MOTOLOGY

FOCUS ON JOHN MCGUINNESS

BUON COMPLEANNO JOHN MCGUINNESS

Nome John Warren McPint McGuinness
Nazionalità
inglese

Nato a Morecambe
Data di nascita 16 aprile 1972 (46 anni)

Oggi festeggiamo il compleanno di John McGuinness, il pilota punto di riferimento nelle road race internazionali degli ultimi dieci anni.

Riassumere oltre vent’anni di carriera in un solo articolo è praticamente impossibile. Pur avendo preso parte a gare del Motomondiale che del mondiale Supersport il suo nome è strettamente legato al Tourist Trophy.

La sua prima partecipazione risale al 1996, quindicesimo nella Lightweigth Race. Il suo destino si intreccia con quello di Joey Dunlop, di cui era un grande ammiratore, del quale diventerà compagno di squadra qualche anno più tardi. David Jefferies l’altro pilota che incontra sul suo cammino, che gli farà affermare “Se DJ non fosse scomparso probabilmente io non avrei vinto così tanti TT”.

La sua prima volta sul podio del TT? Già alla sua seconda partecipazione, sempre nella Lightweight Race in sella ad un’Aprilia. La prima vittoria, nella Lightweight2500 Race, in sella alla Vimto Honda nel 1999. Sarà la prima di molte altre. Ventidue per la precisione. Quarantasei sono le volte in cui è salito sul podio del TT, portando a termine settantotto gare. Nel 2009 è stato il primo pilota a superare la barriera della 130mph. Nel 2009 ha registrato 131.578mph. Nel PokerStars SeniorTT del 2015 vince e segna 132.701mph!

Ha legato il suo nome al marchio Honda, con la quale ha corso fino alla passata stagione. Nella sua biografia spiega il rapporto di fiducia e familiare sempre esistito con la casa giapponese.

Nel paddock è un punto di riferimento, per esperienza, ma anche per il suo essere sempre molto amichevole e disponibile. L’onestà una sua caratteristica, i TT Launch sono sempre il suo territorio preferito per lasciarsi andare a battute che smorzino il protocollo serio dell’evento.

Al giorno d’oggi si guarda a lui e alcuni fanno l’errore di fermarsi al suo motorhome, una vera e propria casa su ruote, ignorando i sacrifici fatti per arrivare ad essere il polita che è. Fin dall’adolescenza ha potuto contare sul sostegno di Rebecca. Colei che è diventata sua moglie, che lo ha sempre sostenuto nella sua carriera. Sostegno che non è mai mancato, anche quando gli sponsor non c’erano, il furgone si ruppe nel mezzo del nulla, in piena notte. Rebecca è sempre al suo fianco, ma sempre in maniera discreta, nella sua biografica capiamo l’importanza che il loro nucleo familiare ha nella sua vita. Come la famiglia sia un valore molto importante per McGuinness.

Senso della famiglia che si trasferisce anche nel suo vivere il mondo delle corse. Lo si intuisce nella sua fedeltà ventennale ad Honda, intesa non solo come team ufficiale, che si occupa delle big bike, ma anche degli altri team. Non a caso un lungo sodalizio con l’altro team a conduzione familiare, il team Padgett’s.

Le vittorie ed i record di John McGuinness lungo il Mountain Course parlano da sole. Con ventitré successi è il secondo pilota più vincente al TT, secondo solo a Joey Dunlop. Non si nasconde mai dietro giri di parole. Nel 2013, in un’edizione dominata dal compagno di squadra, il giovane Michael Dunlop, dopo aver vinto il PokerStars Senior non si nasconde. “Quando nella RST Superbike race mi sono reso conto che l’elicottero non mi stava seguendo ho capito che qualcosa era cambiato. Oggi volevo questa vittoria”.

L’incidente dello scorso anno, infortunio che continua a tenerlo lontano dalle corse, a quasi un anno di distanza, ha portato anche alla rottura del rapporto con Honda. Alla luce delle sue affermazioni di stima per la casa giapponese, contenute nella biografia, quanto successo fa capire il suo profondo disappunto. In breve. Honda ha sempre negato una colpevolezza nella moto in quanto successo. Quel che è peggio che mai nessuna telefonata sia giunta da parte loro, per accertarsi delle sue condizioni di salute. La notizia del suo passaggio a Norton Motorcycles per questa stagione non ha sorpreso più di tanto, impossibile sorvolare su comportamenti così gravi.

Mi ritengo una persona fortunata, ogni volta che sono stata sull’Isola di Man ho incontrato John. Di ogni singola volta conservo la sua gentilezza, anche nel ringraziarci di volere la piccola in foto con noi. L’ultima volta che l’ho incontrato è stato durante il Manx Grand Prix, dove era atteso con il solito affetto che lo circonda. Anche io mi sono fatta autografare la biografia, mi sono limitata a chiedergli come stesse, ma soprattutto a dirgli “John noi ti aspettiamo”. Il sorriso con cui ha risposto “Aspettatemi perché tornerò” mi ha rassicurata. Molto.

Il tweet di qualche giorno fa mi è dispiaciuto molto, perché McGuinness fa parte di quella schiera di piloti che rappresentano un esempio positivo per il mondo delle corse. Un uomo che è partito dal nulla, lavorando costantemente, per arrivare dov’è adesso.

Mi rendo conto che questo non è proprio il miglior modo, forse, per celebrare la sua carriera, ma questo è il solo modo che ho adesso per augurargli buon compleanno.

Tanti auguri John, noi ti aspettiamo!

Credits Martyn Wilson per Pitlane Photography che ringraziamo

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