pista, che col passare del tempo stanno sempre più ottenendo successo.

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Per Motology.it Valerio Garagiola

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