MOTOLOGY

EICMA: LA FIERA DELLE VANITA’

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Viaggio all’interno di Eicma la fiera più importante del settore moto ma che, alla fine, lo è forse e soltanto per gli organizzatori

Eicma 2014: i dati parlano chiaro e, i numeri, sono lusinghieri: nei suoi 100 anni di storia sono stati oltre 28.700 gli espositori provenienti da 40 paesi diversi del mondo, 5000 le anteprime mondiali e 25 milioni i visitatori che, dal 2007, trovano il biglietto d’ingresso al costo invariato di 18 Euro.

Superficie occupata da far invidia (2 milioni di mq), stand fantasmagorici e pubblico che si affolla alla ricerca dello scatto da condividere sui social.
Manca solo l’albero della cuccagna e poi potremmo dire che il paese dei balocchi abita qui, a RHO Fiere.
Un pò di sarcasmo ci sta perchè, al di là dell’innegabile sforzo organizzativo per presentare cotanta magneficienza, bisogna pur dire come stanno le cose.
E le cose stanno così: il settore 2 ruote motori soffre, e anche tanto.
Malgrado, infatti, negli ultimi 5 anni la produzione di due ruote a motore (2RM) sia cresciuta del +39% in termini di unità vendute, i Paesi Occidentali hanno sofferto, invece, una contrazione pari al 54% se si parla di Europa e del 52% nella sola Italia che resta, però, il primo produttore europeo di due ruote a motore, visto che, proprio nel nostro Paese, hanno sede costruttori tanto di mezzi quanto di componentistica per un totale di circa 30.000 impiegati.
Facendo un semplice calcolo se le moto non si vendono il settore entra in una crisi che, da semplice congiuntura qual’era, ha ormai preso le sembianze di una vera e propria crisi strutturale. Cambiano i mercati, insomma, e cambia la domanda che, in un Paese come l’Italia martoriata dai mille problemi, non guarda più alla motocicletta come simbolo di evasione e divertimento, ma la eleva a sogno irraggiungibile vuoi per gli elevati prezzi di vendita, vuoi per i costi connessi alle gestione e alla messa in strada.
Si tende, insomma, a prolungare l’uso del mezzo che si ha già piuttosto che comprarne uno nuovo. E il risultato è visibile in quei documenti che ogni mese sembrano bollettini di guerra tanto i segni meno abbondano!
Ma il risultato è visibile anche qui in Eicma, ovvero in quella che, a tutti gli effetti, è la Fiera più importante del settore.

EICMA 2014: I SEGNI DELLA CRISI

In qualsiasi stand voi andiate, c’è una gran fame di vendita. Ce ne accorgiamo noi addetti ai lavori, se ne accorgono i non più tanto ignari visitatori, bombardati da offerte continue, manco fossimo al mercato rionale di paese.
Un tempo incontravi gli uomini di marketing, facevi discorsi di pianificazione, comunicazione e sviluppo mentre oggi le aziende, anche le più grosse, parlano di budget risicati se non invisibili, di tagli, di contrazione.

Non investono nel settore, quello dei media, che potrebbe dargli una spinta, seppur lieve, nella crescita e si nascondono, invece, dietro a paventate crisi così distorte rispetto all’opulenza che, di contro, comunicano attraverso i loro stand megalomani e i loro prodotti sempre così all’avanguardia.
I discorsi fra professionisti sono stati sostituiti dalle chiacchiere fra amici seduti al bar dove io ti prometto x in cambio di y, manco ci si scambiasse le figurine come quando si era piccoli!
Il pilota si ritrova, così, casse di bevande gratuite nel frigo di casa e l’editore inviti a destra e manca per provare mezzi che, preso da un senso di riconoscenza verso chi te li ha mandati, ripagherà a suon di articoli gratuiti dove, guarda caso, la moto provata è sempre la più bella, la numero 1, quella che mancava.
E il settore moto, intanto, piange.
Piangono le casse dei costruttori, piangono quelle dei team impegnati nelle corse, quelle dei piloti e, ahimè, anche quelle delle aziende editoriali costrette a ridimensionarsi, quando va bene, e a chiudere nella peggiore delle ipotesi.
Giri fra gli stand di Eicma e parli, parli un pò con tutti per capire dove sta andando questo mondo che sembra essere governato, ormai, da una cosa soltanto: la passione.
Ma dove ci sta portando questa passione se anche l’ennesima azienda made in Italy, Dainese, è costretta a cedere le proprie quote per non chiudere i battenti?
Come mai aziende di successo come Ducati si fanno acquistare dai tedeschi e perchè, ancora, Aprilia produce una delle sportive più belle presenti sul mercato, ma mette in cassa integrazione gli operai di Noale o non fornisce la giusta assistenza alla clientela?
Eppure sono tutti qui, tutti presenti alla fiera del cuccagna con la lacrimuccia pronta nel taschino non appena qualcuno solleva il discorso “fare business” insieme.
A volte ci domandiamo: ma chi è che guadagna veramente da questa fiera?
Forse soltanto gli organizzatori che, a suon di comunicati stampa eccellenti, potranno ancora una volta dire che sono i più bravi, i più belli, i numeri 1.
E intanto, però, il settore moto piange unitamente a quello dell’editoria specializzata dove il calo degli investimenti pubblicitari nel comparto automotive perde, rispetto allo scorso anno, il 6,4% , quantificabile in  circa 30 milioni di Euro.

A voi le conclusioni.

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