MOTOLOGY

FOCUS ON : VALENTINO ROSSI

Nome: Valentino Rossi
Nazionalità: italiana
Nato a: Urbino
Data: 16 febbraio 1979 (39 anni)

 

Quest’anno correrà nel Campionato Mondiale MotoGP

Team : Movistar Yamaha MotoGP
Moto : Yamah YZR-M1

 

MOTOGP

Stagioni corse : 1996>2018
Gare corse :

Vittorie : 115 ( 89 in MotoGP, 14 in 250cc., 12 in 125 cc.)
Numero podi : 227 (191 in MotoGP, 21 in 250 cc., 15 in 125cc.)
Numero mondiali: 9 (1 in 125cc.- 1997, 1 in 250cc.- 1999, 1 in 500cc.- 2001, 6 in MotoGP– 2002, 2003, 2004, 2005, 2008, 2009)

 

Si può odiare o amare: non esiste via di mezzo. Non si può dire ‘non mi fa nè caldo nè freddo’ perchè, i personaggi così, per forza conoscono solo due estremi.
Ciò che non si può assolutamente fare però è non riconoscere ciò che ha fatto, ciò che ha dato al motociclimo e ciò che ha fatto a livello mediatico.
Valentino Rossi è un campione dentro ma soprattutto fuori dalla pista perchè è riuscito a conquistare una popolarità tale da diventare un nome conosciuto in ogni posto del mondo.
Chi scrive deve dire solamente GRAZIE a questo pilota perchè ha conosciuto il magico mondo del motociclismo grazie alle sue gesta ed al suo carisma.
Tanti come me, tanti della generazione anni 90, si sono avvicinati a questo sport solo per seguire le eroiche gesta di ragazzo riccio con accento e parlata inconfondibili.
E così come tanti spettatori l’hanno fatto anche tanti piloti.
Poi ognuno ha trovato il campionato, la classe, il team, la moto che gli sta più a cuore.. ma l’ispirazione, l’esempio, è stato lui.
Non a caso Rossi è una leggenda vivente: 22 anni ai vertici mondiali del suo sport, che ha resistito ad alti e bassi, facendo sempre parlare di lui.

 

Carriera:

 

L’esordio nel mondiale è datato 1996.
In sella alla sua Aprilia RS 125 R inzia un campionato in crescendo, fino alla prima vittoria nel Gran Premio della Repubblica Ceca sul circuito di Brno.
Quella rimane l’unica vittoria dell’anno, preceduta da un terzo posto in Austria.
Il debutto mondiale si conclude con un nono posto in classifica finale.
L‘anno dopo domina il mondiale: 11 vittorie, 13 podi ed un sesto posto come peggior risultato.
Nel 1998 corre in 250 sempre in sella ad un Aprilia, la RSV 250.
Inizia la stagione con due cadute ( alla fine dell’anno i ritiri arriveranno a 5) ma nelle restanti gare i risultati sono ottimi: tre secondi posti, un terzo posto e cinque vittorie.
Non a caso conclude l’anno al secondo posto, a 23 punti da Loris Capirossi.
L’anno dopo la rivincita.
La stagione comincia di nuovo in salita, ma Rossi ci mette poco a cambiare marcia: 9 vittorie, 2 secondi posti ed un terzo posto lo incoronano, per la seconda volta, campione del mondo.

La Leggenda Rossi comincia a prendere forma, ma è dal 2000 che tutto comincia.
In sella alla Honda inizia l’avventura in “MotoGP” del pesarese e la rivalità diretta con Biaggi.
Come consuetudine Valentino inizia l’anno con il piede sbagliato: due ritiri ed un undicesimo posto sono i primi risultati in classe regina.
Poi la ripresa: iniziano ad arrivare i primi podi, la vittoria a Donington Park e poi a Rio.
Rossi chiude l’anno da rookie in seconda posizione.

L’anno dopo il pesarese inizia subito alla grande: tre vittorie ed un podio. Poi un ritiro, due vittorie ed un altro podio. E un continuo filotto di vittorie.
Undici primi posti in un solo anno e 106 punti sul secondo classificato, ovvero Max Biaggi.
La rivalità fra i due si fa accesa dentro e fuori pista, vedendo come episodio ‘più grave’ la gomitata sul rettilineo di Suzuka da parte del romano al pesarese, ripagato con un sano dito medio in curva durante il sorpasso di Rossi sul rivale.
Rossi comincia ad essere amato in maniera surreale: non solo in Italia, ma tutto il mondo lo venera.
Nel 2001 conquista anche la 8 ore di Suzuka, al fianco di Colin Edwards e Manabu Kamada.

Il 2002 è l’anno in cui la “classe regina” diventa la MotoGP che tutti conosciamo.
Rossi arriva alla moto del team ufficiale HRC e si riconferma per i due anni a venire. Altre 11 vittorie nel 2002 e 9 nel 2003.
Poi, però, qualcosa nella coppia perfetta si rompe: Rossi decide di lasciare la casa giapponese che l’ha portato alla conquista di ben 3 titoli per un’altra casa nipponica.

Il 2004 è l’anno X .
Chiunque gli avrebbe dato del pazzo; saltare giù dalla moto più veloce e competitiva del lotto per salire su quella tra le più in difficoltà?
Valentino Rossi è riuscito anche in questo: appoggiato ad un team (il suo, ndr) e supportato da ogni persona all’interno del box, il pilota è riuscito a trasformare la Yamaha in un mezzo all’altezza della Honda.
Nove vittorie, di cui tutti ne ricordano chiaramente una per duplici motivi: Welkom 2004.
Una battaglia senza eguali con Max Biaggi che, a differenza di Rossi, lascia Yamaha per Honda. E una vittoria che ha il sapore di quelli che difficilmente dimentichi
Durante la stagione colleziona 9 vittorie, ed anche un nuovo rivale: Sete Gibernau.
Nel 2005, è solo conferma: 11 vittorie, 16 podi ed un solo ritiro.

Il primo momento difficile di carriera arriva nel biennio 2006-2007: la Yamaha sembra aver placato la sua crescita, ma al posto suo sono migliorate Honda e Ducati.
In più, Rossi comincia ad avere troppe pressioni addosso: esce la vicenda Ferrari, che lo vorrebbe in pista l’anno successivo, ed esce la storia dell’evasione del Fisco.
Anche per un campione come lui, certe cose sono difficili da sostenere.. soprattutto mediaticamente parlando.
In più, si sa.. quando si è in un momento difficile, arrivano tutte.
Nel 2006 iniziano i guai tecnici, i guai con le gomme e poi le cadute nel momento in cui non ti aspetti. Iconica la scivolata a Valencia 2006 che lo ha relegato al secondo posto in mondiale per soli 5 punti. A vincere fu Nicky Hayden.
L’anno dopo la stagione è fatta di alti e bassi: qualche errore di troppo e due rivali immensi: Ducati e Casey Stoner.
Inizia così il terzo capitolo di ‘rivalità’ di Rossi, che però sfocia nei migliori momenti nel 2008.

E’ proprio questo l’anno in cui Rossi ottiene la sua rivalsa: con 9 vittorie e una battaglia epica, Rossi conquista il suo ottavo titolo mondiale a 29 anni, dopo 2 anni di “digiuno”.
Epica la battaglia ed il sorpasso sul Cavatappi sul circuito di Laguna Seca con Casey Stoner che, oltre ad essere un gesto memorabile ed un’impresa sportiva, hanno posto anche fine allo stradominio dell’australiano.

Il 2009 è l’anno in cui il pilota di Yamaha ha forse capito quanto fosse importante essere costanti e raccogliere sempre il possibile da ogni gara.
E’ l’anno in cui centra meno vittorie in un anno, ma la classifica e il totale punti alla fine dell’anno lo premiano.
Il nono titolo arriva con una gara d’anticipo sulla chiusura del mondiale.

Come si dice? Dalle stelle alle stalle..
Ecco, il secondo momento difficile di carriera arriva nel tris d’anni 2010-2011-2012.
In modo molto sintetico si può definire questo periodo in: Mugello, Tibia e Perone, Ducati e Marco Simoncelli.
Il 2010: l’anno in cui la stagione era iniziata bene, per i tifosi “di buon auspicio (ndr: per il 10, un buon auspicio per il decimo mondiale), che si tramuta in un incubo dopo solo 3 GP.
Nel venerdì del Gran Premio d’Italia, le Biondetti diventano il teatro di una caduta che costa frattura di tibia e perone a Valentino.
E’ la prima gara dall’inizio della sua carriera che salta. Ne seguiranno altre tre, e poi una conclusione di campionato da standin ovation.
Rossi chiude la sua prima parte di carriera in Yamaha al terzo posto mondiale.

Il biennio in Ducati è stato forse il periodo più difficile sotto ogni punto di vista: una missione ‘impossibile’, un reparto corse che vuole segire le indicazioni ma al tempo stesso non lo vuole fare.
Ottiene un terzo posto alla prima sagione in rosso, sotto la pioggia francese, e poi risultati da Top5.
Una serie di ritiri sono la triste conclusione di stagione, con l’agginta dell’incubo a Sepang : l’incidente con Marco Simoncelli.
Una dolorosa perdita per tutto il circus, ma per Valentino in particolare: Marco era uno dei suoi più stretti amici, un fratello.
Il 2012 è anch’esso un anno molto duro: riesce a conquistare due secondi posti, a Le Mans e a Misano.
I risultati e l’atmosfera in Ducati non sono ciò che il pesarese di aspettava, e quindi decide di tornare al suo primo (e unico) amore.

Dal 2015 tutto riprende una piega diversa ed i risultati lo dimostrano.
Quattro vittorie e quindici podi – una stagione prettamente perfetta che, però, è stata macchiata dall’ormai celebre storia de ‘il biscottone spagnolo’ fra Marquez e Lorenzo, e delle accuse di Rossi sul fatto precedentemente citate.
Una stagione corsa sempre sul filo del rasoio, con sorpassi al limite in pista e dichiarazioni forti al di fuori.. che ha fatto sognare i tifosi fino alla fine per un’altra volta, per poi vedere il sogno del decimo titolo svanire.
Il 2016 si chiude nuovamente al secondo posto mondiale per Rossi: solo due vittore all’attivo e dieci podi totali.

Il 2017 parte con il primo avversario in casa, Maverick Vinales, ma in maniera positiva.
Pochi giorni prima del Mugello, il nove volte campione del mondo, si infortuna in allenamento sul circuito di Cavallara, in motocross.
Un importante trauma addominale, con anche una lesione polmonare, che però non ha fermato il Dottore.
Poi qualcosa all’interno del team comincia a perdere equilibrio: alti e bassi fra prove e gare.
A fermare Rossi invece è il secondo grave infortunio in allenamento. A pochi giorni dal Gran Premio di Misano, Rossi si frattura nuovamene tibie e perone con la moto da enduro.
Rossi rientra in pista 24 giorni dopo l’operazione ad Aragon e conquista un quinto posto che sa di miracolo.
Chiude la stagione in quinta posizione,..agguerrito per il 2018.

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